Qua e là… notizie sulla Veolia

logo_blanc_environmentalLa Veolia è una multinazionale francese che opera principalmente nei campi del trattamento e della distribuzione dell’acqua (settore in cui è la prima società al mondo per fatturato), dei rifiuti (seconda al mondo), dell’energia e dei trasporti. La Veolia opera attivamente in Italia e soprattutto in Calabria, sia nel settore idrico (è proprietaria del 46.5% delle azioni della So.Ri.Cal.), sia nel settore dei rifiuti (gestisce infatti l’inceneritore di Gioia Tauro, la discarica di Rossano e gli impianti di selezione e trattamento di Crotone, Gioia Tauro, Reggio Calabria, Rossano e Siderno).

Molte luci, quindi. Ma è tutto oro quel che luccica?

 Nel corso degli ultimi anni diverse società controllate dalla Veolia sono incappate in vicende giudiziarie eclatanti, sia nel settore dell’acqua che in quello dei rifiuti. In particolare vasta eco ha avuto agli inizi del 2008 l’inchiesta condotta dalla Procura di Latina sui cosiddetti affidamenti “In House”, ovvero gli appalti affidati a società appartenenti allo stesso gruppo della società mista Acqualatina (il cui capitale privato è in mano alla Veolia). Tra gli indagati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica in appalti pubblici, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, risultava anche Raimondo Besson, ex vicepresidente della società ed in quel momento amministratore delegato di Sorical. Lo stesso Besson pochi mesi dopo, insieme ad altri responsabili della Sorical ed imprenditori e dirigenti regionali calabresi, è stato nuovamente indagato dalla Procura di Catanzaro per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, turbata libertà degli incanti ed abuso di ufficio, all’interno di un’indagine tesa a provare che la gran parte degli appalti affidati direttamente dalla Sorical sarebbero stati assegnati ad un gruppo di società, sempre le stesse, ricollegabili tra loro e che “avevano interesse anche con persone preposte a uffici pubblici”.

inceneritore_luccaAncora più eclatanti sono, se possibile, le vicende relative agli impianti di incenerimento. In particolare, pochi anni fa la Veolia ha rilevato dalla società Termomeccanica gli impianti di Pietrasanta (LU), Taranto, Vercelli e Gioia Tauro. Nel 2006 l’inceneritore di Taranto è stato costretto alla chiusura a causa del superamento dei limiti di legge per le emissioni di acido cloridrico, acido fluoridrico e ossido di carbonio, e nel 2008 la magistratura toscana ha aperto un’inchiesta per la sospetta manomissione da parte del gestore dei dati di controllo delle emissioni dell’inceneritore di Pietrasanta (secondo l’ARPA Toscana i dati reali sarebbero stati divisi per 10!). L’inchiesta si è immediatamente allargata all’impianto di Vercelli, e solo l’impianto di Gioia Tauro, che pure è contestato da larga parte della popolazione, resta “immune” da indagini della magistratura (a tal proposito, sarebbero molto interessanti i risultati di una campagna di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in prossimità dell’inceneritore sito nella nostra regione).

 Al di là delle vicende giudiziarie, in molti casi il comportamento della Veolia appare non trasparente e troppo sbilanciato verso il soddisfacimento del proprio interesse piuttosto che di quello pubblico. E del resto come potrebbe accadere il contrario, quando viene chiesto ad una società per azioni, per giunta privata, di gestire in regime di monopolio beni e servizi che sono essenziali per tutti?

acquapubblica221Sempre a Latina, da quando la gestione dell’acqua è in mano alla Società AcquaLatina, il costo delle tariffe ha subito aumenti dal 50% al 1000%, provocando l’indignazione dei cittadini che, per protesta, hanno deciso di continuare a pagare l’acqua al Comune, nonostante la ricezione da parte del gestore di ingiunzioni che minacciano il taglio della fornitura. Anche la Calabria pare soggetta al medesimo destino, dato che il piano industriale della Sorical prevede notevoli incrementi tariffari. A tal proposito è interessante notare come, nel cosiddetto decreto “anti-crisi” ultimamente emanato dal Governo, siano ridotte o bloccate le tariffe relative a tutti i servizi, eccetto il servizio idrico.

L’ambiguità del rapporto tra pubblico e privato sembra essere un’altra costante nel modus operandi della Veolia. Facendo ancora riferimento al nostro territorio, notiamo che lo scorso anno la Sorical ha goduto da parte della Regione Calabria di un anticipo per 3,5 milioni di euro, a fronte di investimenti privati di entità ignota. Diversi consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione, hanno sottolineato il paradosso che la regione più povera d’Europa finanzi una società la cui gestione di fatto è nella mani di una ricca multinazionale, ed hanno evidenziato come ci si trovi di fronte a una società mista in cui la Regione, socio di maggioranza, finanzia ciò che non gestisce, visto che il Consiglio di Amministrazione appare di fatto svuotato di ogni competenza, mentre il socio privato di minoranza gode dei più ampi poteri attraverso l’amministratore delegato. Un esempio eclatante sembrerebbe essere dato dai criteri privatistici di selezione del personale, improntati alla più assoluta discrezionalità, che in altre parole significa nessuna procedura di evidenza pubblica. Senza contare gli ex dirigenti regionali del settore, usciti dalla porta della pensione e rientrati dalla finestra delle consulenze fornite alla società mista. Persino le figure ai vertici saltano disinvoltamente da una parte all’altra della barricata. Il già citato Besson prima di diventare vice presidente di AcquaLatina ed Amministratore Delegato della Sorical era un importante funzionario della Regione Lazio che, all’epoca della giunta Badaloni, si occupò del disegno degli ambiti idrici e della legge regionale sull’acqua. Ma ancora una volta sono le vicende relative al business dei rifiuti le più eclatanti: il generale dei carabinieri Carlo Alfiero, nominato nel 2006 Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale in Calabria (quindi massimo esponente del pubblico interesse), è diventato dopo qualche tempo Presidente della TEC, la società in mano alla Veolia che gestisce l’inceneritore di Gioia Tauro, ed ha addirittura partecipato la scorsa estate ad un incontro tecnico sull’emergenza rifiuti in Calabria in qualità di consulente della stessa Veolia.rifiuti-calabria

 Insomma, la Veolia riveste un ruolo di primissimo piano, anche in Calabria, nella gestione di acqua e rifiuti. Ma la sua posizione, soprattutto in merito ai rapporti tra pubblico e privato, ed all’influenza che può esercitare un soggetto privato così forte verso un soggetto pubblico debole come quello della nostra Regione, fa riflettere…

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