Costituito il comitato referendario provinciale cosentino

a Cosenza: piazza XI settembre dalle ore 18.00
a Rende: da definire
a Bisignano: viale Roma, dalle 10:30 alle 18:00

Prosegue senza sosta il percorso organizzativo dei comitati per il sì ai referendum sull’Acqua Bene Comune. Dopo l’assemblea regionale dello scorso 6 febbraio a Lamezia Terme, anche a Cosenza sabato scorso 19 febbraio è stato costituito il Comitato Referendario Provinciale “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”. Nel corso di una riunione molto partecipata, con la presenza di rappresentanti di associazioni e movimenti da tutti i territori della provincia, è stato tracciato il percorso che condurrà al coinvolgimento di tutti i 155 comuni cosentini. La prima tappa è stabilita già per il prossimo fine settimana: il week-end del 26 e 27 febbraio sarà dedicato ad una campagna di autofinanziamento, che permetterà al comitato referendario di mantenere la propria autonomia anche dal punto di vista economico, tramite banchetti ed iniziative in numerose piazze della provincia.

Oltre alla presenza di movimenti di cittadini e di associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente, che rappresentano un tratto distintivo e costante del movimento che ha condotto a raccogliere in tutta la provincia oltre 20mila firme in favore dei referendum, significativa è stata la partecipazione, a titolo personale o in forma ufficiale, di rappresentanti dell’UDC, del PD, del Movimento 5 Stelle, di SEL, del PRC, di Sinistra Critica e di IdV, che ha favorito una fruttuosa discussione sull’allargamento del comitato referendario. Inoltre, la presenza del consigliere regionale IdV Mimmo Talarico, anche se a titolo personale, ha segnato l’inizio dell’interlocuzione tra il comitato per l’Acqua ed i comitati per gli altri referendum, in particolare quello sul nucleare. Pur mantenendo ferma la propria identità, è intenzione del comitato referendario cosentino, in armonia con le scelte fatte a livello nazionale, tessere legami col maggior numero possibile di realtà che intendono aderire all’idea che non si possa fare profitto sui beni e servizi essenziali, che ci legano e ci rendono comunità.

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

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