La gestione del servizio idrico in Calabria. Problemi e prospettive

InvitoLe recenti modifiche all’articolo 23 bis della legge 133/2008, hanno stabilito che i servizi pubblici locali, compreso il servizio idrico, devono essere affidati a società miste, il cui socio privato deve possedere non meno del 40% ed essere socio industriale con compiti di gestione operativa. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di atti legislativi, che a partire dagli anni ‘90 hanno aperto tutte le fasi del servizio idrico all’impresa privata ed al mercato.
Noi riteniamo che sottrarre l’acqua a logiche speculative e di arricchimento e far si che sia dichiarata bene pubblico e diritto universale è uno dei tasselli essenziali per costruire “un altro mondo possibile”, un dovere fondamentale che cittadini e istituzioni insieme hanno nei confronti della generazione presente e delle future.
Nella nostra Regione SoRiCal S.p.A. gestisce il servizio di fornitura idrica dal 2004 ed è stata autorizzata a riscuotere, per conto della Regione, anche i debiti pregressi dei Comuni per la fornitura idropotabile.
Per recuperare tali crediti ha diffidato tutti i comuni minacciando la riduzione del servizio ed ha proceduto alla riduzione della fornitura idrica al Comune di Scalea ritenuto gravemente inadempiente. Per i comuni che non saneranno il debito è previsto l’intervento di un commissario ad acta (Legge Regionale n. 19 del giugno 2009), che imporrà un piano di rientro, tenendo conto esclusivamente degli interessi di SoRiCal e non dei comuni e dei cittadini.
Inoltre all’atto della sottoscrizione dell’accordo con la Regione Calabria SoRiCal si impegnò a mantenere invariate le tariffe per cinque anni, cioè fino al 2009. Tramite un successivo accordo integrativo, firmato in data 20 Maggio 2004, il tempo di congelamento delle tariffe è stato ridotto a poco più di un anno, fino cioè al 1 Gennaio 2006. Gli aumenti effettuati da SoRiCal, oltre che “vessatori” a causa di questa norma, appaiono ingiustificati a partire dalla delibera CIPE 117/2008, per questo alcuni comuni si sono attivati contestando le tariffe applicate unilateralmente in contrasto con norme imperative ritenendo grave il danno economico subito.
Per le suddette ragioni abbiamo proposto ai Comuni della Costa dei Gelsomini di riconoscere il principio che l’acqua è un bene comune e non una merce, e conseguentemente inserisca nel proprio Statuto:
• Che il servizio idrico integrato non ha finalità economiche;
• Che la proprietà della rete di acquedotto e la distribuzione dell’acqua appartengono al demanio comunale inalienabile;
• Che la gestione è attuata esclusivamente dai comuni in forma consorziata e a tal fine si procederà alla risoluzione del contratto di servizio di fornitura all’ingrosso con So.Ri.Cal. S.p.A.;
•   Che a ogni cittadino è assicurato gratuitamente un quantitativo minimo vitale di acqua al giorno.

Già il comune di Caulonia, primo in Calabria, ha provveduto ad inserire nello statuto comunale che l’acqua è un bene comune pubblico al quale tutti devono avere accesso. Questa scelta avrà come conseguenza che il Comune non potrà aderire all’ATO fino a quando tale adesione comporterà l’affidamento a privati del servizio idrico.
Per approfondire quanto detto, Domenica 25 Ottobre alle ore 17:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Bovalino si terrà un incontro sul tema “La gestione del servizio idrico in Calabria. Problemi e prospettive”, organizzato in collaborazione con il “Coordinamento Regionale Acqua Pubblica BRUNO ARCURI”.
Saranno presenti, tra gli altri: il dott. Ilario Ammendolia, Sindaco di Caulonia; l’ingegner Giovanni Di Leo, del Comitato Acqua Bene Comune di Lamezia Terme, uno dei massimi esperti della situazione del servizio idrico in Calabria; il dott. Corrado Oddi del Coordinamento Nazionale Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

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