Costituito il Comitato Referendario Calabrese “2 SI per l’Acqua Bene Comune”

Domenica scorsa, a Lamezia Terme, si è svolta l’Assemblea regionale del Movimenti Calabresi per l’Acqua, che hanno costituito il Comitato Referendario Calabrese “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”. Si è trattato di un passo non solo formale nel percorso che entro pochi mesi chiederà ai cittadini italiani, ed a quelli calabresi in particolare, di esprimersi su un tema fondamentale, quello del rapporto da instaurare tra le singole comunità di cittadini ed i beni comuni primari che queste comunità dovrebbero condividere: con il referendum potremo decidere se preferire per tali beni forme di governo solidali, trasparenti e partecipate, oppure privatistiche, cioè non trasparenti e basate sul profitto.

Nel corso della partecipata assemblea sono stati definiti in dettaglio tutti i passi che ci porteranno alla tornata referendaria. In particolare si sono costituiti i comitati territoriali e si è stabilito di dedicare il week-end del 26 e 27 febbraio ad una campagna di autofinanziamento, per la quale si terranno banchetti ed iniziative in numerose piazze della regione (qui il materiale). Inoltre si lavorerà per favorire la massima partecipazione alla manifestazione nazionale per l’Acqua Bene Comune che si svolgerà a Roma il prossimo 26 marzo.

Infine, si è stabilito di tessere o rafforzare una serie di contatti con le realtà organizzate già diffuse nei territori di riferimento e che già hanno dato un contributo importante nella fase di raccolta delle oltre 45 mila firme in Calabria: da molte realtà ecclesiali alle forze sindacali, passando per associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e singole realtà di partito. In particolare, sulla base anche dei recenti comunicati Sorical, nei quali si scarica totalmente sui comuni la colpa per la situazione di crisi finanziaria in cui versa la società di gestione delle risorse idriche calabresi, si è nuovamente lanciato un appello ai sindaci, affinché prendano a cuore la questione della ripubblicizzazione del servizio idrico, attraverso atti formali da proporre alle giunte ed ai consigli comunali, e l’adesione al coordinamento nazionale degli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico.

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

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