PERCHÉ A COSENZA MANCA L’ACQUA?

INCHIESTA – [QUARTA PUNTATA]: LE SOLUZIONI.

Di Claudio Dionesalvi.

Il finanziamento regionale per la riqualificazione della rete idrica

Il comune di Cosenza ha stipulato con la Regione un Accordo di Programma Quadro (APQ) nell’ambito del quale sono previsti degli interventi per l’ingegnerizzazione del sistema di distribuzione idrica della città, per una cifra che si aggira intorno a 5 milioni di euro. Nell’ambito dell’APQ dovrebbero essere realizzati tutti gli interventi elencati al termine di questa inchiesta.

L’APQ è coperto dai fondi POR 2007/2013. Per questioni di mero campanilismo politico, la Regione ha bloccato l’attuazione dell’iter amministrativo a tal punto che sono riusciti a “salvare” quelle risorse facendole confluire nel POR successivo. Nel mese di giugno pare che la questione si sia finalmente concretizzata e nei prossimi mesi dovrebbe partire questo programma di interventi progettato dallo Studio Lotti.

Cosa prevede l’accordo tra So.Ri.Cal. e Comune?

La situazione di Cosenza è ancora più complessa perché il Comune è anche il soggetto che si occupa della riscossione. A Rende, invece, il servizio di riscossione è affidato ad un terzo soggetto, Acque Potabili.

Lo scontro ha avuto origine qualche anno fa, quando Comune e So.Ri.cal. iniziarono a farsi guerra a colpi di carte bollate. All’epoca il tribunale nominò un CTU, il prof Paolo Veltri, preside di Ingegneria all’Unical, che stabilì dei valori di portata e volumi necessari al fabbisogno idrico della città. Davanti al giudice fu concordato che So.Ri.Cal. garantisse al comune di Cosenza una portata pari a 311 l/s. Qui nascono gli equivoci. So.Ri.Cal. sostiene che si tratti di una portata media. Semestrale? Annua? Non si capisce. Il Comune asserisce invece che la portata è istantanea, cioè mai la quantità d’acqua deve scendere sotto quella soglia.

A gennaio scorso, vista la carenza idrica, il Comune ha sospettato che So.Ri.Cal. non erogasse il normale quantitativo d’acqua. “Come? Abbiamo fatto tutti quegli interventi, sostituito tubazioni, riparato perdite, e manca l’acqua?”, era il ritornello che si sentiva a Palazzo dei Bruzi. Così il Comune ha chiesto a So.Ri.Cal. di potere installare dei propri contatori nei punti di consegna della risorsa idrica, con precisione: nei punti in cui finisce il confine amministrativo di So.Ri.Cal. e inizia quello del Comune, in modo da poter continuamente verificare questi volumi. So.Ri.Cal. si è rifiutata, impedendo ai tecnici di accedere a un serbatoio solo per verificare se vi fosse lo spazio per mettere questi apparecchi. Bisogna tenere presente che i due contatori devono essere vicini per poter confrontare i dati, poiché il flusso d’acqua risente di gomiti, curve ed innesti che possono incidere sul valore registrato.

La guerra è continuata fino all’intervento della Procura e del Prefetto a seguito di un’ordinanza sindacale, poiché si configurava un caso di interruzione di pubblico servizio. Lo scontro è politico. So.Ri.Cal. vanta col Comune un credito di 3 milioni e mezzo di euro e minaccia di chiudere i rubinetti se palazzo dei Bruzi non comincia a pagare. Inoltre, la Regione utilizza So.Ri.Cal. per mettere in difficoltà l’amministrazione che è di “colore politico” opposto. Intanto gli esperti hanno formulato delle proposte, ma finché le istituzzzioni e le azzziende non si metteranno d’accordo, è alquanto improbabile che siano attuate.

Quali sono state le proposte formulate da questi esperti?

Nella relazione si legge: “L’efficientamento del sistema di distribuzione interno delle risorse idriche afferente al comune di Cosenza necessita, oltre che di interventi tecnici riguardanti la riqualifica e l’ammodernamento dei sistemi di distribuzione (tubazioni, organi di manovra, valvole) ormai obsoleti, di un sistema di controllo che ne permetta una migliore gestione, attraverso strumenti di misura capaci di scambiare dati in tempo reale con sistemi informatici di semplice ed immediata lettura.

Le possibili iniziative da intraprendere sono le seguenti:

·         Mappatura GIS geo-riferita della rete idrica;

·         Aggiornamento del sistema di telecontrollo di cui il servizio idrico dispone (software);

·         Misuratori di portata in corrispondenza dei punti di consegna delle portate (serbatoi), in modo da avere contezza della quantità di risorsa idrica a disposizione;

·         Possibilità di automatizzare gli organi di manovra in remoto;

·         Installazione di un sistema di punti di misurazione fissi e dedicati, da effettuarsi nei punti nevralgici della rete idrica (es. 60 misuratori), capaci di inviare i dati al sistema di controllo (GIS) in modo da avere una restituzione cartografica dell’andamento di portate e pressioni all’interno della rete. Il monitoraggio permetterebbe di avere conoscenza, in tempo reale, dell’effettivo stato del servizio di distribuzione, individuare anomalie (perdite, allacci, funzionamenti anomali degli organi di manovra), gestire le emergenze prima che diventino critiche (invio di sms e mail ai tecnici in caso di guasti, invio di report giornalieri). Tale sistema avrebbe anche la funzione di archivio storico degli interventi di manutenzione e delle disfunzioni, aggiornando le informazioni reali con dati statistici che possono essere utilizzati per pianificare adeguate azioni future e rimodulazione dell’equilibrio della rete.

·         Installazione di un numero ragionevole di fontane pubbliche (es. i “nasoni” presenti nella città di Roma) nei punti più indicativi della rete (lungo le direttrici, nei punti idraulicamente più svantaggiati e di maggiore utenza) che possano funzionare come “sentinelle”, segnalando le anomalie e i guasti”.

Dunque i soldi ci sarebbero, e realizzare tutto ciò sarà possibile quando i rapporti tra comune, Regione e So.Ri.Cal. diverranno chiari, definiti e privi di conflittualità. Soprattutto, come stabilito da referendum del 2011, quando l’acqua tornerà a essere un bene comune.

Intervista a Marica Di Pierri, presidente Centro Documentazione Conflitti Ambientali, portavoce A Sud Onlus

 

 

 

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