La verità dei fatti!

Lo scorso 7 luglio, il consiglio comunale di Lamezia Terme a maggioranza ha approvato una deliberazione che prevede l’ingresso nella Lamezia Multiservizi, società finora interamente pubblica, di un socio privato con una quota del 40%.

Per il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, che proprio in questi giorni sta chiudendo brillantemente la campagna di raccolta firme per i tre referendum che vanno a ripubblicizzare l’acqua, in piena e totale condivisione della linea già espressa dal composito e vitale comitato lametino, questa scelta dell’amministrazione Speranza rappresenta un atto contraddittorio ed un grande affronto alla battaglia che si sta conducendo in tutta Italia.

Questi i dati: più di 1.300.000 firme raccolte a livello nazionale ed oltre 41000 in Calabria, con una serata di punta in cui si è riusciti a raccogliere ben 800 firme a Lamezia proprio in occasione della festa del sindaco Gianni Speranza. Lo stesso sindaco ha firmato i tre referendum, così come tantissimi sindaci calabresi di cui però ben più di 40 hanno con coerenza già modificato lo statuto.

Al Coordinamento B. Arcuri, un insieme di associazioni, movimenti, liberi cittadini e forze politiche – e Sinistra Critica è a tutti gli effetti nel comitato di sostegno – sembra assurdo che, con una così vasta mobilitazione di popolo che chiede la ripubblicizzazione dell’acqua, si vada a compiere proprio a Lamezia un atto amministrativo sbagliato che va, ahinoi, nella stessa direzione attuata allorquando si regalò alla Sorical l’acqua delle nostre fonti. Non a caso pezzi dell’associazionismo locale hanno già espresso la loro forte disapprovazione.

Anche Corrado Oddi, del Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua, nell’assemblea cittadina svoltasi il giorno prima del consiglio ha ribadito che tale scelta è inconcepibile: anticipa i tempi del decreto Ronchi, privatizza servizi attinenti a beni comuni fondamentali (acqua e non solo) e tende a delegittimare il portato politico dell’iniziativa referendaria.

Le esternazioni del sindaco, e quelle fuori luogo di sedicenti forze di sinistra, evidenziano in maniera palese che non c’è coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Basti pensare che Nichi Vendola si è mosso all’opposto ripubblicizzando l’Acquedotto Pugliese, la più grande infrastruttura d’approvvigionamento idrico d’Europa.

Da parte nostra ci prepariamo per la campagna referendaria forti del successo della raccolta firme che abbiamo raggiunto, a Lamezia ed in Calabria, parlando semplicemente e coerentemente della imprescindibile necessità di tutelare i beni comuni.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

Lamezia Terme, 17/07/2010

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