Vibo Valentia. Un sogno l’acqua potabile

[Post in continuo aggiornamento]

Acqua pubblica a Vibo Valentia: meno male che esistono gli amici!

Grazie a dio, appena tornato in città, un’ amica premurosa mi informa che l’acqua del rubinetto non può essere usata neanche per lavarsi i denti, avevo già lo spazzolino in mano.

Mi dice: a causa di un guasto che ha riversato nell’acqua un eccesso di ipoclorito di sodio. L’ipoclorito di sodio è quel comunissimo composto di cui tutti conosciamo il sapore e l’odore: infatti è utilizzato per potabilizzare le acque, per disinfettare le tettarelle dei biberon (si trova in farmacia col nome di amuchina), per rendere balneabili le piscine, a concentrazioni maggiori è conosciuto come “varechina”, insomma, fa parte della nostra vita.

L’effetto dell’ipoclorito di sodio sulle acque è, in parole povere, quello di azzerarne la carica patogena e di renderle incolori grazie a quell’ “effetto sbiancante” e disinfettante tanto sbandierati dalle pubblicità delle candeggine odierne e dei prodotti per l’infanzia.

E’ lui che dà all’acqua di rubinetto quel caratteristico “sapore di cloro” che però evapora via se si lascia sul tavolo il bicchiere pieno per una mezz’oretta.

Il divieto all’utilizzo dell’acqua si è avuto grazie alle segnalazioni dei cittadini, molti dei quali sanno bene che l’acqua marrone, qualunque sia la ragione, non è potabile e che se, per di più, non “puzza di varechina”, vuol dire che il colore marrone non si deve all’eccesso di ipoclorito.

Bisogna quindi ringraziare l’eroico guasto ed il suo responsabile, che, riversando nell’acquedotto così tanto ipoclorito di sodio ha, è vero, reso l’acqua nuovamente imbevibile perchè chimicamente aggressiva, ma ha pure involontariamente disintegrato tutti gli eventuali agenti patogeni che spesso si trovano nelle acque marroni, dando anche una bella pulita al nostro acquedotto vetusto.

Il problema però rimane e quindi riproponiamo alle attuali giunte locali, comunale e provinciale, ed alla giunta regionale, in quanto Sorical, ed agli altri soggetti interessati e coinvolti, le richieste già presentate all’allora sindaco Sammarco nel 2006, sperando in migliore risposta (quella di Sammarco fu nulla, quindi ci vuol poco) da parte dell’attuale sindaco D’Agostino.

Le richieste che seguono sono sostenute ormai da migliaia di cittadini vibonesi molti dei quali, oltre a firmarle e recapitarle al sindaco, hanno pure firmato per la proposta di legge popolare sull’acqua nel 2007, chiesto e ottenuto quest’anno un’importante delibera della giunta comunale sull’acqua pubblica come diritto umano, e sostenuto successivamente, in numero ancora maggiore, la raccolta firme per i tre referendum sull’acqua, arrivata in tutta Italia allo sbalorditivo numero di più di un milione e quatttrocentomila firme.

Riproponiamo il testo integrale dell’appello del 2006 principalmente al sindaco D’Agostino che, crediamo, come primo cittadino vorrà agire da portavoce e, speriamo, pure da sostenitore della salute e della legalità.

Si chiede, semplicemente e senza esagerare, il rispetto di alcune tra le leggi e i contratti vigenti tra gli enti pubblici e i cittadini, a cui il comune ed il sindaco in primis sono comunque tenuti a garantire la qualità costante dell’acqua pubblica.

Luciano Gagliardi – Forum italiano dei movimenti per l’acqua VV.

Appello dei cittadini

Appello delle richieste dei 197 cittadini che hanno firmato l’appello sull’acqua potabile indirizzato al Sindaco. L’appello è stato consegnato e protocollato in Comune questa mattina (prot. 37226 del 20/08/2010) e ci auguriamo che il nostro primo cittadino risponda alle richieste anche tramite la stampa. Com’è chiaro, le ferie estive non ci hanno consentito di raggiungere la gran parte dei cittadini disposti a firmare l’appello ma dalle precedenti esperienze siamo ragionevolmente sicuri che l’appello sia condiviso anche dai molti che non hanno potuto ancora firmarlo perchè fuori vibo.

Gentili amministratori della cosa pubblica, cari uomini e donne di buona volontà,

I cittadini e le cittadine firmatari/e di questo appello,

considerato che…

…ogni essere vivente necessita quotidianamente di bere acqua potabile per vivere, a prescindere dalle sue condizioni economiche.

…ogni essere umano necessita quotidianamente di acqua potabile per lavare e cuocere gli alimenti di cui si nutre, a prescindere dalle sue condizioni economiche.

