Lamezia: acqua pubblica in pubblica azienda

Le note stampa del Sindaco e della CGIL in risposta al Comitato locale per l’acqua pubblica, pur se con toni tendenziosi su chi siamo e chi rappresentiamo sono le benvenute, perché ribadiscono nel merito del problema quanto da noi sostenuto.
Entrambi confermano che l’intervento dei privati nella gestione del servizio idrico non è ammissibile perché l’acqua è un bene comune e non una merce.
Il punto che ci divide è rappresentato dalla convinzione politico-sindacale degli obblighi di legge, mentre in Italia centinaia di Comuni ed alcune Regioni praticano la via della ripubblicizzazione dei servizi rispetto a quella indicata dal decreto Ronchi.
In tal senso abbiamo presentato una delibera di iniziativa popolare accompagnata da 700 firme affinché si modifichi lo statuto comunale e riconosca il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, teso a garantire l’accesso all’acqua per tutti e con pari dignità e la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000 che è il Testo Unico degli Enti Locali.
Diventa quindi semplice essere consequenziali ai principi di condivisione ben enunciati nei vari articoli di risposta, ribaditi sia nell’incontro avuto con il Sindaco che dal Sindacato a mezzo stampa (oltre che nei suoi documenti congressuali).
Se Lamezia scegliesse di mantenere una gestione pubblica della risorsa idrica come di altri servizi pubblici essenziali, darebbe una lezione di democrazia a tutte quelle logiche liberiste che non ci considerano liberi cittadini ma solo come limoni da spremere.
E se quindi siamo tutti convinti della bontà di queste argomentazioni, se il Sindaco firma le proposte referendarie e la CGIL fa anche parte del comitato promotore, ci sembra serio porre i necessari dubbi sulla legittimità di portare al consiglio comunale di giorno 7 luglio l’approvazione di atti che tendono alla cessione di quote della Lamezia Multiservizi ai privati e discutere poi del destino del servizio idrico che la stessa Società gestisce.
Se così sarà , vorrà dire che si sono fatte scelte diverse e non costrizioni inevitabili per legge, scelte che noi come Comitato per l’Acqua pubblica insieme a migliaia di cittadini non condividiamo.
Prima dell’approvazione di questi atti impegnativi avremmo gradito un Consiglio Comunale aperto per far discutere la città su questo.
In alternativa Martedì 6 luglio ’10 alle ore 18,00 nella piazzetta San Domenico terremo un incontro aperto con la presenza di Corrado Oddi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Pertanto siete tutti pubblicamente invitati, il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri, il Presidente e consiglieri della Multiservizi, la CGIL e gli altri sindacati, le associazioni, i cittadini, ecc.
Ci confronteremo su questo tema che rappresenta una scelta importante per il futuro della città e lo faremo davanti ai cittadini che sono i proprietari veri della risorsa acqua.
Nessuna voglia di polemica quindi ma la richiesta di operare scelte coraggiose.
Si scrive ACQUA, Si legge DEMOCRAZIA.

Vi aspettiamo.

Coordinamento Acqua Pubblica Città di Lamezia Terme

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