Per il Comune di Crotone, l’acqua sarà un bene comune. E’ l’impegno del futuro sindaco.

Tutti e nove i candidati a sindaco per il Comune di Crotone si sono impegnati per la causa della ripubblicizzazione del servizio idrico, sottoscrivendo l’impegno proposto dal Comitato referendario provinciale “2 sì per l’acqua bene comune” avviando concretamente un percorso condiviso e partecipativo che troverà certo compimento durante il mandato amministrativo.

Oltre alla pubblica adesione alla campagna sui giornali ed in occasione dei comizi, tutti e nove i candidati hanno firmato per iscritto la dichiarazione ufficiale in cui si impegnano a sostenere le ragioni dei “Sì” sui referendum dell’acqua del 12 e 13 giugno, promuovendo la più ampia partecipazione ed informazione sul tema e, se eletti a promuovere e sostenere, con i mezzi istituzionali a disposizione, una politica di gestione dell’acqua finalizzata a: ripubblicizzare il servizio idrico nella nostra città; preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l’accesso all’acqua per tutti, come diritto a partire dal proprio territorio; ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l’uso nei luoghi pubblici; assicurare la più ampia partecipazione della cittadinanza nel controllo e nella gestione; ribadire l’acqua come un bene non commerciale, garantito come diritto, e per questo non disponibile a speculazioni di natura commerciale o finanziaria.

La sottoscrizione di tale impegno deriva dalla dichiarazione, anch’essa firmata dai candidati a sindaco, di essere consapevoli che l’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi; l’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, un bene comune universale, un bene comune pubblico , quindi indisponibile, che appartiene a tutti; il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico; oggi in Italia se ne sta privatizzando la gestione, che non può essere scissa dalla proprietà. E’ l’acqua dunque che viene sottratta alla proprietà collettiva e trasformata in una merce, al pari di altre per trarne profitto; per impedire questa deriva un milione e 400mila cittadine e cittadini hanno chiesto un referendum per ribadire che l’acqua deve essere un bene comune, garantito dalla proprietà e dalla gestione interamente pubbliche, dalla partecipazione di cittadine e cittadini e il controllo diretto da parte delle comunità locali.

Il Comitato di Crotone esprime soddisfazione per la presa di posizione dei nove candidati che sottoscrivendo la dichiarazione si sono così impegnati, indipendentemente ai risultati elettorali, a far sì che il Comune di Crotone prenda a cuore la questione della gestione delle risorse idriche coinvolgendo i cittadini in una gestione pubblica efficiente ed efficace al fine di fornire alla comunità un servizio di eccellenza e di preservare le risorse idriche per le future generazioni.

Inoltre, l’impegno a sostenere le ragioni dei Sì al Referendum da parte di tutti e nove i candidati è di grande rilievo al fine della promozione, ciascuno presso il proprio elettorato, dell’importanza per i cittadini di recarsi alle urne per esprimere il proprio diritto-dovere di voto ai Referendum, soprattutto in un periodo in cui l’informazione sui mezzi di comunicazione di massa sta incontrando un evidente ostruzionismo.

Comitato referendario provinciale “2 Sì per l’acqua Bene comune” – Crotone

Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.

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