Vibo Valentia: nuova emergenza idrica: lettera aperta ai nostri amministratori

Gentili amministratori ed amministratrici della cosa pubblica,
a seguito dell’ultima emergenza idrica, chiediamo cortesemente a ciascuno di voi di dare pubblicamente risposta a questa lettera, che scaturisce da un percorso civico pluriennale condiviso dalle migliaia di concittadini e concittadine di Vibo Valentia che hanno firmato i molti appelli da tempo a vostra disposizione, protocollati in Comune e che finora non hanno avuto nessuna risposta degna di nota.
Due giorni con i rubinetti a secco, senza che nessuno di voi si sia mosso/a per assicurare l’acqua potabile neppure alle fasce deboli, agli anziani soli, ai bambini, ai cittadini poveri, agli uomini e alle donne costrette a vivere sulla sedia a rotelle o in altre situazioni di forte disagio, sono davvero troppi e dire che i vibonesi sono ormai capaci di sopportare ogni sorta di problema non può essere una scusa per non compiere il proprio dovere.
In più, è ormai chiaro a tutti, dopo l’intervento della Procura vibonese e dei Nas che l’acqua proveniente dal bacino-immondezzaio dell’Alaco è insalubre e fuorilegge già all’origine.
E’ pure notizia di pubblico dominio la sconcertante mancanza dei documenti obbligatori per legge che attestino che l’acqua dell’Alaco poteva essere destinata all’uso potabile.
I cittadini serresi dell’associazione “Il Brigante”, addirittura, ci assicurano di essere in possesso di uno studio dell’università di Messina che attesta che l’acqua del bacino incriminato era utilizzabile esclusivamente per uso irriguo escludendone l’uso umano. Eppure quest’acqua scorre da anni nei nostri e nei vostri rubinetti, dove eravate, cosa facevate, invece che vigilare?
Anche tenendo in considerazione solo quanto scritto sopra, ma moltissimo altro ci sarebbe da dire, è necessario che oggi voi politici, insieme ai medici che dovrebbero tutelare la nostra salute ed i nostri diritti, capiate che dovete schierarvi dalla parte della popolazione, di cui fate parte, ponendo fine ai comportamenti illegali ed irresponsabili che hanno finora consentito alla società per azioni Sorical di lucrare sulla pelle di noi tutti tramite la passata e sconsiderata gestione del Bene Comune per eccellenza, della Madre della Vita: l’Acqua.
All’inizio di agosto, inoltre, su ordine della Procura di Catanzaro i carabinieri hanno rinvenuto titoli di credito, assegni circolari e denaro contante nella disponibilità di un “big manager” della Sorical sottoposto a perquisizione, il totale ammonta a quasi cinquanta milioni di euro.
Questa scoperta dà sostanziosamente corpo all’ipotesi di bancarotta fraudolenta della Sorical che per di più ci lascia un debito con la Depfa Bank di ben 240 milioni di euro, debito che sospettiamo fortemente, nessuno di voi ha mai confermato o smentito, essere a carico dei cittadini e non del socio privato, la multinazionale Veolia, che cerca furiosamente di scappare a gambe levate e col maltolto, dalla nostra regione.
Qualcuno può onestamente pensare che domani questi manager tuteleranno i lavoratori dell’azienda? O questi ultimi, invece, dopo essere stati sfruttati per anni, ricattati e magari obbligati a tacere sulla reale qualità dell’acqua distribuita e del servizio, si troveranno improvvisamente e senza alcuna tutela privati del posto di lavoro, magari fungendo pure da capri espiatori di questa tremenda situazione?
Moltissimi cittadini e cittadine calabresi, ma soprattutto noi vibonesi, abbiamo da tempo risposto alla domanda: voterò alle prossime elezioni i politici che oggi fanno finta di niente mentre veniamo avvelenati e derubati dalla Sorical e vediamo calpestati i nostri diritti legali e la nostra salute? Che balbettano sciocchezze mentre siamo costretti ad usare acqua di qualità ignobile in una zona ricca invece di acqua di ottima qualità: la Nostra Acqua, che non è l’acqua di Sorical o dei capitalisti francesi?
E’ quindi doveroso che tutti, ma soprattutto voi politici di ogni schieramento, che a suo tempo avete ricevuto i fiduciosi voti di noi vibonesi di destra, di centro, e di sinistra, capiate che la questione acqua potabile è per noi cittadini e cittadine prioritaria rispetto a qualunque altro problema, che ne siamo tutti e tutte perfettamente coscienti e che diate, come minimo, risposta immediata alle pressanti richieste elencate di seguito.
Ecco infine le nostre richieste:
– Vogliamo la pubblicazione sul sito del comune delle analisi dell’acqua non appena vengono effettuate, corredate da una spiegazione per chi non è in grado di interpretarle, dando attuazione al nostro diritto ad essere correttamente informati sulle questioni ambientali, come sancito dalle leggi vigenti e come più volte da voi promesso.
– Bisogna che apriate pozzi comunali per staccarci il più rapidamente possibile dal velenoso ed illegale bacino dell’Alaco.
– Dovete obbligare le altre autorità, in particolare l’ASP e l’Arpacal, ma non solo, a rispettare realmente, nella sostanza e nella forma le leggi vigenti, ed a dirci FINALMENTE cosa c’è nell’acqua pubblica che la Sorical ci propina.
Non è più tollerabile che nessuno conosca la composizione chimico-batteriologica del liquido giallastro, melmoso e puzzolente che circola impunemente nei rubinetti delle nostre case.
Questa richiesta è rivolta in particolare al nostro primo cittadino Nicola D’Agostino, nella sua funzione di capo della Protezione Civile, ed alla totalità del consiglio comunale che deve in questo sostenerlo e qualora necessario stimolarlo in nome del Bene Comune.
Siamo ormai in un continuo stato di EMERGENZA SANITARIA, il che lascia poco spazio a bassi giochetti politici.
– Ultima ma non ultima: il Comune di Vibo Valentia, con l’auspicabile unanimità dei suoi consiglieri, si costituisca parte civile nel processo che scaturisce dall’inchiesta “Acqua Sporca”, e si metta concretamente dalla parte della popolazione, contro la dannosa gestione privatistica della Sorical.
– E, post scriptum, dato che la gestione privata ha clamorosamente fallito su tutti i fronti, il consiglio comunale cominci a pensare a come creare e sostenere i numerosi posti di lavoro che si vengono a creare quando si gestisce direttamente in maniera partecipata ed economicamente vantaggiosa il servizio idrico pubblico.

Cordialmente,
Luciano Gagliardi.
Associazione “Compresi gli Ultimi”.

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