La (non) potabilità dell’acqua ed il balletto delle ordinanze

Ci risiamo. A Serra è andato in scena nuovamente il balletto delle ordinanze. Ieri sera, prima il sindaco Rosi informa la cittadinanza che, a seguito delle analisi eseguite dall’ Asp di Catanzaro in uscita dal potabilizzatore ”Alaco”, è stata riscontrata una non conformità al D.Lgs. n. 31/2001 dovuta alla presenza di Benzene. Giusto 24 ore e l’allarme rientra. Si è trattato di un ”malaugurato errore di trascrizione nella comunicazione del rapporto di prova”, fanno sapere dalla Prefettura. L’ acqua, dunque, è potabile.
Almeno questo è quanto emerge dal summit tenutosi nella mattinata odierna presso l’ Ufficio territoriale del Governo, convocato dal capo dell’ Utg, Michele Di Bari, e al quale hanno preso parte i responsabili della Sorical, quelli dell’ Arpacal e quelli dell’ Asp. Presenti anche le forze dell’ordine. Ieri si parlava di benzene. Oggi, invece, dalle analisi dei nuovi campionamenti, di “composti aromatici da benzene espressi come benzene”. Certo, i dubbi e le perplessita rimangono. E non potrebbe essere altrimenti. Anche perchè tutti, a partire dai nostri amministratori, hanno allarmato un’intera comunità sulla presenza nell’acqua dell’ Alaco, di una sostanza altamente cancerogena. A qualcuno magari verrebbe da dire che ”tutto si è risolto per il verso giusto”. Ma si!. Il passato è passato. Ormai bisogna guardare avanti. Intanto, però, chissà cosa diranno i nostri amministratori ai cittadini, per giustificare un simile atteggiamento? Magari si giustificheranno con un banale: ”Beh, non è stata colpa nostra”.
Per l’occasione, dunque, è andato in scena in solito balletto delle ordinanze. La Sorical continuerà a sperperare sulle nostre tasche ed a pagare saranno sempre gli stessi. Cose poco rilevanti, insomma. O meglio: cose che passeranno tutte sottobanco. Nell’ indifferenza di tutti. “Un episodio del genere – ha affermato il prefetto Di Bari – insegna due cose: la comunicazione istituzionale dev’essere affinata e i campionamenti effettuati devono essere immediati e trasparenti”. Un dubbio, però, sorge spontaneo: i campionamenti sarebbero stati effettuati il sei dicembre scorso, quindi per due mesi si è verificato un errore di lettura o scrittura? E soprattutto: come mai tutto questo tempo per rendere noti i risultati? Interrogativi che rimarranno tali. Intanto, però, i calabresi continuano ad essere avvelenati, nell’indifferenza più totale…

Fonte: ilvizzarro.it

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