…esistono nella provincia di Vibo, molti abitanti che a causa di modeste condizioni economiche, non possono permettersi l’acquisto quotidiano dell’acqua potabile da usare per i fini alimentari.

…non esistono sul territorio Vibonese fontanelle pubbliche da cui rifornirsi gratuitamente e con facilità, di acqua potabile a fini alimentari.

…viste le passate ordinanze del Sindaco del comune di Vibo Valentia, che ha più volte, anche recentemente, proibito l’uso dell’acqua dell’acquedotto pubblico per fini alimentari. dichiarandola fortemente inquinata,

…che questa situazione si ripresenta periodicamente, con grave pericolo per la salute della popolazione.

vi chiedono di agire affinchè:

– gli enti preposti a fronteggiare questo tipo di emergenze (protezione civile, asl, et simili, nonchè le amministrazioni comunali, provinciali, regionali, ed il governo italiano), si attivino immediatamente per distribuire alla popolazione acqua potabile a titolo gratuito o quantomeno a “prezzo politico”, ogni volta che questa situazione dovesse ripresentarsi.

– vengano create pubbliche fontanelle, in ogni quartiere e nei pressi delle piazze principali, per permettere a tutti di rifornirsi gratuitamente di acqua potabile in quantità sufficiente a bere e cucinare, dato che l’accesso all’acqua potabile, in quanto indispensabile alla vita, è un diritto di tutti, a prescindere dalle condizioni economiche.

– l’opera di vigilanza sulla qualità dell’acqua sia costante, e sia data ampia visibilità ai risultati completi delle analisi, visto il costante riproporsi di emergenze relative all’acqua potabile pubblica, ed il gravissimo rischio per la salute pubblica che ne consegue.

– si valutino i costi e la fattibilità della messa a norma dell’impianto idrico della provincia di Vibo Valentia, e si reperiscano i fondi necessari, anche facendo appello alla solidarietà internazionale. (Esistono infatti varie associazioni ed enti, governativi e non, che si preoccupano di assicurare l’accesso gratuito all’acqua potabile in varie regioni del mondo, come Africa, Asia, America Latina, dove esiste il medesimo problema).

Seguono 197 firme.

COMUNICATO STAMPA

Consegnato al sindaco l’appello dei cittadini per il rispetto della legalità e dei contratti con i cittadini in merito alla gestione dell’acqua potabile.

Il forum dei movimenti per l’acqua ha consegnato stamattina in comune (prot 37226 del 20/08/2010) l’appello, sostenuto dalle firme di centonovantasette cittadini e cittadine contenente le richieste riportate in calce.

Com’è chiaro, le ferie estive non ci hanno consentito di raggiungere la gran parte dei cittadini disposti a firmare l’appello ma dalle precedenti esperienze siamo ragionevolmente sicuri che sia condiviso anche dai molti che non hanno potuto ancora firmarlo perchè fuori Vibo.

Tali richieste, pur nel linguaggio discorsivo, sottolineano come la fornitura di acqua potabile alla cittadinanza debba, legalmente, essere sempre garantita.

Già in passato (vedi alluvione del 2006) il prefetto aveva richiesto che il sindaco fornisse l’acqua potabile alla popolazione tramite cisterne o bottiglie di acqua minerale, ordinanza fondamentalmente disattesa dall’amministrazione del tempo.

Allora raccogliemmo le testimonianze di molti cittadini che lamentavano disturbi intestinali o che sostenevano di aver contratto infezioni gravi come l’epatite nei giorni in cui le ordinanze del sindaco avevano proibito, tardivamente e solo in seguito alle segnalazioni dei cittadini, l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto.

Le richieste che seguono sono pertanto più che legittime, anche se al momento si è scelto di non intraprendere azioni legali nei confronti del comune per ottenere il rispetto del nostro diritto all’acqua potabile (sancito oltre che dalle leggi vigenti, anche, ricordiamo ancora una volta, da una recente delibera del consiglio comunale di Vibo Valentia approvata all’ananimità il 19/feb/2010 con il consenso delle opposizioni e sostenuta dalle firme di più di 1.000 cittadini).

La scelta di non procedere per via legale vuole essere una dimostrazione di fiducia nei confronti del nostro primo cittadino, che ha più volte annunciato di voler agire in ogni occasione per il rispetto delle leggi e della salute dei vibonesi.

Di seguito le richieste inoltrate stamattina al sindaco:

– gli enti preposti a fronteggiare questo tipo di emergenze (protezione civile, asl, et simili, nonchè le amministrazioni comunali, provinciali, regionali, ed il governo italiano), si attivino immediatamente per distribuire alla popolazione acqua potabile a titolo gratuito o quantomeno a “prezzo politico”, ogni volta che questa situazione dovesse ripresentarsi.

