La verità sull’acqua!

Il Coordinamento Calabrese per l’Acqua Pubblica ha promosso, lo scorso Gennaio, una proposta di legge regionale di iniziativa popolare per trasformare il servizio idrico in servizio pubblico, secondo la volontà espressa da oltre 26 milioni di italiani (800.000 in Calabria) con i referendum del giugno 2011.
Per un movimento come quello per l’Acqua Bene Comune, che ha già sperimentato ampi e significativi percorsi di partecipazione come quello referendario, presentare in Calabria una legge regionale d’iniziativa popolare è tutto sommato abbastanza semplice: sono infatti sufficienti 5000 adesioni in sei mesi (3000 raccolte ad oggi nella sola Provincia di Cosenza, oltre 300 qui a Paola), oppure l’adesione di almeno tre comuni la cui popolazione totale sia superiore ai 10mila abitanti.
Nella sola provincia di Cosenza, che già durante la campagna referendaria ha dato prova di essere un traino per l’intera regione, hanno già aderito i comuni di Saracena, Castrovillari, Spezzano Piccolo, Casole Bruzio, Mendicino, Celico, Serra Pedace, Acquaformosa, Verbicaro. Altri se ne aggiungeranno, essendo prevista a breve la discussione in diversi consigli comunali.
A Paola, invece la situazione è diversa, già in campagna elettorale chiedemmo a tutti i candidati a sindaco, in caso di loro elezione, un incontro per spiegare la situazione, per cercare di portare in consiglio una proposta che si avvicinasse a quella regionale, per far si che la volontà dei cittadini fosse riconosciuta e rispettata, a dire il vero, nel silenzio più assurdo e sconcertante da parte di tutti, il solo candidato Ferrari ci rispose, promettendoci un incontro se fosse stato eletto; oggi a distanza di un anno dalla sua proclamazione a Sindaco ancora aspettiamo questo incontro; intanto molte cose sono successe: evidente sospensione del servizio della raccolta differenziata con ripristino cassonetti tradizionali in attesa della futura(?) gara d’appalto, silenzio sulla situazione del Porto, introduzione di parcheggi a pagamento all’ospedale accolta nel più assoluto silenzio da parte dell’amministrazione, richiesta ossessiva di un dissesto economico come unica soluzione ai problemi del Paese che però nasconde dietro di se una incapacità governativa.
Noi come “Comitato Acqua Bene Comune Paola” insieme al “Circolo Arci Piera Bruno”, proponiamo al sindaco (e con lui all’intero Consiglio comunale) di aderire alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare, chiediamo che venga assunta una posizione chiara e inequivocabile circa il cambio di indirizzo della gestione del servizio idrico per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua.
Noi siamo disponibili ad illustrare e spiegare cosa hanno scelto gli oltre 7000 cittadini Paolani durante i referendum del 2011 e che ci stanno confermando con le firme sulla proposta di Legge Regionale “ABCcalabria”, come vogliono che sia gestita la propria Acqua, perchè qui c’è in ballo non solo un problema economico, che ha tuttavia la sua importanza, ma anche l’essenza stessa della democrazia.

Comitato Acqua Bene Comune Paola
Circolo Arci Piera Bruno

Share