Sulla sentenza del TAR tra Comune Cosenza e Sorical

La sentenza del TAR Calabria dei giorni scorsi, pronunciata a favore del Comune di Cosenza, affermando che l’erogazione dell’acqua non può essere ridotta o addirittura sospesa in nessun caso, ha ribadito ancora un principio fondamentale: l’Acqua è un Bene Comune e non una merce dalla quale trarre profitto.
Peraltro, la maggioranza assoluta dei calabresi lo ha detto in maniera chiara e forte contribuendo alla vittoria del Referendum del giugno del 2011 che ha visto, tra i promotori nazionali, il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.
Da sempre dalla parte dei cittadini, il Coordinamento ha denunciato in tutte le piazze calabresi che le riduzioni di acqua (a volte persino l’interruzione completa!) disposte dalla Sorical, con l’avallo della Regione Calabria, socio di maggioranza ma assolutamente ininfluente nella gestione del nostro bene comune più prezioso, erano illegittime perché privavano gli abitanti di alcuni comuni della Calabria dell’elemento fondamentale per la loro vita.
Come ben sanno i calabresi, diverse sono state le problematiche da noi più volte denunciate: dalle tariffe illegittime applicate ai Comuni alla qualità dell’acqua, dai mancati investimenti ai debiti realizzati da una società, la Sorical, nella quale, a detta degli stessi consiglieri ed assessori regionali, la multinazionale francese Veolia ha spadroneggiato.
Apprezziamo la sentenza del TAR e l’azione del Comune di Cosenza che, nell’esclusivo interesse dei suoi abitanti, è riuscita a far ribadire un principio fondamentale quale, appunto, la demercificazione del Bene Comune Acqua quale elemento indispensabile per la vita stessa delle persone .
Pertanto, il Coordinamento “Bruno Arcuri” ritiene consequenziale che il Comune di Cosenza, per iniziativa del sindaco Occhiuto, così come stanno facendo altri sindaci calabresi, deliberi presto adottando e sostenendo la proposta di legge per una gestione pubblica e partecipata delle nostre acque presentata, a nome dei calabresi, in Consiglio regionale.

Perché: “Si scrive Acqua ma si legge Democrazia!”

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri

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