PAPA: ACQUA NON E’ MERCE QUALUNQUE, E’ DIRITTO INALIENABILE

rubinettoMessaggio alla Fao per la Giornata mondiale dell’acqua

Città del Vaticano, 22 mar. (da APCom) – “L’accesso all’acqua rientra a tutti gli effetti tra i diritti inalienabili di tutti gli esseri umani, perché rappresenta un prerequisito per la realizzazione degli altri diritti umani come il diritto alla vita, all’alimentazione e alla salute. Per questa ragione l’acqua non può essere trattata come una semplice merce al pari delle altre. Il suo uso deve essere razionale e solidale”. E’ questo il messaggio che Benedetto XVI ha inviato alla Fao, in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua che si celebra oggi. Il messaggio è stato letto da monsignor Renato Volante, osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, nel corso del summit che si è svolto questa mattina nella sede della Fao, alla presenza di numerosi ministri e rappresentanti dei Paesi europei ed africani impegnati nel garantire l’accesso alle risorse idriche a tutti.

“Il papa incoraggia la vostra azione a favore di tutte le persone che nel mondo soffrono per la carenza di acqua – ha affermato monsignor Volante, leggendo il messaggio indirizzato a Jacques Diouf, direttore generale della Fao – l’acqua è una risorsa di vita il cui utilizzo è necessario per i cicli vitali del pianeta e fondamentale per l’esistenza stessa dell’umanità”. Benedetto XVI ha dunque rilevato che “l’acqua, bene comune della famiglia umana costituisce un elemento essenziale per la vita”. Il pontefice ha inoltre incoraggiato tutti gli sforzi affinché venga permesso “un accesso dell’acqua a tutti, soprattutto a coloro che vivono in condizioni di povertà – si legge nel testo del messaggio – garantendo la sopravvivenza del pianeta per le generazioni presenti e future. Senza l’acqua la vita è minacciata”.

Il papa ha poi evidenziato la necessità di “non considerare l’acqua come un bene economico” ma “il diritto all’acqua si basa sulla dignità umana e non sulle valutazioni di tipo puramente quantitativo”. Da qui l’appello di Ratzinger affinché ci sia una “responsabilità condivisa tra tutti e considerata come un imperativo morale e politico nel mondo che dispone di livelli di conoscenza e di tecnologie per mettere fine alle situazioni di carenza d’acqua e delle loro conseguenze drammatiche”.

Il pontefice non manca di rivolgersi direttamente ai “governi e agli uomini politici” ma anche alla responsabilità di ciascuno di noi perché “tutti noi siamo chiamati a modificare il nostro modo di vivere in uno sforzo educativo capace di restituire a questo bene comune dell’umanità il valore e il rispetto che merita nella nostra società”.

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