DELLE NOSTRE VITE #DECIDIAMONOI

L’aria, l’acqua, il suolo, la salute, un reddito adeguato alle esigenze di vita, l’istruzione, l’università, i servizi, le piazze e le strade delle nostre città, i saperi locali, la bellezza del paesaggio (la lista sarebbe infinita) sono beni comuni indisponibilI – 

12 Novembre 2018. Nuova determina, la 1978, nuovo bando per l’affidamento del Parco Acquatico di Rende. I tentavi precedenti sono andati deserti. Dalla determina il valore della concessione della struttura e della gestione dei relativi servizi è stimato in quasi 49 milioni di euro. 

La concessione del Parco Acquatico comprende:

Hall-Bar, Tecnotown, Auditorium, Piscina Spa con copertura, campetto sportivo polivalente e minigolf, are giochi bimbi, Spa-Fitness già muniti di relativa attrezzatura, Ristorante sul lago, Lago navigabile e bacino balneabile con spiaggia, locali tecnici e servizi.

Il canone annuo stimato per gestire tutto questo è di 10mila euro, 833,33 euro al mese. Praticamente nulla. Cosa complica allora il quadro? Perché nessun imPrenditore avvoltoio si scaraventa sulla facile preda costruita con i fondi pubblici e che cerca solo di essere valorizzata?

Forse perché, pare, che le spese annue da affrontare per gestire e manutenere piscine, parchi e strutture si aggira intorno al milione di euro.

A prescindere dai tecnicismi e dalle questioni burocratiche noi ci chiediamo:

Era davvero indispensabile e politicamente strategica la costruzione di questa struttura “balneare” in un momento di crisi che vede tanti giovani emigrare, tante famiglie senza casa, tanti cittadini affollare le mense delle varie Caritas? Investire tanti soldi pubblici per regalarla ad un privato che la gestirà per generare profitto nella speranza che si crei altresì qualche posto di lavoro stabile da elargire a qualche cliente politico?

Ricordiamo ancora le parole di chi pensò di costruire una struttura del genere a Rende affermando che si faceva per i poveri che non potevano permettersi la casa al mare!

Le stesse parole di chi oggi sostiene la costruzione di un’altra opera a detta di tutti sovradimensionata; la Metropolitana Leggera. Si costruisce per dare un mezzo di trasporto “economico” ai tanti studenti e cittadini che vogliono spostarsi comodamente nell’area urbana. Quanto costerà “l’economico” biglietto? Le casse regionali e comunali potranno sopportare l’onere finanziario di un tale servizio?

Sono solo due esempi di attualità, ne potremmo elencare molti. Dal verde pubblico da valorizzare ed infoltire piuttosto che decapitare, alle strutture sportive e sociali da manutenere e destinare alla collettività, agli spazi abbandonati da far rivivere con il supporto delle associazioni; un altro modo di interpretare il “diritto alla città” così come delineato nel Regolamento dei Beni Comuni da noi proposto e che speriamo presto venga approvato all’unanimità. Come sempre le scelte che provengono dall’alto senza tenere in minimo conto le istanze che provengono dal basso generano mostruosità. Quelli in alto sempre a sfruttare bandi, prebende e a distribuire e/o promettere futuribili posti di lavoro. Quelli in basso sempre a pagare il conto!

Si, perché grazie anche a queste scelte scellerate i comuni vanno in predissesto o addirittura si commissariano. I servizi pubblici di base non sono più sostenibili dalle deboli casse municipali e quindi vengono privatizzati. Questo significa che i cittadini stanno già pagando il servizio nella sua totalità senza nessuna differenziazione tra ricchi e poveri ed in più sostengono il costo aggiuntivo rappresentato dal profitto dell’imprenditore privato. Questo è il processo che ha trasformato e sta trasformando i “beni comuni” in “profitto personale”.

C’è bisogno di invertire il flusso decisionale che va dall’alto al basso. C’è bisogno che gli ultimi, gli esclusi, tutti coloro che pagano il prezzo di questo sistema si uniscano per fare udire forte la loro voce. Come Coordinamento #DecidiamoNoi stiamo sperimentando da circa un anno un percorso che unisce associazioni, comitati, movimenti e singoli cittadini, abitanti dei quartieri, lavoratori, disoccupati. Vorremmo proporre all’intera area urbana un’assemblea periodica che ci unisca tutti e tutte senza fazioni, parti o ideologie. Un’assemblea dove portare ragionamenti collettivi che partendo dai quartieri, dalle associazioni e dai posti di lavoro arrivino a condizionare l’operato di chi, da semplice servitore, è oramai diventato il proprietario della stanza dei bottoni. Vogliamo che la “politica” ritorni ad avere il suo senso di cura della città partendo dalle istanze che provengono direttamente dalle moltitudini che risiedono e vivono il territorio, strada per strada, vicolo per vicolo. Non è mera utopia perché abbiamo sperimentato più volte che se siamo uniti, se ragioniamo insieme con metodo, riusciamo a cambiare le cose. Non accettiamo più che un burocrate o un dirigente di partito decida al nostro posto; delle nostre vite #DecidiamoNoi.

Vi aspettiamo Giovedì 22 Novembre presso la Biblioteca Civica di Quattromiglia per un’assemblea pubblica ed aperta dove chiunque può prendere parola ed aderire al nostro percorso che dal basso tenta di tessere una rete di relazioni e cooperazione tra quartieri, comitati, associazioni e movimenti.

Coordinamento Territoriale #DecidiamoNoi – Rende (CS)

Share