– vengano create pubbliche fontanelle, in ogni quartiere e nei pressi delle piazze principali, per permettere a tutti di rifornirsi gratuitamente di acqua potabile in quantità sufficiente a bere e cucinare, dato che l’accesso all’acqua potabile, in quanto indispensabile alla vita, è un diritto di tutti, a prescindere dalle condizioni economiche.

– l’opera di vigilanza sulla qualità dell’acqua sia costante, e sia data ampia visibilità ai risultati completi delle analisi, visto il costante riproporsi di emergenze relative all’acqua potabile pubblica, ed il gravissimo rischio per la salute pubblica che ne consegue.

– si valutino i costi e la fattibilità della messa a norma dell’impianto idrico della provincia di Vibo Valentia, e si reperiscano i fondi necessari, anche facendo appello alla solidarietà internazionale. (Esistono infatti varie associazioni ed enti, governativi e non, che si preoccupano di assicurare l’accesso gratuito all’acqua potabile in varie regioni del mondo, come Africa, Asia, America Latina, dove esiste il medesimo problema).

Forum dei movimenti per l’acqua – VV.

Vibo Valentia – 20/08/2010

Acqua azzurra, acqua chiara?

Report dell’incontro dei cittadini e dei movimenti con il sindaco D’agostino, 23/ago/2010.

Stamattina si è svolta in comune una riunione tra tecnici ed amministratori del comune di Vibo Valentia e i rappresentanti della Sorical.

Fuori, già dalle 10 di mattina diversi cittadini, tra cui anche noi del Forum dei movimenti per l’acqua e svariati membri di associazioni ambientaliste e di volontariato, aspettavano in comune di incontrare il sindaco per avere lumi sull’emergenza acqua pubblica in atto.

Poco dopo, la nostra richiesta di poter partecipare alla riunione con la Sorical come cittadini e come rappresentanti delle varie associazioni presenti è stata respinta con decisione dai partecipanti.

Fortunatamente subito dopo il brusco diniego abbiamo incrociato nell’atrio il sindaco che, arrivato in quel momento, ci ha dato appuntamento, dopo la riunione, per ascoltare le nostre richieste, alcune delle quali già presentate ufficialmente il 20 agosto tramite un appello sostenuto da 197 firmatari, e per fornirci le agognate informazioni.

Durante l’incontro con i cittadini il sindaco ha subito ammesso di aver commesso degli errori riguardo alla gestione dell’emergenza, dovuti, a suo stesso dire, all’inesperienza, ma pure, aggiungiamo noi, alla (incredibile) mancanza di un piano comunale di protezione civile a cui fare riferimento e a cui dare attuazione.

Pur ringraziando il sindaco D’Agostino per la sua disarmante sincerità e per la disponibilità dimostrata, assoluta ed apprezzatissima novità rispetto alle precedenti amministrazioni, corre comunque l’obbligo di riferire le nostre critiche all’operato dell’amministrazione comunale.

La prima e più importante riguarda la mancata comunicazione con la città, avvenuta, pare, esclusivamente tramite un’auto privata, dotata di altoparlanti, che annunciava l’ordinanza di divieto all’uso umano dell’acqua.

Solo i vigili urbani sembravano essere in possesso dell’ordinanza ed evidentemente neanche loro hanno pensato di avvertire gli altri enti di sicurezza ed igiene pubblica.

Lo sostengo con certezza perchè, avendo utilizzato in giornata l’acqua di rubinetto, preoccupato per la mia salute e per quella di mia figlia piccolissima, ho telefonato per avere spiegazioni, nell’ordine: al pronto soccorso dell’ospedale, alla guardia medica, al 118, al 113, alla questura ed al 112, dato che il numero telefonico dei vigili urbani era continuamente occupato ed in comune non rispondeva nessuno.

Solo in questura sapevano della proibizione all’uso dell’acqua, ma neanche a loro erano stati comunicati i motivi, mentre le realtà sanitarie sono letteralmente “cadute dalle nuvole” ed erano già passate le ore 18:00.

La seconda e serissima critica riguarda la frequenza e la modalità delle analisi effettuate dopo la precedente ordinanza: a detta dei collaboratori del sindaco, le analisi sono state richieste ogni 2 giorni (in questa situazione un po’ pochine), ci sono state fornite però, attualmente, solo quelle effettuate il 18 agosto, cioè quelle che avevano permesso di ripristinare la potabilità dell’acqua dopo la prima sospensione.

Esaminando le analisi di cui sopra ci si accorge subito che i parametri analizzati sono esclusivamente quelli stabiliti per legge nei controlli di routine, mentre in una situazione di emergenza è assolutamente opportuno prendere in considerazione tutta una serie di altri parametri, alcuni dei quali suggeriti, oltre che dal buon senso, anche dal D.Lgs n°31 del 2 febbraio 2001.

