La CGIL Calabria sostiene la legge popolare

Ordine del giorno, Approvato all’unanimità
dal comitato direttivo della cgil regionale del 16 gennaio 2013
Il Comitato Direttivo della CGIL Calabria, in coerenza col suo impegno espresso in occasione della raccolta delle firme e per la vittoria anche in Calabria del SI ai referendum del 2011, ribadisce la sua volontà di voler continuare la mobilitazione per garantire l’acqua Bene Comune.
A tal fine nel reiterare la denuncia e la preoccupazione per la grave e fallimentare situazione venutasi a creare nel sistema di gestione della regione (SoriCal), di cui si è fatta carico non molto tempo fa, tuttavia senza alcuna conseguenza, un drammatico dibattito in sede di Consiglio Regionale, nel quale sono emerse tutte le storture e le speculazioni che in questi anni hanno interessato il settore ai vari livelli, di cui sarebbe bene accertare le responsabilità di qualsiasi natura.
Allo scopo di sollecitare e sostenere la definizione di una organica, condivisa e efficace proposta che renda esplicito e applicato il dettato sancito dall’esito referendario, affinchè venga affermato un modello gestionale del servizio idrico integrato volto al perseguimento di vantaggi per dell’intera collettività in quanto servizio di pubblico interesse generale, il Comitato direttivo della Cgil Calabria, anche per favorire l’accellerazione e la definizione di un percorso legislativo nel Consiglio regionale, impegna tutte le sue strutture a concorrere alla raccolta delle firme a sostegno della Proposta di Legge d’iniziativa popolare “ Tutela, Governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua” presentata, in Consiglio Regionale dal Coord: “Bruno Arcuri” l’11 Gennaio scorso.
E’ convincimento consolidato della CGIL Calabria che attraverso interventi di regolazione, messa in sicurezza, cura , manutenzione e gestione dell’acqua sia possibile difendere l’esistente e creare nuova e buona occupazione, superando le attuali condizioni di precarietà, diversificazioni contrattuali e carenze di tutele e garanzie.
Per queste ragioni serve con urgenza partire dall’affermazione di un modello di gestione pubblica del servizio idrico integrato, correlandolo strettamente alla realizzazione dei piani di gestione per la tutela dei bacini idrografici, dei fiumi, dei laghi, e dei mari, favorendo una corretta ed equa distribuzione per i diversi usi dell’acqua, guardando, ovviamente, all’intera filiera, dall’approvvigionamento alla depurazione.
Il Comitato direttivo inpegna la segreteria regionale a definire operativamente tutte le fasi di iniziativa, discussione e azione, interna ed esterna, dell’intera organizzazione a tutti i suoi livelli.

Share