Lamezia Multiservizi: per una gestione pubblica, democratica e partecipata

Il Sindaco 'privatizzatore' (e di Sinistra Ecologia e Libertà) Gianni Speranza

Riteniamo fondamentale seguire e sostenere la lotta del comitato lametino contro la privatizzazione della Lamezia Multiservizi: difatti, nei giorni scorsi proprio la vicenda lametina è stata oggetto di un incontro del Forum dei Movimenti per l’acqua con i dirigenti nazionali di Sel.

Per questo ci sembra quanto meno infelice l’affermazione del Presidente del Consiglio comunale che, in risposta alla sollecitazione del coordinamento cittadino per l’approvazione della delibera di iniziativa popolare, ha affermato: “… la presidenza del consiglio comunale …. e il consiglio tutto, non possono essere condizionati nelle loro attività da ordini e disposizioni dettate da parte di terzi che vorrebbero così programmare l’agenda dei lavori”. In effetti è una strana concezione della partecipazione democratica quella di considerare 700 cittadine e cittadini lametini – oltre ad un comitato costituito da circa 15 organizzazioni tra movimenti, forze politiche, associazioni, collettivi e sindacati – dei disturbatori dell’agenda dei lavori dell’Amministrazione comunale.

Sicuramente la Giunta Speranza sarà impegnata in ben altre e più “interessanti” discussioni politiche ma resta un dato di fondo sconcertante: Speranza e molti consiglieri comunali, di maggioranza ed opposizione, hanno firmato le tre proposte di referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua e nel contempo, incredibilmente, hanno di fatto avviato l’iter di privatizzazione della Multiservizi che oggi gestisce anche i servizi idrici.

A questa contraddizione se ne aggiunge un’altra: Sinistra Ecologia e Libertà ed il Sindaco Speranza – che alla SEL è riconducibile – nei fatti seguono una linea politica diversa da quella del Forum Ambiente nazionale di SEL che, a firma di Roberto Musacchio, ha pubblicato sul quotidiano il Manifesto un articolo chiaro riguardo alla gestione pubblica dell’acqua e contro le privatizzazioni.

Ci preme quindi sottolineare l’importanza di quanto richiesto dal comitato lametino: un consiglio comunale aperto per l’approvazione della delibera di iniziativa popolare che sarebbe un primo ed importantissimo passo per contrastare la logica privatistica di gestione di un bene che è invece pubblico ed universale.

Sono diverse decine i comuni calabresi che hanno già deliberato in tal senso e diversi sono gli enti calabresi che hanno avviato l’iter di modifica dello statuto introducendo un apposito articolo che definisce l’acqua “bene privo di rilevanza economica”.

A tal riguardo segnaliamo la recente pubblicazione (10 settembre 2010) di una Sentenza del Consiglio di Stato che afferma con forza che sono gli enti locali a qualificare ed a decidere la rilevanza economica di un servizio. Si tratta di un passaggio di straordinaria importanza nella battaglia per la difesa dei beni comuni e contro la privatizzazione del servizio idrico.

Questo dimostra la bontà della campagna condotta dal Forum dei Movimenti per l’Acqua e dai vari comitati locali per la modifica dello statuto comunale, proposta contenuta nella delibera di iniziativa popolare consegnata quattro mesi fa anche presso il comune di Lamezia Terme.

In questo quadro va sostenuta anche la lotta condotta dal comitato lametino riguardante più in generale la privatizzazione dei servizi pubblici offerti dalla Multiservizi: ribadiamo con forza che la gestione pubblica, partecipata e dal basso rappresenta una insostituibile forma di arricchimento democratico la quale, se realizzata pienamente nel nostro contesto, fungerebbe anche da barriera verso certa borghesia mafiosa.

Invitiamo pertanto il Sindaco Speranza, la Giunta ed il Consiglio Comunale a sostenere nei fatti la battaglia contro la privatizzazione della dell’acqua, recedendo così dalla scelta di consentire ai privati l’ingresso, in qualsiasi forma, nella Lamezia Multiservizi.

Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “B. Arcuri”

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