Lamezia: il Consiglio comunale adotta e sostiene il progetto di legge regionale per l’acqua pubblica

Il Consiglio comunale di Lamezia Terme, nella seduta di ieri pomeriggio, ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare avente come oggetto “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”, ed ha impegnato l’assemblea ad intraprendere le procedure previste dall’articolo 13 della Legge Regionale del 5 aprile 1983 n°13 che attribuisce ai Consigli comunali la titolarità dell’iniziativa legislativa. Nella proposta si dettano i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico della Regione Calabria.
L’iniziativa ha una sua grande attualità perché la Sorical, attuale gestore del servizio idrico regionale, è in liquidazione, mentre il socio privato Veolia ha da tempo deciso di abbandonare la Calabria. La privatizzazione tentata in Calabria è fallita clamorosamente e ad oggi la Regione non ha messo in campo alcuna ipotesi alternativa.
La proposta di legge, che si prefigge l’obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale, prevede la possibilità per ogni singolo ente di provvedere direttamente alla gestione del servizio idrico integrato sul proprio territorio ed è l’unica proposta organica che tenta di far uscire definitivamente dall’emergenza la gestione delle risorse idriche calabresi. L’iniziativa, promossa dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, dopo la raccolta delle firme per la proposta di legge regionale d’iniziativa popolare consegnate al Consiglio regionale, è oggi sostenuta da una ampia coalizione sociale, politica e sindacale e da ieri formalmente anche dal nostro Comune. Il suo obiettivo è quello di imporre nell’agenda politica regionale la ripubblicizzazione della acqua, già sancita dal recente referendum nazionale del 2011, con percorsi dal basso democratici e partecipativi e con il coinvolgimento degli enti locali.
Il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza e l’Amministrazione comunale avevano aderito e sostenuto il referendum e adottato già nel maggio dello scorso anno la modifica dello statuto comunale inserendo la definizione di “servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale di interesse generale al fine di garantire l’accesso all’acqua per tutti, che il bene dell’acqua non sia mercificabile e che il minimo vitale debba essere garantito a chiunque”.
Ancora prima la giunta comunale, sempre su proposta del sindaco, aveva approvato due delibere su “l’acqua bene comune e non mercificabile” che sancivano i seguenti punti: l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato e non mercificabile; l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano, universale, inalienabile; la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici; l’introduzione nell’ordinamento comunale della definizione di servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale di interesse generale al fine di garantire l’accesso all’acqua per tutti, che il bene acqua non sia mercificabile e che il minimo vitale debba essere garantito a chiunque; di stabilire che il diverso contesto normativo (a seguito del referendum popolare) debba essere tenuto in debita considerazione ai fini delle modifiche da apportare alla procedura avviata per la definizione dei futuri assetti della Lamezia Multiservizi.
Con questo ultimo ed ulteriore atto del Consiglio comunale, Lamezia Terme è il primo grande comune della Calabria a prendere posizione sulla proposta di legge e a sostenere l’iniziativa del comitato.

www.comune.lamezia-terme.cz.it

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