All’autorità sanitaria competente spetta anche, in questi casi e per quanto di sua competenza, di provvedere affinche’ i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti e sui comportamenti da adottare, come previsto ancora una volta, oltre che dal buon senso, anche dalla legge (stavolta dal D.Lgs n°27 del 2 febbraio 2002) ma come tutti sappiamo, questo non è successo.

Lo stesso decreto dice pure che l’autorità sanitaria dispone che il gestore adotti misure appropriate per eliminare il rischio che le acque non rispettino i valori di parametro dopo la fornitura (cioè al rubinetto) ma non risulta che l’ASP abbia indicato al gestore nulla del genere nè dopo la prima né durante l’attuale emergenza.

Il sindaco ci ha pure riferito di aver richiesto da tempo alla provincia la mappatura della rete fognaria per valutare i punti critici, ma che dalla provincia non è ancora arrivato nulla.

Forse anche grazie al nostro appello dei giorni scorsi, questa volta il sindaco aveva già ieri allertato la protezione civile, la quale ci dicono che ha risposto di poter intervenire solo l’indomani, e con una sola cisterna, che deve pure fare avanti e indietro da Germaneto (CZ) dove preleva l’acqua.

Noi vibonesi siamo abituati ormai a disservizi e guai di tutti i tipi per cui quest’odissea di errori e inefficienza non ci ha sorpreso più di tanto, ma quello che davvero ci ha fatto strabuzzare gli occhi è stata la spiegazione “scientifica” data verbalmente dalla Sorical ai nostri amministratori e da questi a noi riferita, che è la seguente:

“il ripetersi del disguido (acqua sporca e maleodorante, ndr) potrebbe essere dovuto ad un fenomeno di “sgrassamento”, di “scrostamento” delle tubature dovuto all’eccesso di cloro riversato per errore nei giorni passati”.

Questa sì è stata una vera perla della divulgazione scientifica, dell’immaginazione e del “potrebbe”, sgrassata e scrostata di ogni residuo di rispetto dell’intelligenza altrui.

D’altronde, se non erro, la Sorical ha annunciato il guasto solo dopo che i cittadini hanno tempestato di segnalazioni il comune.

Insomma, noi vogliamo sapere con certezza cosa c’è nell’acqua, cosa l’ha resa torbida, colorata e maleodorante ed è ormai chiaro che non sarà la Sorical né le superficiali, pur se legali, analisi già effettuate, a spiegarcelo.

Sorge infatti il legittimo dubbio, a questo punto, che questi “grassi” e “croste” siano composti tossici e puzzolenti, che non sono stati neppure cercati nelle analisi dei giorni scorsi.

Alcuni dei quali, magari, infiltratesi nell’acquedotto anche attraverso gli innumerevoli squarci nelle tubature, dato che, quando l’acqua viene chiusa alla sera, mancando la pressione, da quei buchi potrebbero filtrare nella rete idrica tutta una serie di contaminanti di ogni tipo, sia chimici che biologici.

Un acquedotto colabrodo che ci causa pure perdite d’acqua superiori al 60% del prezioso liquido vendutoci dalla Sorical, che noi cittadini comunque paghiamo come se l’avessimo utilizzato interamente invece che sprecato nostro malgrado.

Come richiesto anche dal sindaco, per contribuire a risolvere i problemi e le situazioni prospettate in questo documento, ma ce ne sono purtroppo tanti altri, il forum dei movimenti per l’acqua recapiterà in questi giorni al comune una serie di suggerimenti e proposte efficaci per cominciare, cittadini ed enti pubblici, insieme, un vero cammino di democrazia per il rispetto del diritto più importante, il diritto all’acqua pubblica e sana, che è come dire il diritto alla vita.

Luciano Gagliardi – Forum dei movimenti per l’acqua.

Vibo Valentia 25/ago/2010

Al Ill.mo Sindaco Nicola D’Agostino

Oggetto: richiesta copia delle analisi delle acque pubbliche dei mesi di luglio e agosto 2010.

Gentile sindaco, con la presente, e per conto dei cittadini ed associazioni aderenti al Forum dei movimenti per l’acqua, come previsto dalle norme vigenti ed in particolare dal decreto legislativo n.39/97 sulle informazioni ambientali, richiedo chemi sia da lei fornita copia di tutte le analisi delle acque pubbliche effettuate durante i mesi di luglio ed agosto 2010 dagli enti competenti, in possesso del comune di Vibo Valentia, nonché del contratto-tipo di fornitura dell’acqua pubblica ai privati e delle sue ordinanze relative all’argomento acqua pubblica.

Cordiali saluti.

Luciano Gagliardi. Forum dei movimenti per l’acqua.

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