Un passo importante per una nuova finanza pubblica

Sabato 2 Febbraio il Teatro Valle Occupato di Roma si è riempito di quasi 300 persone, accorse per partecipare da tutta Italia all’assemblea nazionale “Per una nuova finanza pubblica”.
La partecipazione è stata ampia non solo in termini numerici ma anche dal punto di vista delle realtà che hanno preso parte all’ assemblea. Oltre ai promotori RiD, Attac, Recommon, Centro Nuovo Modello di sviluppo e Smonta il debito gli interventi, sia in plenaria, sia nei due workshop su Cassa Depositi e Prestiti e Audit locali, hanno visto la presa di parola da parte di occupazioni sociali, come quella del Teatro Valle e di OPS dei Castelli Romani, di associazioni e collettivi che si oppongono al pagamento del debito, di realtà sindacali come i Cobas poste e la Fisac Lazio CGIL, del Forum dei movimenti per l’acqua, degli studenti di Ateneinrivolta, dell’esperienza di Occupy Maflow (in cui un gruppo di lavoratrici e lavoratori sta provando ad attivare un processo di autogestione della fabbrica dismessa, che proponga una produzione ecologica e mirata ai bisogni reali del contesto locale di riferimento della fabbrica di Trezzano sul naviglio. vicino Milano) e di tanti/e altri/e.
Il dibattito in assemblea e nei workshop è stato ricco di spunti e di analisi, toccando temi decisivi come quello della ripublicizzazione di Cassa Depositi e Prestiti e dell’ estromissione delle fondazioni bancarie dalla sua
gestione; della necessità di attivare dei processi partecipativi dal basso sul tema della finanza pubblica attraverso la costituzione di comitati di audit locali (oltre a quelli già esistenti) che pongano al centro della propria azione due questioni: la riappropriazione da parte della popolazione del patrimonio pubblico in svendita in nome del pagamento del debito e l’elemento politicamente centrale e alla base di un processo di audit: la democratizzazione e il controllo da parte dei cittadini dei beni pubblici, a partire dalle società che gestiscono i servizi idrici (come Acea o Hera), fino agli ospedali e ai teatri comunali.
Da questo punto di vista il coordinamento acqua pubblica “B. Arcuri” si impegna ad attivare una commissione auditoriale per capire quali siano stati i movimenti finanziari riguardanti la Sorical oggi in liquidazione che, come si è appreso dal recente dibattito in consiglio regionale, ha un debito di circa 385 milioni di euro. Questo vuol dire che la società mista, il cui socio privato è la multinazionale francese Veolia, ha “prodotto” nei suoi 8 anni di vita un debito di circa 48 milioni di euro ma soprattutto vuol dire che ad ogni calabrese è stato “consegnato” un debito di 200 euro per la gestione del Nostro Bene Comune più prezioso. E’ bene ricordare che l’azienda speciale di Parigi (Eau de Paris) che gestisce le acque dal 1° gennaio 2010 ha realizzato un risparmio di circa 35 milioni di euro l’anno ed una diminuzione delle bollette dell’8%.
Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, unica voce nell’assordante silenzio di chi dovrebbe gestire la “cosa pubblica”, ha detto chiaramente che questo debito non appartiene a nessuno degli abitanti della Calabria e che dovrà essere pagato da chi lo ha prodotto, dalla multinazionale francese Veolia e da chi ha assecondato scelte scellerate.
Gli obbiettivi sono chiaramente ambiziosi e complessi, ma sono in fondo la base per la riattivazione di un processo di partecipazione reale, in linea con quello che è riuscito a fare il forum dei movimenti per l’acqua pubblica. La crisi economica e politica che viviamo giornalmente d’altronde ci impone una ripartenza che può sembrare lenta ma che ha l’ambizione di costruire delle gambe solide e ben radicate nella quotidianità della crisi. Sabato abbiamo creato un primo tassello, abbiamo iniziato il percorso verso la creazione di un Forum per una nuova finanza pubblica e sociale che possa avere un secondo appuntamento costituente a fine Marzo. L’obbiettivo, a nostro avviso, è quello di creare un punto di riferimento in cui si possano riconoscere diverse esperienze di lotta, da quelle per la riappropriazione dei beni comuni, agli studenti, ai lavoratori e lavoratrici del settore pubblico ma anche delle fabbriche in crisi. Del resto un nuova finanza pubblica e sociale dovrebbe sorreggere i bisogni e le idee proprio di questi soggetti e non gli interessi delle banche, della finanza privata e dei grandi imprenditori collusi con i partiti di governo (qualunque essi siano). Proveremo a ripartire da qui, concentrandoci inizialmente sulle tematiche della cassa, depositi e prestiti e dell’audit locale, ma consapevoli di poter e dover accogliere anche altre esperienze e campagne. con la lenta impazienza tipica dei movimenti reali!

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri

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