SERSALE: LA GIUNTA VUOLE PRIVATIZZARE L’ACQUA. NOI NON LO PERMETTEREMO MAI!

Il 9 febbraio scorso la Giunta Comunale ha approvato la delibera n° 9 “Affidamento a terzi del servizio idrico e fognario e del servizio di pubblica illuminazione”. Secondo l’amministrazione “l’affidamento a terzi […] oltre a generare introiti di natura economica per le casse comunali, consentirebbe di poter utilizzare per altri scopi istituzionali il personale del settore manutenzioni”.

Una scelta fatta senza tenere conto dei sersalesi:

2011 –2377 sersalesi votano a favore dell’acqua pubblica, al referendum scelgono di escludere dalla mercificazione un bene comune.

2012 – il Comitato Sersalese Acqua Bene Comune raccoglie 200 firme per la legge popolare per la gestione partecipata e pubblica dell’acqua.

2013 – il Consiglio sancisce con Delibera n°30 del 14 giugno 2013 con voti favorevoli unanimi che “Tutte le acque sono pubbliche e non mercificabili” e chiede alla Regione Calabria di votare la legge popolare sull’acqua pubblica.

2015 – al Consiglio Comunale del 18 agosto, su proposta del sottoscritto, tra i principi guida della carta dei servizi idrici comunali viene inserita la dichiarazione ONU “L’acqua è un bene naturale ed un diritto umano inviolabile” e l’obbligo di pubblicare i risultati delle analisi delle acque e degli interventi di manutenzione, al fine di sensibilizzare i cittadini ad un uso responsabile di un bene prezioso. Anche in quella occasione la maggioranza vota unanimemente il riconoscimento dell’acqua come bene comune e servizio di interesse pubblico.

Più volte abbiamo evidenziato l’inefficienza di SoRiCal: i cittadini pagano ad un privato l’erogazione dell’acqua che è di proprietà di tutti, ma l’azienda ‘non deve’ fare manutenzione alle reti per ridurre sprechi; a fronte di una bolletta idrica annuale di 270.000€, al primo temporale l’acqua manca perché SoRiCal non ha mai realizzato vasche di riserva o messo in funzione il sistema di centrifuga delle acque torbide.

Abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale di mostrare alla Regione il disservizio e abbiamo suggerito interventi di manutenzione per evitare perdite e allacci abusivi: il 40% circa di acqua erogata va sprecata ma viene pagata lo stesso dai cittadini.

Nel settembre 2015 nel tratto tra il Parcheggio di via Marconi e via Greco solo grazie alla caparbietà degli operai comunali sono state individuate delle storiche e grosse perdite che hanno permesso un consistente risparmio: nel 4° trimestre 2014 sono stati consumati 205.662 m3 per un costo di 74.805€, nello stesso periodo del 2015 il consumo è stato di 188.653 m3 per un costo di 69.598€. Un risparmio con cui si dovrebbe premiare gli operatori del settore manutenzione, un risparmio che dimostra che l’interesse pubblico è ridurre gli sprechi … un’azienda privata avrebbe perseguito con lo stesso obiettivo le riparazioni? No, avrebbe solo aumentato il costo dell’acqua!

Allora perché l’amministrazione vuole privatizzare le reti e i servizi idrici?

Ci opponiamo a questa privatizzazione dei servizi pubblici.

L’acqua non può essere oggetto di interesse privato: con un gestore di rete privato l’accesso all’acqua potrebbe essere sottoposto a costi esorbitanti perché un privato è interessato solo a generare profitti. Giuristi come Rodotà e Lucarelli (creatore dell’azienda municipale Acqua Bene Comune Napoli) hanno mostrato come un azienda privata non abbia interesse ad ammodernare le reti che sono pubbliche: in nessuna città italiana in cui la gestione è privata sono state riscontrate migliorie alle reti o riduzioni di costo per i cittadini. Allora qual è il vantaggio di farlo a Sersale?

Acqua, rifiuti, servizi a domanda individuale sono competenze degli enti locali, privatizzare significa rinunciare alle funzioni ‘proprie’ dei comuni: a Sersale i rifiuti, le mense, gli scuolabus sono a gestione privata … privatizzando anche acqua e illuminazione, che ce ne facciamo dei dipendenti comunali? Allora qual è il vantaggio di farlo a Sersale?

La finalità del Comune è avere servizi efficienti non generare introiti! In questi anni il costo dei servizi comunali privatizzati è aumentato (in media del 25%), ma non solo per colpa del dissesto: la TARI aumenta perché il Comune non recupera nulla dal riciclo della differenziata; abbiamo personale eppure il servizio scuolabus continua ad essere esternalizzato; il depuratore è in costruzione ma il servizio non esiste. Allora dov’è l’urgenza di privatizzare?

Negli ultimi anni diversi comuni calabresi si sono riappropriati delle risorse idriche per l’inefficienza dei privati, invece la giunta Torchia vuole svendere ancora beni pubblici a privati; dov’è il vantaggio per i cittadini? Sersale ha almeno 3 sorgenti di cui 2 inutilizzate (Salice, Vecchiarello) e una sottoutilizzata (Macchia della Curria), però continua a pagare acqua clorata estratta dal Crocchio.

Il principio dell’acqua come diritto non mercificabile deve essere valido sempre: siccome finora il Comune di Sersale si è pronunciato a favore dell’acqua pubblica, l’ultima delibera di giunta contrasta con altri atti amministrativi precedenti perché sintetizza interessi (fare cassa e svendere ai privati) in contrasto con quelli pubblici (servizi efficienti ed economici). Da che parte sta l’Amministrazione comunale? Prima vota a favore dell’acqua pubblica secondo la volontà popolare, poi vuole fare commercio con l’acqua dei cittadini.

Chiediamo la revoca immediata di questa delibera e proponiamo di ripubblicizzare i servizi comunali.

Sersale (CZ) 20.02.2016

Il Comitato Sersalese Acqua Bene Comune

 

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