In risposta al presidente della Sorical…

Ecco il sorridente presidente da 191.000 euro all'anno!

Acqua Bene Comune, Patrimonio dell’Umanità

Il Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua ha promosso in tutta Italia una raccolta firme per la ripubblicizzazione del servizio idrico; tra i promotori del Referendum, insieme a tante associazioni, comitati e semplici Cittadini, c’è anche il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.

La raccolta firme nella nostra Regione è iniziata sabato scorso, ed ha visto la partecipazione entusiasta di migliaia e migliaia di Cittadini, raggiungendo risultati impensabili; numerosi sono stati i Calabresi che hanno chiesto e ricevuto le necessarie informazioni sui processi di privatizzazione, che purtroppo anche nella nostra Regione interessano il Bene Comune per eccellenza ovvero l’Acqua.

Ed è proprio per una informazione veritiera nei confronti dei Cittadini che riteniamo doveroso rettificare alcune informazioni apparse sulle pagine del Quotidiano all’interno di un commento a firma del Presidente della Sorical.

Le norme che di fatto hanno spinto a privatizzare in Italia il Bene Acqua sembrerebbero essere state emanate per adeguare il nostro Paese alle norme europee. Ebbene, i Cittadini devono sapere che questa affermazione non corrisponde alla verità. Infatti, già a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968), si è affermata la concezione dell’acqua come “bene comune” e del suo uso come “diritto fondamentale dell’uomo”. Gli stessi organi UE hanno più volte sottolineato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza” (COM 374/2004), e che non esiste “alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private” (come ribadito dalla Corte di giustizia CE, 2005; dalla Commissione CE 2003 e 2006 e dal Parlamento CE 2006). La risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 dichiara l’Acqua come un bene comune dell’umanità e stabilisce come il suo accesso costituisca un “diritto umano fondamentale per la persona umana”.

Ed una prova inconfutabile della non veridicità degli “obblighi comunitari” è proprio quanto accaduto nella città di Parigi in Francia, membro della Comunità Europea a tutti gli effetti, dove, dal 1° gennaio 2010, la gestione delle acque è stata affidata ad un Ente di diritto Pubblico, la “Eau de Paris”, mettendo fine ad una gestione privata che durava da 25 anni; la ripubblicizzazione dell’Acqua garantirà ai Cittadini di Parigi un risparmio annuo di 30 milioni di euro ed una bolletta che non subirà aumenti almeno fino al 2014.

Effettivamente esiste un’analogia tra la nostra Regione e la città di Parigi, data dal fatto che la stessa multinazionale francese, Veolia, messa alla porta nella propria città, in Calabria è il socio privato della società Sorical SpA, che gestisce i nostri Acquedotti realizzando ovviamente profitti con le nostre Acque.

Questa è la verità documentata e documentabile.

Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica ha più volte chiesto, senza ricevere alcuna risposta, che sia fatta chiarezza, soprattutto dal socio “pubblico” della Sorical SpA, su alcune problematiche che interessano realmente i Cittadini; non è noto per esempio chi abbia garantito il mutuo di 240 milioni di euro contratto dalla Sorical SpA con la Depfa Bank (è forse stata la parte “pubblica” e quindi tutti i Cittadini Calabresi?) ed inoltre esiste una problematica relativa alle tariffe applicate ai Comuni Calabresi in violazione delle vigenti normative.

Recentemente il nostro Coordinamento, insieme al Codacons Calabria, ha evidenziato in una conferenza stampa che, così come previsto dalle Normative vigenti in materia e recentemente ribadito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 29 depositata in data 4 febbraio 2010, i criteri per gli adeguamenti tariffari nel settore idrico devono essere quelli statali.

Ora, è avvenuto che le tariffe applicate ai Comuni Calabresi rispetto a quelle previste dalla Normativa Nazionale abbiano determinato un maggior esborso per le Amministrazioni, complessivamente valutabile addirittura in decine di milioni di euro.

In merito all’affermazione circa l’efficienza dell’attuale gestione degli acquedotti e, soprattutto, riguardo al minor rigore da parte della gestione in economia della Regione Calabria sui controlli della qualità dell’acqua, il compito di fornire adeguate risposte non è certo del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica ma piuttosto dei diretti interessati.

Possiamo dire però che la Regione Calabria, come ente di diritto pubblico, non prevedeva alcun profitto nella gestione degli acquedotti; in particolare la tariffa risultava dalle sole spese necessarie alla gestione, considerando in queste anche i lavori di manutenzione straordinaria degli acquedotti, che viceversa, con la gestione della Sorical SpA, sono considerati “investimenti”.

Ma al di là del fare chiarezza e verità sulla questione Acqua Pubblica, i Cittadini Calabresi hanno molto chiaro qual è il termine della questione, e cioè che a nessuno può essere permesso di realizzare profitti nella gestione delle Nostre Acque e dei Nostri Acquedotti, che rappresentano un patrimonio Comune di tutti.

In Calabria, così come nel resto d’Italia, sono centinaia di migliaia le firme che vengono apposte dai Cittadini che, lo si legge nei loro occhi, vogliono decidere per il loro futuro e per quello dei loro figli, si vogliono riappropriare della propria Acqua, della propria Vita perché nessuno può realizzare profitti con un Bene Essenziale ed Insostituibile, fonte stessa di democrazia partecipativa. Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua!

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

Leggi [pdf – 152 kb] l’intervento del Presidente della Sorical fatto sul Quotidiano della Calabria il 28 aprile 2010.

