In occasione del 24° anniversario della strage di Chernobyl

REPORT DELLA GIORNATA ANTINUKE A ROTONDELLA-SCANZANO JONICO IN OCCASIONE DEL 24° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CHERNOBYL

Alle 16 di Lunedì 26 Aprile una delegazione del “Coordinamento Antinucleare Salute Ambiente Energia” di Basilicata, insieme alle delegazioni di antinuclearisti della Calabria e della Puglia, ad una delegazione dell’associazione “Scanziamo le Scorie” di Scanzano Jonico, hanno affisso striscioni sui cancelli dell’Itrec/Enea della Trisaia di Rotondella (MT); esposto gli striscioni del Coordinamento regionale e di Scanziamo le Scorie lungo la Statale Jonica 106 (saluti e colpi di clacson di solidarietà da molti conducenti e camionisti).

E’ stato distribuito il volantino del Coordinamento in occasione della giornata a carattere internazionale, con richiami alle politiche energetiche unilaterali ed aggressive del governo nazionale ed ai rischi di stravolgimento costituzionale che esse comportano anche di fronte al diniego dei diritti di esercizio dei poteri concorrenti dello stesso Ente Regione materializzato dall’impugnazione da parte dei ministri Fitto e Scajola del Piano Energetico Regionale di Basilicata, Campania, Puglia.

Presenti al sit in di protesta 50/60  persone; non molte/i le/i cittadine/i del metapontino, assenti associazioni storicamente ambientaliste quali “NoscorieTrisaia” di Rotondella (che comunque aveva promosso un’iniziativa antinucleare con raccolta firme per l’acqua il giorno prima a Policoro) e la “OLA” (Organizzazione Lucana Ambientalista) e numerosi altri soggetti sindacali, culturali, politici, in parte data anche la contemporaneità di iniziative a Matera ed in altri centri.

Presenti da subito ed interessati alle interviste i giornalisti di RAI 3 regionale e dei principali quotidiani locali (esito mediatico positivo, con servizi ai TG di tutte le ore e buoni articoli sul “Quotidiano” di Basilicata e sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”.

Nutrito il dispiegamento dei Carabinieri e della Digos nel piazzale antistante i cancelli della Trisaia, dove i lavori di adeguamento sono in corso e stando al cospicuo numero di automobili e più consistenti mezzi di trasporto si può stimare un numero di almeno 150 persone impegnate nel Centro a vario titolo.

Presenti all’iniziativa il neoeletto sindaco di Rotondella accompagnato da un assessore ed il rieletto sindaco di Nova Siri, che nel Maggio 2006 aveva ospitato, con un suo “Osservatorio Antinucleare” formato all’indomani della lotta contro i rischi di insediamento del sito unico nazionale delle scorie a Scanzano, un convegno nazionale antinucleare promosso dalla Confederazione Cobas (in tale occasione venne redatta la “Carta di Nova Siri”).

Gli amministratori intervenuti hanno sottolineato il radicale cambio di “clima” nelle relazioni con i dirigenti del Centro di ritrattamento e stoccaggio da quando è stato sostituito Carlo Jean

e non escludono che il nuovo “savoir faire” non sia dovuto al solo dato caratteriale dei nuovi dirigenti, ma molto più probabilmente alla sperimentazione dell’annunciata “nuova strategia comunicativa”, fatta di ascolto, “trasparenza” e.formazione.

Decine di famiglie in ognuno dei centri del circondario della Trisaia sono infatti materialmente coinvolte in attività formative gestite dalla Sogin che garantiscono- in un territorio dove le occasioni di reddito si riducono spaventosamente e dove negli ultimi 5  anni sono sparite e/o svendute alla speculazione 1.400 aziende agricole su circa 5.000- sussidi temporanei tra gli 800 e i 1.000 Euro.

Nell’Assemblea (patrocinata dal Sindaco) che si è tenuta in serata, subito dopo il sit in nei locali del Consiglio del Comune di Scanzano, i temi della strategia della comunicazione annunciata nel Dlgs di Febbraio e dell’incidenza degli effetti della diffusa crisi materiale di lavoro e di reddito sono stati trattati in maniera connessa, tanto più se le prospettive propagandate dal governo nazionale sono ispirate alla logica della “compensazione”.

Per chi vive e “respira” ogni giorno il disagio sociale nel metapontino e ne conosce le reali dinamiche di esercizio del potere “senza ombre” non è strano che all’assemblea fossero presenti soltanto – e non tutti- i soliti “addetti ai lavori”.

Compagni vecchi e nuovi hanno convenuto che “stavolta è tutta un’altra cosa”.

Gli stessi rappresentanti di Scanziamo le Scorie (hanno contatti coordinati con numerose associazioni cittadine e locali e 150 iscritti.) sono molto delusi da questo clima elusivo e scivoloso di tante persone che pur avvisate delle iniziative magari se ne stanno piuttosto a giocare a carte nei bar.

Dopo l’incontro con i dirigenti del Centro della Trisaia Francesco Cirillo e Gianni Lannes ci fanno sapere in assemblea della disponibilità a visitare – anche muniti di telecamere e macchine fotografiche- il Centro ed anche il famoso tubo da cui si sarebbero verificati in passato episodi di sversamento di liquidi radioattivi verso i terreni coltivati in direzione della costa marina.

In realtà, ascoltando la lunga relazione del giornalista freelance Gianni Lannes (invitato dai compagni calabresi) sulle connessioni che legano la vicenda delle “carrette del mare” affondate nei nostri mari con carichi di veleni di ogni tipo ed anche radioattivi all’uccisione di Ilaria Alpi e Khrovatin, abbiamo appreso in premessa che il sopralluogo fotografico l’ha chiesto lui, aprendo alla possibilità di farsi accompagnare da qualcun altro interessato del luogo.

Ci si è interrogato sui passaggi da compiere (informazione diffusa e capillare nell’intera Regione e non solo nel Metapontino; invito agli amministratori locali a formare un coordinamento stabile, a cominciare dal Metapontino; pressione sulla nuova compagine governativa regionale su una gestione meno mediatica e più ragionata dell’annunciata “disobbedienza civile” in caso di imposizione della scelta dell’Itrec o altro sito quale deposito unico nazionale delle scorie, ad iniziare dagli aspetti di rilievo legale, anche a fronte di eventuale esito positivo dell’impugnazione del Piear; attrezzatura di un “vademecum” di base per rispondere nelle scuole e nelle sedi universitarie all’imposizione della Gelmini a sostenere e propagandare la cultura del “nucleare è bello e sicuro”), ma anzitutto tutti i presenti hanno individuato nella frammentazione a vario titolo dei soggetti associativi dell’intera Regione il primo ostacolo per la possibilità di avviare un percorso all’altezza dei compiti che ci attendono.

Anche per questo motivo si è ritenuto di accogliere in pieno i rilievi e le preoccupazione espresse tramite missiva da Giorgio Ferrari circa l’impianto Itrec di Rotondella e di farne motivo di condivisione e di analisi con quanti hanno a cuore le sorti di questa terra, delle sue genti, di un suo futuro migliore e libero dalle miserie e dalle scorie.

27 Aprile 2010

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