Il Comitato Lametino Acqua Pubblica risponde al “sig. De Santis”

Si continua a leggere sulla stampa di interventi che tentano di delegittimare i temi portati avanti dal Comitato Acqua Pubblica. Non ultimo un signore che scrive e si firma come “Sig. De Santis” apostrofa a suo uso e consumo i fatti da noi argomentati come falsità ( ricorda tanto il Berlusconi) e si sente quindi irritato dai nostri comunicati. Prendiamo atto che nella nostra città chiedere che il bene comune acqua venga governato e gestito interamente da un soggetto pubblico a qualcuno provoca l’orticaria; ci dispiace, ma se in tutta Italia le cose sono possibili e realizzabili non si capisce perché a Lamezia Terme la normativa è diversa.
Ci riferiamo soprattutto a quello che viene paventato come obbligo di legge “il cedere a privati quota parte delle azioni della Multiservizi per poter partecipare alle gare”. Per chiarezza bisogna dire che i Comuni, se vogliono, possono scegliere. La normativa vigente definisce i vari obblighi per i servizi “a rilevanza economica”; la delibera di iniziativa popolare presentata in Consiglio Comunale determina appunto che il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica per cui non và incontro alla normativa di settore ma l’affidamento può essere fatto utilizzando gli artt. 31 e 114 del D.Lgs 267/2000.
Ma lo scopo degli interventi appare soprattutto come un tentativo di compiacere il Sindaco di Lamezia, di essere proni nei suoi confronti ma rischiano invece di fargli torto. A questi che ci appaiono un po’ distratti vorremmo ricordare alcune cose. Si dimentica che da anni sul problema SORICAL molta politica ha fatto o letto poco o niente perché oltre ai nostri comunicati – interrogazioni – interpellanze c’è stato da parte del mondo politico un religioso silenzio non sappiamo quanto disinteressato o complice da destra e da certa sinistra.
Visto che il partito al quale appartiene il Sindaco Speranza è tra i promotori del referendum per l’acqua pubblica, lui stesso né è firmatario perché lo condivide in pieno, ci aspettiamo dal Sindaco di Lamezia più che da altri azioni che si concretizzino e siano consequenziali a ciò che si dice e dichiara. Si vuole fare una delibera per lo scorporo del servizio idrico dalla società multiservizi? Bene! Si proceda allora senza infingimenti, senza “se” e senza “ma”, precisa, concreta ed immediatamente esecutiva. Pur nella complessità dei fatti, se il sindaco perseguirà questa strada potrà concretizzare una volontà certa ed esecutiva sul problema e non cadrà sicuramente nel tranello degli emendamenti di maggioranza ed opposizione dove, ad una definizione posta per legge, entrambi gli schieramenti hanno tentato di sostituire frasi come se si stesse realizzando un’associazione sportiva.
Il Comitato per l’acqua pubblica forte del sostegno di 700 cittadini ha presentato una delibera di iniziativa popolare nei modi conformi alla Legge. Non sono emendabili i principi di sostanza della delibera stessa. Se non piace, il Consiglio Comunale è legittimato a non approvarla ma non è legittimato a prendere in giro i cittadini con emendamenti inconcludenti. E poi con questa storia di non attaccare Speranza chiedendo a noi di farne pubblicità o di tesserne le lodi; per questo c’è già De Santis e altri come lui che si prostrano per ovvi motivi. Noi facciamo un altro mestiere. Il Comitato per l’acqua pubblica tenta di richiamare l’attenzione su temi importanti per la vita di tutti, chiedendo e provocando chi amministra affinchè condivida i temi trattati e sia poi consequenziale. Al Presidente di Regione Vendola si chiede di ripubblicizzare l’acquedotto regionale e al Sindaco Speranza di mantenere interamente pubblica l’unica società cittadina che negli anni non ha fallito.
Quindi non si confondano i ruoli. Ognuno ha le sue competenze ed il suo territorio di riferimento. Gianni Speranza ci piacerebbe vederlo il 4 dicembre a Cosenza, nella giornata nazionale per l’acqua ed in difesa dei beni comuni, in testa alla manifestazione e con il tricolore di Sindaco.
Se ci sono dubbi infine, siamo sempre disponibili ad un incontro pubblico sul tema dell’acqua come su altri; chi aderisce al comitato sono associazioni tutte conosciute composte da soggetti che nelle battaglie ci mettono il nome e il volto. Non tutti fanno così.
Non credevamo che anche a Lamezia si volesse mitizzare il “ghe pensi mi” di berlusconiana abitudine, non aiuta il dialogo e fa male alla democrazia.
Vogliamo ricordarlo: Si scrive acqua ma si legge democrazia!

Comitato Lametino Acqua Pubblica

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