NB: il giorno successivo è stato precisato che l’autore dell’articolo non era il Presidente della Sorical, ma l’amministratore delegato Maurizio Del Re. Se non è zuppa…

Acqua Bene Comune, Patrimonio dell’Umanità

Il Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua ha promosso in tutta Italia una raccolta firme per la ripubblicizzazione del servizio idrico; tra i promotori del Referendum, insieme a tante associazioni, comitati e semplici Cittadini, c’è anche il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.

La raccolta firme nella nostra Regione è iniziata sabato scorso, ed ha visto la partecipazione entusiasta di migliaia e migliaia di Cittadini, raggiungendo risultati impensabili; numerosi sono stati i Calabresi che hanno chiesto e ricevuto le necessarie informazioni sui processi di privatizzazione, che purtroppo anche nella nostra Regione interessano il Bene Comune per eccellenza ovvero l’Acqua.

Ed è proprio per una informazione veritiera nei confronti dei Cittadini che riteniamo doveroso rettificare alcune informazioni apparse sulle pagine del Quotidiano all’interno di un commento a firma del Presidente della Sorical.

Le norme che di fatto hanno spinto a privatizzare in Italia il Bene Acqua sembrerebbero essere state emanate per adeguare il nostro Paese alle norme europee. Ebbene, i Cittadini devono sapere che questa affermazione non corrisponde alla verità. Infatti, già a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968), si è affermata la concezione dell’acqua come “bene comune” e del suo uso come “diritto fondamentale dell’uomo”. Gli stessi organi UE hanno più volte sottolineato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza” (COM 374/2004), e che non esiste “alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private” (come ribadito dalla Corte di giustizia CE, 2005; dalla Commissione CE 2003 e 2006 e dal Parlamento CE 2006). La risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 dichiara l’Acqua come un bene comune dell’umanità e stabilisce come il suo accesso costituisca un “diritto umano fondamentale per la persona umana”.

Ed una prova inconfutabile della non veridicità degli “obblighi comunitari” è proprio quanto accaduto nella città di Parigi in Francia, membro della Comunità Europea a tutti gli effetti, dove, dal 1° gennaio 2010, la gestione delle acque è stata affidata ad un Ente di diritto Pubblico, la “Eau de Paris”, mettendo fine ad una gestione privata che durava da 25 anni; la ripubblicizzazione dell’Acqua garantirà ai Cittadini di Parigi un risparmio annuo di 30 milioni di euro ed una bolletta che non subirà aumenti almeno fino al 2014.

Effettivamente esiste un’analogia tra la nostra Regione e la città di Parigi, data dal fatto che la stessa multinazionale francese, Veolia, messa alla porta nella propria città, in Calabria è il socio privato della società Sorical SpA, che gestisce i nostri Acquedotti realizzando ovviamente profitti con le nostre Acque.

Questa è la verità documentata e documentabile.

Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica ha più volte chiesto, senza ricevere alcuna risposta, che sia fatta chiarezza, soprattutto dal socio “pubblico” della Sorical SpA, su alcune problematiche che interessano realmente i Cittadini; non è noto per esempio chi abbia garantito il mutuo di 240 milioni di euro contratto dalla Sorical SpA con la Depfa Bank (è forse stata la parte “pubblica” e quindi tutti i Cittadini Calabresi?) ed inoltre esiste una problematica relativa alle tariffe applicate ai Comuni Calabresi in violazione delle vigenti normative.

Recentemente il nostro Coordinamento, insieme al Codacons Calabria, ha evidenziato in una conferenza stampa che, così come previsto dalle Normative vigenti in materia e recentemente ribadito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 29 depositata in data 4 febbraio 2010, i criteri per gli adeguamenti tariffari nel settore idrico devono essere quelli statali.

Ora, è avvenuto che le tariffe applicate ai Comuni Calabresi rispetto a quelle previste dalla Normativa Nazionale abbiano determinato un maggior esborso per le Amministrazioni, complessivamente valutabile addirittura in decine di milioni di euro.

In merito all’affermazione circa l’efficienza dell’attuale gestione degli acquedotti e, soprattutto, riguardo al minor rigore da parte della gestione in economia della Regione Calabria sui controlli della qualità dell’acqua, il compito di fornire adeguate risposte non è certo del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica ma piuttosto dei diretti interessati.

Possiamo dire però che la Regione Calabria, come ente di diritto pubblico, non prevedeva alcun profitto nella gestione degli acquedotti; in particolare la tariffa risultava dalle sole spese necessarie alla gestione, considerando in queste anche i lavori di manutenzione straordinaria degli acquedotti, che viceversa, con la gestione della Sorical SpA, sono considerati “investimenti”.

Ma al di là del fare chiarezza e verità sulla questione Acqua Pubblica, i Cittadini Calabresi hanno molto chiaro qual è il termine della questione, e cioè che a nessuno può essere permesso di realizzare profitti nella gestione delle Nostre Acque e dei Nostri Acquedotti, che rappresentano un patrimonio Comune di tutti.

In Calabria, così come nel resto d’Italia, sono centinaia di migliaia le firme che vengono apposte dai Cittadini che, lo si legge nei loro occhi, vogliono decidere per il loro futuro e per quello dei loro figli, si vogliono riappropriare della propria Acqua, della propria Vita perché nessuno può realizzare profitti con un Bene Essenziale ed Insostituibile, fonte stessa di democrazia partecipativa. Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua!

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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