Risposta al coordinamento PDL calabrese

Il coordinamento regionale del PdL, come si legge sugli organi di stampa, ha richiamato tutti i Comuni ad un senso di responsabilità invitando a pagare l’acqua vista la situazione di difficoltà della Sorical.

Si evidenzia poi, nella stessa nota, come le tariffe applicate in Calabria siano tra le più basse d’Italia, paragonandole successivamente ad altre regioni.

Probabilmente questa nota del coordinamento regionale del PdL è la prosecuzione di un rapporto Regione-Sorical iniziato lo scorso 8 marzo nel convegno svolto a Roma, nella Sala delle conferenze della Camera dei deputati, organizzato dal settore enti locali del PdL con il supporto della multinazionale francese Veolia.

Come noto a quel convegno, tra i tanti politici presenti, vi era il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e l’ingegnere Maurizio Del Re, amministratore delegato della SORICAL SPA-gruppo Veolia (così come era scritto nel sito del convegno).

Maurizio Del Re, uomo di punta della francese Veolia, già amministratore delegato di Siciliacque S.p.A. è subentrato all’ingegnere Besson nella guida della So.Ri.Cal. S.p.A. in Calabria.

Proprio in riferimento alle tariffe applicate e per completezza di informazione ai tanti Cittadini che ci seguono nelle piazze e nelle diverse iniziative è necessario puntualizzare alcuni aspetti.

E’ vero che la tariffa applicata in Calabria è tra le più basse d’Italia ma è altrettanto vero che questa tariffa è stata “ereditata” dalla Sorical SpA-gruppo Veolia dalla precedente gestione Pubblica degli acquedotti calabresi quando, per intenderci, la manutenzione straordinaria non era considerata un “investimento”.

E sempre a proposito delle tariffe, i tanti Cittadini calabresi aspettano ancora una risposta, che probabilmente avranno a breve dalla magistratura, sulla illegittimità degli aumenti tariffari applicati ai Comuni calabresi che hanno visto, a tutto il 31 dicembre 2008, un aumento del 21% quando la Normativa vigente in materia non prevedeva alcun aumento tariffario; l’aumento del 21% corrisponde a circa 30 milioni di euro pagati in più dai Comuni calabresi.

Ma è l’ultima parte della nota particolarmente preoccupante per i Cittadini calabresi; sarebbe infatti opportuno spiegare ai Cittadini quali siano i paventati “procedimenti coatti che sarebbero poi veramente dolorosi” e se questi altri non sono che la diminuzione o il distacco della fornitura d’acqua.

E’ il caso di ricordare che la Sorical proprio perché ha la forma giuridica di Società per Azioni, al pari di ogni società commerciale e indipendentemente da chi possiede il capitale, ha l’obiettivo stabilito dalla legge (art.2247 del c.c.) di fare utile e dividere i dividendi fra gli azionisti.

Questo si tradurrebbe in pratica a corrispondere il servizio idrico solo a coloro i quali possono pagarlo; ovviamente non diciamo che l’acqua deve essere fornita gratuitamente ma si deve garantire, a tutti i Cittadini, il quantitativo minimo vitale affinché a nessuno sia negato il diritto fondamentale all’acqua.

La gestione di un Bene Comune come l’Acqua non può essere effettuata da una società privata, ma deve essere realizzata da un ente di diritto pubblico in modo partecipato e democratico nell’interesse esclusivo dei Cittadini; nessun profitto si deve realizzare con la Nostra Acqua, Bene Comune insostituibile.

Siamo sicuri, lo vediamo nelle tante piazze calabresi, che il prossimo 12 e 13 giugno i Cittadini andranno in massa a votare per i referendum contro la privatizzazione dell’Acqua; questo sarà il primo importante passo al quale seguirà la ripublicizzazione dei Nostri Acquedotti

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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