Scopelliti e Del Re, compagni d’acqua appassionatamente

Lo scorso 8 marzo si è svolto a Roma, nella Sala delle conferenze della Camera dei deputati, un convegno dal titolo “Acqua, bene pubblico e servizi di qualità” organizzato dal Settore enti locali del PdL con il supporto del gruppo Veolia. Tra i tanti politici presenti vi era il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e l’ingegnere Maurizio Del Re, amministratore delegato della SORICAL SPA-gruppo Veolia (è scritto proprio così nel sito del convegno). Maurizio Del Re è uomo di punta della francese Veolia, già amministratore delegato di Siciliacque S.p.A. è subentrato all’ingegnere Besson nella guida della So.Ri.Cal. S.p.A. in Calabria.

All’inizio del suo intervento il Presidente Scopelliti dice “che si guardi anche con grandissima attenzione” a diverse problematiche come gli investimenti, i servizi forniti e le tariffe. Guardare è importante, ma probabilmente è la presenza della congiunzione/avverbio “anche” che non permette al Presidente e a quasi tutti i politici calabresi di dare chiare informazioni ai Cittadini calabresi proprio su quelle problematiche per le quali il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” da tempo richiede risposte certe ed informazioni vere ed inequivocabili.

Per quanto riguarda l’intervento dell’ingegnere Del Re è interessante sottolineare alcuni passaggi. Il primo passaggio è quando dice che “non si tratta di esporre gli utenti a speculazioni finanziarie”; ebbene non vogliamo usare uno dei tanti termini inglesi cari ai grandi manager ma una locuzione latina sorge immediata e cioè che si tratti di una “excusatio non petita”. Il significato di questa locuzione è che se non hai niente di cui giustificarti, non devi scusarti. Affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può infatti venir recepito come un atteggiamento sospetto, un indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere. E non è che quello che si ha da nascondere è il mutuo di oltre 240 milioni di euro contratto con la “Depfa bank” e, soprattutto, nascondere chi sia il garante di questo mutuo; è superfluo aggiungere che abbiamo da tempo immemore chiesto spiegazioni “anche” a chi guarda con grandissima attenzione senza ricevere alcuna risposta.

Poi l’aumento tariffario viene collegato, da Maurizio Del Re, ai maggiori investimenti realizzati; ma di quali investimenti parliamo? Forse della manutenzione straordinaria dei Nostri Acquedotti o ci sono stati altri investimenti considerato che nei primi 5 anni ne dovevano essere realizzati per quasi 100 milioni di euro? E la fideiussione di 400 miliardi di vecchie lire che fine ha fatto? Anche queste domande sono rimaste senza risposta. Sulla questione dell’aumento delle tariffe l’amministratore delegato dice che ciò avviene “senza incidere in modo sensibile sui bilanci delle famiglie italiane” perché si tratta di circa 3÷6 euro al metro cubo all’anno. A tal proposito, noi del Coordinamento, abbiamo fatto un po’ di conti: considerando una famiglia italiana media (4 persone) e considerando un consumo medio di 300 metri cubi l’anno per famiglia, l’aumento previsto dall’ingegnere Del Re sarebbe di 900÷1.800 euro l’anno per ciascuna famiglia. Non sappiamo a quale famiglie faccia riferimento l’amministratore delegato della Sorical SpA-Gruppo Veolia ma sicuramente per le famiglie calabresi è una cifra assolutamente insostenibile. Ed in tema di tariffe il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” si chiede come mai non sia stata data ancora una risposta sull’illegittimità di quelle applicate ai Comuni calabresi, nonostante oramai siano anche consiglieri regionali e, addirittura, parlamentari della Repubblica a chiederlo.

L’amministratore delegato della Sorical SpA ha detto anche che “la gestione si giudica dai risultati”, e quindi dall’efficacia. E questa è forse la differenza più importante nella gestione degli acquedotti tra una società di diritto privato, come la Sorical SpA, ed una società di diritto pubblico.

Per la prima l’efficacia è di tipo economico, si introduce la redditività dei capitali investiti, per un Ente di diritto Pubblico invece l’efficacia è quella SOCIALE e cioè quella volta a favore dell’intera popolazione.

Insomma ascoltando i due interventi emerge chiara la differenza tra due modi di intendere e di vivere la gestione dei Beni Comuni; questa differenza oramai è chiara anche per i Calabresi. Sono diverse le emergenze che stanno interessando più cittadine, da Vibo Valentia a Cinquefrondi, da San Lorenzo del Vallo a Soverato dove vi sono da una parte i Comuni “privati” della gestione delle acque e dall’altra la finalità “economica” della Sorical SpA-Gruppo Veolia.

Per questo motivo in Calabria nascono sempre più numerosi i Comitati referendari per i “2 Sì per l’Acqua Bene Comune” che vedranno nella prossima primavera milioni di italiani respingere la privatizzazione dell’acqua, riconsegnando l’Acqua ai legittimi proprietari, i Cittadini.

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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