Fallimento Sorical: Veolia in fuga, ma i cocci restano a noi

Nei giorni scorsi il Consiglio regionale calabrese ha bocciato la proposta di una commissione d’inchiesta sulla Sorical S.p.A., la società di diritto privato che gestisce gli acquedotti regionali; il socio privato, come noto, è la multinazionale francese Veolia. Da qualche mese la società è stata dichiarata in liquidazione, sono stati nominati i commissari ma è evidente lo stato di precarietà della gestione del Nostro Bene Comune più prezioso. Il dibattito che si è tenuto nel Consiglio regionale ha registrato toni molto accesi e pesanti accuse nei confronti della Sorical; le accuse sono state mosse da quegli stessi uomini politici, di centrodestra e di centrosinistra, che hanno più volte definito la Sorical SpA come il fiore all’occhiello della Regione Calabria.

Eppure leggendo i vari resoconti è facile riscontrare come su una cosa concordassero tutti quanti, e cioè che non c’è stato NESSUN controllo da parte della Regione Calabria sull’attività della Sorical SpA; nessun controllo nella gestione di un Bene indispensabile per la vita di tutti gli abitanti calabresi.

Dunque non ci sarà nessuna commissione d’inchiesta, ed era molto facile prevederlo, a far luce su problematiche molto gravi; la politica ha perso l’ennesima occasione per dimostrare quella trasparenza più volte sbandierata.

Il Coordinamento “Bruno Arcuri” chiede che sia fatta la massima chiarezza sull’operato di questa società; vogliamo che siano resi pubblici tutti i chiarimenti richiesti, dagli investimenti “effettivamente” realizzati alla tariffa, dal mutuo acceso con la Depfa bank ai vari accordi stipulati con diversi Comuni, dai soldi della precedente gestione pubblica recuperati dalla Sorical SpA alla qualità dell’Acqua fornita ai Comuni calabresi (caso “Alaco” prima di tutti).

Chiediamo per l’ennesima volta la rescissione, in danno di Veolia, della Convenzione in essere tra la stessa multinazionale francese e la Regione Calabria. L’esperienza della gestione delle nostre acque, che racchiude tutte le problematiche proprie della privatizzazione di un Bene Comune, dovrebbe essere di lezione per la classe politica; non bisogna dimenticare che la multinazionale francese Veolia è stata allontanata anche dalla città di Parigi dove ha gestito per oltre venti anni gli acquedotti della capitale francese. E soprattutto non bisogna dimenticare che la nuova gestione pubblica (“Eau de Paris”) ha ridotto le tariffe idriche (-10%), ha incrementato in maniera esponenziale gli investimenti ed ha previsto notevoli aiuti economici per le famiglie in difficoltà nel pagamento della bolletta dell’acqua.

Ma questo il Coordinamento “Bruno Arcuri”, che è stato tra i promotori del Referendum nazionale del giugno scorso, lo sa bene; sappiamo bene che un altro mondo è possibile, un mondo che non sia legato alla finanza, al profitto, alla gestione fallimentare del nostro Bene Comune più prezioso.

Nella gestione della Sorical SpA alcuni interrogativi sembrano prendere però forma dalla lettura dei bilanci della società relativi agli anni 2010 e 2011. Per esempio nel bilancio del 2011 è scritto che “il totale degli investimenti effettuati al 31/12/2011 è pari a circa € 239 milioni (investimenti privati pari a € 100 milioni e investimenti pubblici pari a € 139 milioni)”; ma se, come confermato nel dibattito del Consiglio regionale, non vi è stato nessun controllo sulla società Sorical SpA, come si spiega la cifra di 100 milioni di euro inscritti nel bilancio? Chi ha controllato questi investimenti realizzati e perché, come richiesto dal Coordinamento, non vengono resi pubblici i dati? Sempre nel bilancio del 2011 è scritto che il debito nei confronti di Depfa Bank “al 31 dicembre 2011 ammonta ad € 154,1 milioni”; quindi il debito, dal Coordinamento più volte denunciato, esiste davvero ed allora è ancora più attuale la nostra domanda: se i francesi vanno via chi lo pagherà il debito? Forse gli abitanti della Calabria? In ogni caso per tutte le problematiche di questa gestione fallimentare il Coordinamento “Bruno Arcuri”, d’intesa con il “Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua” sta valutando i passi necessari per giungere ad una commissione territoriale per l’auditoria sul debito della Sorical SpA (sull’esempio di quanto fatto a Roma in merito ad Acea Ato2).

Nonostante il Consiglio regionale abbia praticamente certificato il fallimento della Sorical SpA e quindi della gestione delle nostre acque, la politica vuole riaffidare la gestione ad un socio privato, forse con una percentuale più alta di quella che aveva Veolia (46,50%); neppure una gestione fallimentare, così come è stata definita in Consiglio regionale quella della Sorical SpA, basta a rispettare la volontà dei calabresi, ribadita nel Referendum dello scorso giugno, e a ridare la gestione ad una società pubblica partecipata dagli abitanti calabresi.

Una società che consenta di contrastare la progressiva espropriazione degli enti locali dalle loro funzioni storiche e li rinnovi come luogo di prossimità democratica nell’erogazione dei servizi pubblici agli abitanti del territorio.

Ma ancora una volta saranno i calabresi, nei prossimi mesi, a far comprendere a chiare lettere che nessun fallimento deve interessare la gestione del Nostro Bene Comune, che nessun profitto sarà tollerato e che l’Acqua deve tornare ai legittimi proprietari, gli abitanti della Calabria.

Perché si scrive Acqua ma si legge Democrazia!

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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