Il Coordinamento Serrese scrive al presidente della Sorical

Sorical Spa, Calabria

Mio caro Presidente, le scrivo la presente…

Caro Presidente,

Le scrive una popolazione esausta di tutte le angherie che sta, sopportando.

E prima delle nostre parole, le chiediamo di leggere quanto San Brunone di Colonia scriveva di Serra San Bruno, in una sua lettera a Rodolfo il Verde.

“ Io abito in un eremo abbastanza lontano, da tutti i lati, dalle abitazioni degli uomini. Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo consono l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? Né mancano orti irrigati, né alberi da frutto svariati e fertili”. In territorio di Calabria, con dei fratelli religiosi, alcuni dei quali molto colti, che, in una perseverante vigilanza divina.

Mio caro Presidente, le scriviamo la presente…per dirle che, a prescindere dalla testimonianza certa che le riporterò, tutto il paese ha visto quanto succedeva all’Alaco nelle fasi di costruzione.

I nostri Padri sono i boscaioli che hanno disboscato, i muratori che hanno lavorato, allevatori di bestiame cercatori di funghi, carbonai, amanti della montagna, della fotografia….lo abbiamo visto riempire (un unica volta allo stato attuale) metro per metro.

Sa, noi andavamo a funghi in quelle zona, prima della Piscina Olipmpionica, dei Parchi Eolici, degli Alberghi, degli Ospizi…una zona fantasma, dove la Mafia ha espresso il suo massimo splendore, sulla Diga dell’Alaco apre i suoi scritti ne La Casta Gian Maria Stella, lo saprà bene. Questo giusto per panoramica generale.

E ora basta andarci, nell’albergo, (gestito per un periodo da dalla Pulesco) pascolano le vacche, come pascolano liberamente le vacche e i cavalli sacri nella recinzione del suo invaso. Ma magari l’inquinamento fosse qualche merda di vacca.

E la paura di tutto, l’insicurezza dettata dalla precarietà, dalla rassegnazione di un popolo che state vessando all’eccesso. Ma ricordate che questa spavalderia ha fatto il suo corso. Se il popolo è unito sarà molto più difficile mettergli la testa sotto i piedi.

Quella pianura era stata trasformata in una discarica a cielo aperto, tanti hanno visto le autobotti di cui si prla. “Li camion cuomu chidi di la benzina….di lu latti”.

Ma prima che sia troppo tardi le scrivo che qusta volta troverà migliaia di persone che difenderanno il proprio territorio senza farsi intimorire. Perchè se ci togliete l’acqua ci state togliendo la vita.

Un paese senza acqua è un paese inabitabile..e noi non abbiamo nessuna intenzione di andarcene. Ve ne dovete andare voi.

O ci potete pure stare, a farvi le vacanze, fatti vostri, a noi importa che venga fatta chiarezza sull’Alaco. Lo sapete voi e lo sappiamo noi. E confidiamo in Dio…e nella Magistratura….“…e quindi vi dico prima dovrete ucciderci e poi avreste la nostra Madre terra.” (Toro Seduto).

Di seguito l’intervista esclusiva concessa da Maurizio Remo Reale, dipendente della Delta Sistemi che faceva manutenzione all’impianto prima dell’arrivo dei galli in Calabria, al giornalista e amico Emilio Grimaldi

[leggi l’intervista dall’url di Emilio Grimaldi]

Certi che non gradirete la Presente attendiamo risposta e le inviamo Cordiali Saluti.

COORDINAMENTO SERRESE PER LA DIFESA DELLE ACQUE

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