PRESADIRETTA: UNA PUNTATA AMBIGUA E PIENA DI LUOGHI COMUNI!

Puntata vergognosa quella di PRESADIRETTA andata in onda ieri sera su Rai3, con una pubblicità – neanche tanto subdola – a Incarnato Commissario della Sorical SpA, al Presidente della Giunta Regionale calabrese Mario Oliverio, a Carlo Tansi Capo della Protezione civile calabrese, alla multinazionale A2A e alle fabbriche che imbottigliano acqua minerale in Calabria, alcune delle quali in odore di ‘ndrangheta e che non possono certamente vantare virtuosismi di alcun genere.

Sentir parlare poi Tansi di acquedotti è stato un brutto colpo! Ci siamo dati comunque una risposta del perché di questa strana puntata di Presa Diretta: perché Iacona, grande amico di Tansi, avrebbe dovuto dar risalto alle nostre interviste che avrebbero messo in cattiva luce il governatore Oliverio a sua volta “grande amico” e sostenitore di Tansi (vedi anche https://www.corrieredellacalabria.it/senza-categoria/item/155622-protezione-civile-oliverio-blinda-tansi)?

Ad ogni modo le “interessanti” biografie di questi signori sono facilmente reperibili sul web. A noi però preme sottolineare un altro aspetto.

Nessun riferimento poi al nuovo carrozzone dell’Autorità Idrica Calabrese che stenta a partire proprio per tutti i problemi che come Coord. Calabrese Acqua Pubblica avevamo evidenziato durante alcuni giornate di riprese ed interviste ad aprile su e giù per la Calabria con Iacona e la sua troupe.

È completamente saltato, ad esempio, il riferimento alle realtà, questa volta veramente virtuose, che avevamo suggerito a Iacona: Riace e Saracena in Calabria e poi Abc Napoli.

Invece ha spudoratamente puntato sulle SpA pubbliche e sul messaggio efficientista, sganciandolo completamente dal modello gestionale che è invece il cuore del problema soprattutto in una logica monopolistica della gestione del servizio idrico integrato.

Permetteteci inoltre una nota “meridionalista”. Siamo un po’ stanchi di essere diventati, come calabresi, un paradigma dell’inefficienza e di un popolo inetto.

Il messaggio trasmesso crediamo sia offensivo: in Calabria i cittadini non pagano le utenze quindi non potranno mai avere servizi efficienti, mentre al nord – che sono “più civili” – tutto funziona ed è perfettamente in ordine, aldilà della forma gestionale pubblica o privata dell’acqua.

Così facendo Presa Diretta ha veicolato due messaggi veramente pessimi: il primo lo potremmo definire di natura “etnico-lombrosiana” con i cittadini meridionali e calabresi in particolare, portatori di una tara sociale che li porta ed essere colpevoli del proprio destino mentre il secondo, più generale, è che la soluzione al problema idrico è sempre efficientista ed individualista cioè legata al civismo dei singoli cittadini e mai alle scelte politiche di chi ci governa e ad un processo politico di emancipazione collettiva.

Ci chiediamo perché (ammesso che siano vere le percentuali delle elusioni tributarie dichiarata dal Commissario Incarnato e fatte proprie da Presa Diretta) i cittadini dovrebbero pagare un servizio che non ricevono o che usufruiscono con discontinuità? Vogliamo, una volta per tutte, parlare delle carenze idriche che attanagliano tre quarti della Calabria? Vogliamo dire che ad oggi non esiste un servizio di depurazione efficiente?

Se l’illegalità diffusa è lo strumento di autodifesa delle comunità, noi stiamo con le comunità illegali!

D’altronde sarebbe bastato dare voce ai comitati di cittadini che da Cosenza a Reggio – passando per Rende, Lamezia, Sersale, Falerna, Rossano, ecc. – si battono per veder garantito l’accesso al servizio idrico e per veder applicato l’esito referendario del 2011 contro la privatizzazione dell’acqua.

Una inefficienza calabrese – e più in genere meridionale – che, laddove esiste, è solo imputabile non certo alle comunità locali ma alla politica e a chi in questi decenni si è asservito ad essa.

In termini di efficienza, aldilà di come è stata costruita la puntata di ieri sera, non è in assoluto vero che nel Nord, e in particolare in Lombardia, la situazione sia molto migliore rispetto a tutto il resto del Paese. Forse è meglio in termini di profitto o di finanza ma non di efficienza, efficacia ed economicità del servizio.

Questo è dimostrato dalla presenza, proprio al Nord, di molte mobilitazioni contro i gestori privati e i diversi referendum consultivi locali, come ad esempio a Brescia.

Questa volta Presa Diretta si è accontentata di riportare le cosiddette veline dei gestori e degli amministratori con un obiettivo della puntata che ci è parso abbastanza chiaro nel suo messaggio: la disputa tra gestione pubblica e privata è una questione puramente ideologica, l’importante è la qualità del servizio offerto. Cioè, quanto i privatizzatori di destra e sinistra e le multinazionali propagandano da decenni.

Ad ogni modo, la cosa utile, se così si può dire, è che sono state disvelate le reali intenzioni di questo governo. Le parole del ministro Costa – anticipate dall’On. Braga del PD – non lasciano dubbi a riguardo: “Non interessa se la gestione è pubblica o privata, l’importante che sia reso il servizio con efficienza”.

Dal canto nostro continueremo le nostre mobilitazioni in difesa dell’acqua in Calabria come nel resto del Paese, perché ancora una volta

Si scrive acqua, si legge democrazia!

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