SERSALE: L’OPPOSIZIONE CHIEDE UN REFERENDUM POPOLARE

Qualche giorno fa abbiamo raccontato che è in corso la privatizzazione del servizio idrico comunale. Abbiamo anche spiegato, col capitolato d’appalto alla mano, che questa privatizzazione favorisce solo i privati e non i cittadini.

Innanzitutto, si trasferiscono oltre 2 mln di euro in 10 anni dalle casse comunali a quelle dell’azienda privata:  270.000€/anno all’azienda anche se il costo dei servizi dovesse essere più basso.

In secondo luogo, si permette al privato di captare nuove sorgenti e di rivendere l’acqua e di installare mini turbine ai serbatoi per produrre corrente. Questo vorrà dire che non ci sarà nessuna riduzione degli sprechi e delle perdite perché più acqua passa dai serbatoi più corrente si produce!

Terzo, l’azienda gestirà le manutenzioni, gli allacci e le riparazioni e ovviamente fatturerà tutto al comune che trasformerà questi costi in bollette. Come avviene per il metano o per la corrente, oltre una certa misura le riparazioni e gli allacci raggiungono cifre elevatissime che ovviamente pagheranno i cittadini. Ciò che oggi costa 1, domani potrebbe costare 10.

Quindi abbiamo il fondato dubbio che questa privatizzazione non farà diminuire né le bollette, né i consumi di acqua. Quindi sarà ad esclusivo vantaggio del privato!

Temiamo che – come è avvenuto in altri comuni dove il servizio è diventato privato – i costi aumentino e la qualità si riduca. Già osserviamo quotidianamente i disservizi imputabili a SoRiCal che il comune paga puntualmente, ma non contenti corriamo il rischio di consegnare ad un’azienda privata una corposa voce di bilancio, oltre che i diritti dei consumatori.

Perciò il nostro gruppo consiliare ha depositato una proposta di deliberazione per chiedere che si consultino i cittadini prima di privatizzare:

CONSIDERATO CHE al referendum popolare del 12.06.2011 il 67% dei cittadini di Sersale si è espresso a favore del principio del servizio idrico privo di rilevanza economica.

CHE il Consiglio Comunale, all’unanimità, con Del. CC n° 30 del 14.06.2013 approvava la Proposta di Legge Popolare Regionale “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua” che evidenzia, tra gli altri principi, l’esigenza del servizio idrico privo di rilevanza economica e la preferenza per una gestione totalmente pubblica e partecipata.

CHE il Consiglio Comunale, all’unanimità, con Del. CC n° 18 del 18.08.2015 approvava la Carta del Servizio Idrico Comunale nella quale è sancito che “tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili”.

CONSIDERATO CHE con Del. GC n° 9/2016 la Giunta Comunale emanava l’indirizzo di affidare a terzi la gestione del servizio idrico comunale.

PRESO ATTO che con nota prot. 1888 del 28.04.2016 i consiglieri comunali Perri, Mungo e Borelli depositavano petizione popolare sottoscritta dai cittadini per il riconoscimento nello statuto comunale dell’acqua come diritto umano inalienabile e del principio del servizio idrico privo di rilevanza economica.

RILEVATO CHE la succitata proposta, sottoscritta da 726 cittadini, è stata discussa e rigettata in luogo della Del CC n° 24 del 28.06.2016 che approvava una contro proposta popolare, sottoscritta da soli 220 cittadini, a sostegno dell’affidamento a privati della gestione del servizio idrico.

CHE, sulla base della suddetta proposta, il Consiglio Comunale adottava la Del. CC n° 40 del 28.11.2016 recante il Capitolato Speciale d’Appalto per l’affidamento del servizio idrico comunale.

PRESO ATTO che con atto n° 11 del 09.01.2018 il Comune di Sersale bandiva apposito avviso di gara per l’affidamento del servizio idrico comunale.

EVIDENZIATO CHE gli atti deliberati negli ultimi anni sono confliggenti tra di loro per quanto attiene agli obiettivi enunciati e che appaiono in netto contrasto con quanto è desumibile dalle espressioni di volontà popolare nel merito.

VISTO l’art. 8 del D.Lgs. 267/2000 che prevede forme di partecipazione e consultazione dei cittadini alla vita amministrativa.

CONSIDERATO che lo statuto comunale di Sersale, all’art. 36, c.11, prevede che “il consiglio comunale, con delibera votata a maggioranza, può indire referendum consultivi o, senza formalità, consultazioni.

SI CHIEDE

  1. Di indire referendum consultivo popolare per acquisire la volontà dei cittadini in merito alla gestione del servizio idrico comunale, depurazione e verde pubblico avente ad oggetto il seguente quesito: “Volete Voi che il servizio idrico comunale integrato sia gestito in modo pubblico”;
  2. Di dare mandato ai competenti uffici di predisporre tutti gli atti necessari e consequenziali, ivi compresi i regolamenti di attuazione dell’istituto referendario;
  3. Che, nelle more dell’espletamento del referendum consultivo, si da indirizzo ai competenti uffici di sospendere in autotutela tutti i provvedimenti già posti in essere.

Noi crediamo che nessuna amministrazione può prendere decisioni così importanti senza consultare i cittadini, soprattutto perché i sersalesi hanno già manifestato la volontà di avere un servizio idrico pubblico ed economico.

Perciò chiediamo che prima di privatizzare è necessario acquisire la volontà popolare. Perciò chiediamo che venga sospesa la gara d’appalto per la privatizzazione del servizio idrico in attesa dello svolgimento di un referendum popolare.

Gruppo consiliare Rinnovando Sersale

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