PARTECIPATA L’ASSEMBLEA DI SERSALE

Si è tenuta venerdì 18 presso una gremita Sala Consiliare, l’assemblea a difesa dell’acqua pubblica convocata dai consiglieri di minoranza Francesco Perri, Rosario Mungo e Antonio Borelli. I tre – a seguito dell’intenzione dell’amministrazione di concedere a privati la gestione dei servizi pubblici di illuminazione, depurazione e rete idrica – hanno premesso che su queste scelte bisogna tenere fermo un dato politico: spetta ai cittadini dettare la linea in materia e, sui beni comuni, i sersalesi si sono espressi a favore dell’acqua pubblica sia al referendum del 2011 sia attraverso petizioni a sostegno dell’iniziativa di legge popolare regionale “ABC Calabria” riconosciute perfino dal consiglio comunale.

L’obiettivo dei consiglieri è quello di riconnettere le scelte amministrative alla politica, ai partiti, movimenti e singoli cittadini, perciò all’assemblea sono stati invitati i simpatizzanti e gli iscritti di PD, Rifondazione, Comitato Acqua Pubblica Sersale e Movimento 5 Stelle.

Il consigliere Borelli ha snocciolato alcuni dati: quasi 1 mln di m3 erogati da SoRiCal, ma solo 250.000 quelli effettivamente consumati dalle utenze sersalesi; pertanto i cittadini pagano una bolletta di 333.000€ per coprire anche il 70% di perdite della rete. Esemplare il caso di una riparazione che in un solo trimestre ha permesso di salvare 17.000 m3 di acqua e recuperare oltre 5000€ di consumi: risparmi che andrebbero destinati ad ulteriori manutenzioni per avere ulteriori risparmi. La via giusta è un servizio totalmente pubblico gestito mediante azienda speciale, sul modello di quello già realizzato nel comune di Saracena. Invece, nella gestione Progetto Sersale sono stati concessi alla gestione privata i rifiuti, lo scuolabus, le mense, l’illuminazione – ma anche altri beni comuni come la gestione dei crediti di carbonio, i proventi da parco eolico, il demanio comunale: in molti casi il comune è stato costretto a contenziosi.

“Quella che nasce oggi” – ha proseguito il consigliere Perri – “è una spinta popolare per un cambio di modello amministrativo: la nostra idea è quella di una gestione pubblica dei servizi per ridurre i costi per i cittadini e valorizzare i beni comuni”. Il consigliere democratico ha ribadito che, esauriti tutti i passaggi istituzionali per chiedere all’Amministrazione Torchia di revocare la delibera di privatizzazione, ora tocca ai cittadini sottoscrivere una proposta di deliberazione per inserire l’acqua come bene comune e servizio privo di rilevanza economica nello statuto comunale per scongiurare che nessuno possa mercificarla.
Al vivo dibattito che è seguito ha partecipato anche il Sindaco che ha motivato che la sua amministrazione ha solo dato indirizzo agli uffici di valutare alcune proposte, ma ha confermato l’idea di fondo di dare la gestione della rete comunale ad aziende private che oltre alla manutenzione potrebbero estrarre utili dall’installazione del mini-idroelettrico. I diversi cittadini intervenuti hanno ribattuto che senza questo tipo di business quale privato si accollerebbe i costi della manutenzione di una rete che è un colabrodo? Perché invece non può essere il comune a perseguire le perdite, ottimizzare i consumi e fare investimenti? Esternalizzando l’ultimo servizio pubblico, rimane soltanto la burocrazia da amministrare.

Su questo punto i tre consiglieri di minoranza sono stati chiari: “ci candidiamo a rappresentare un altro modo di gestione della cosa pubblica: negli anni passati gli investimenti e le scelte di Progetto Sersale hanno comportato solo uno spreco di opportunità”.
Perciò si comincia con la difesa dell’acqua dal tentativo di darla in mano ai privati, una difesa che funga da sprone alla ricerca di un diverso modello di gestione. Una difesa per mano dei cittadini che saranno riconvocati il 25 aprile a sottoscrivere in una raccolta firme la proposta di deliberazione popolare con la quale chiederanno che i profitti e gli interessi privati rimangano fuori dall’acqua.

I consiglieri Perri, Mungo e Borelli hanno anche colto l’occasione per lanciare l’evento politico a sostegno del referendum sulle trivelle che si terrà il prossimo 29 marzo a Sersale: “Prima di essere uomini di partito siamo cittadini e come tali difendiamo i nostri beni comuni, che sia l’acqua o sia il mare, che sia in Italia o che sia a Sersale”.

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