LIBRO BIANCO ACQUEDOTTI CALABRESI

copertinaLIBRO BIANCO sulla gestione degli ACQUADOTTI CALABRESI

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[Per favorire la libera circolazione dei saperi e della cultura, è consentita la riproduzione di questo volume, parziale o totale, a uso personale dei lettori purchè non a scopo commerciale. Il volume cartaceo può essere richiesto al Coord. Regionale al costo di €5,00 quale contributo per le spese tipografiche]

Gli acquedotti calabresi sono stati realizzati dalla ex “Cassa per il Mezzogiorno” che provvedeva alla loro gestione mediante un apposito Ufficio; dal 1° novembre 1983 le competenze gestionali sono passate alla Regione Calabria che non ha praticamente variato l’assetto della vecchia struttura.
L’Ufficio Acquedotti della Regione Calabria era suddiviso, su tutto il territorio regionale, in 10 sedi periferiche che gestivano gli acquedotti di competenza; le sedi erano quelle di Cosenza, Bonifati, Trebisacce, Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone, Reggio Calabria, Palmi, Locri e, successivamente, quella di Lamezia Terme. Gli uffici gestivano gli acquedotti esterni, ovvero tutte le strutture acquedottistiche dalle risorse idriche fino ai serbatoi di alimentazione; le reti interne erano di competenza di ciascun Comune. La riorganizzazione dei servizi idrici in Italia inizia con la Legge 5 gennaio 1994, n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche”; obiettivo principale della legge Galli è il superamento della frammentazione gestionale del settore dei servizi idrici in Italia e la promozione di una crescita imprenditoriale del settore. In pratica tutte le fasi del ciclo delle acque (acquedotto, fognatura e depurazione) dovevano essere gestite da un unico “servizio idrico integrato”. La legge Galli viene recepita dalla Regione Calabria con propria legislazione in data 3 ottobre 1997 (Legge regionale n.10, pubblicata sul B.U.R. Calabria del 9 ottobre 1997, n.102) ma sembra non cogliere lo spirito ed il senso della gestione integrata delle acque.
Alla delimitazione degli Ambiti Territoriali Ottimali non fa seguire la gestione complessiva delle acque istituendo praticamente un super Ambito per la gestione degli acquedotti esterni (quelli di competenza della ex “Cassa per il Mezzogiorno” prima e della “Regione Calabria-Ufficio Gestione Acquedotti” successivamente); con l’articolo 40 della legge regionale n.10 si prevede la costituzione di una società mista alla quale affidare il complesso delle opere 8 acquedottistiche già gestite dalla stessa Regione. Praticamente gli ATO sono svuotati della loro componente più importante la cui gestione, è bene ricordarlo, ammortizzerebbe i costi di gestione delle successive reti di distribuzione che, nella nostra regione, hanno dispersioni dell’ordine del 40-50%. La società mista, costituita dopo un “lungo e travagliato” iter legislativo, sarà la So.Ri.Cal. S.p.A. (Società Risorse Idriche Calabresi), la cui attività gestionale inizia in data 1° novembre 2004.

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