CI RISIAMO: A SERSALE VOGLIONO PRIVATIZZARE L’ACQUA

Dopo aver affidato a privati la mensa, gli scuolabus, l’illuminazione (con contenzioso ancora aperto), la postalizzazione delle bollette, la riscossione dei tributi, i servizi della riserva e degli immobili comunali, a Sersale era rimasto solo un servizio pubblico: la rete idrica comunale!

Già due anni fa, la Giunta Torchia aveva dato indirizzo di procedere all’affidamento a terzi del servizio idrico comunale. Con una forte mobilitazione assembleare e di piazza, raccogliemmo 726 sottoscrizioni ad una proposta di deliberazione popolare comunale che inseriva nello Statuto comunale il principio dell’acqua come diritto umano fondamentale e del servizio idrico privo di rilevanza economica – nel rispetto del risultato del referendum del 2011.

Infatti, il 67% dei sersalesi ha votato per l’abolizione dei profitti nel campo della gestione del servizio idrico. Per di più, nel 2013 il consiglio comunale di Sersale – Progetto Sersale compreso –  ha sostenuto la Proposta di Legge Regionale Popolare sull’acqua pubblica, approvando i principi di gestione pubblica e di tutela del servizio dalle logiche del profitto. Nel 2015, gli stessi principi sono stati aggiunti alla Carta del Servizio Idrico Comunale – votata anche da Progetto Sersale.

Ma l’amministrazione Torchia ha prima tentato di negare la discussione in aula, poi, dopo l’intimazione del Prefetto, ha raccolto circa 220 firme presentando una contro proposta secondo la quale i sersalesi preferivano invece la privatizzazione del servizio: in pratica 220=726!

L’Amministrazione Torchia ha calpestato e irriso la volontà popolare perché c’è un pervasivo e costante interesse per l’affidamento dei servizi ai privati!

L’Amministrazione Torchia sembra voler tutelare prima gli interessi dei privati e poi quelli dei cittadini, infatti se leggiamo il bando di gara pubblicato lo scorso 17 gennaio (curiosamente mentre discutevamo una delle #21favole) vengono messi in evidenza tutti i vantaggi per il privato che non coincidono minimamente con l’interesse pubblico.

Serbatoi, pozzetti, tubature e depuratore – costruiti con tasse dei cittadini – diventeranno di proprietà temporanea della ditta appaltatrice. Beni pubblici utilizzati per profitti privati!

ART. 2 – il comune di Sersale affida al gestore, in concessione, tutte le opere, gli impianti, le reti, le canalizzazioni e tutto quanto funzionale ed accessorio alla gestione del servizio

Non ci sarà nessun risparmio in bolletta per i cittadini, perché il servizio avrà lo stesso costo del 2016. Infatti, il ricavato delle bollette viene trasferito al privato:

ART. 6 – Al gestore verrà riconosciuta per tutto il periodo dell’appalto, a titolo di corrispettivo per l’esecuzione di tutti i servizi la somma annua risultante a seguito della formazione del ruolo acquedotto, fognatura e depurazione. Ai fini della presente procedura, quale corrispettivo annuale dell’appalto, viene indicata la somma massima di euro 270.000,00

L’amministrazione si giustificherà dicendo che però si incassa un canone di concessione di 100.000€, ma dietro questo canone c’è il vero business dei privati: fare soldi con l’acqua che è dei cittadini – tradendo quindi il senso del voto referendario:

ART. 8 – Il pagamento del canone di concessione dà diritto al gestore di utilizzare le reti e gli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili mediante installazione di turbine idroelettriche sulle reti, di impianti fotovoltaici e di ogni altro sistema di produzione di energia elettrica.

Quindi, facendo due conti: il comune paga al gestore 270.000€/anno mentre il gestore paga 100.000€/anno per la concessione delle infrastrutture. Ciò vuol dire (art. 5 del bando) 170.000€/anno per 10 anni di profitto assicurato per l’azienda!

A questi 2 mln di euro in 10 anni si aggiunge tutto il guadagno che deriva dall’installazione di mini turbine idroelettriche ai serbatoi per produrre energia con l’acqua consumata dai cittadini. Dato che più acqua scorre più energia si produce: la privatizzazione non punta quindi alla riduzione delle perdite, ma alla produzione di quanta più energia possibile. Praticamente alla ditta basta montare le turbine e sparire per guadagnare senza fare nulla!

Ne è dimostrazione il sistema di premialità e penalità previsto dall’art. 7: se si riducono i consumi c’è uno sconto sul canone di 10.000€, se invece aumentano c’è solo una penalità forfettaria di 10.000€ (noi avevamo proposto in consiglio una penale di 30.000€ per un aumento di consumi del 3%!). Si capisce benissimo che se il business è il mini idroelettrico cosa sono 10.000€ di penale per l’aumento dei consumi?!

L’azienda vincitrice dovrebbe poi accollarsi (ART. 1):

  1. reperibilità e pronto intervento 24 ore su 24 per la manutenzione e riparazione reti ed impianti idrici e fognari;
  2. completamento di tutte le opere necessarie a rendere funzionante l’impianto di depurazione e gestione;
  3. eventuale sostituzione dei contatori e attivazione di un numero verde e info point;
  4. manutenzione di tutto il verde pubblico comunale;
  5. assunzione di manodopera locale.

Quale azienda farebbe tutto ciò per soli 170.000€/anno? E’ evidente che la manutenzione è solo il modo per poter mettere le mani sull’acqua. Quale multinazionale assumerebbe manodopera locale se ha già personale e mezzi qualificati? Infatti la previsione delle certificazioni ESCO, vuol dire che potranno partecipare solo grosse imprese già dotate delle qualifiche professionali richieste.

Per coloro che hanno creduto alla favola delle promesse di lavoro in questa privatizzazione del servizio ci permettiamo di dire che ANAC, con parere del 30/2014 ha stabilito che l’obbligo di ricorrere a manodopera locale non può contrastare le direttive comunitarie sulla concorrenza, quindi non c’è alcun obbligo di assumere sersalesi al servizio idrico!

Perciò:

  • l’affidamento a privati non serve a ridurre la spesa dei cittadini per il servizio idrico, perché tutti i servizi prestati dall’azienda vengono fatturati al comune che si rivale sulla bolletta dei cittadini!
  • l’affidamento a privati non serve a ridurre il consumo di acqua, perché non vi è alcun obbligo di rendere la rete efficiente, anzi si incentiva il consumo attraverso l’idroelettrico!
  • l’affidamento a privati non serve ad assumere manodopera locale, perché non esiste alcun obbligo di legge per imporre ciò ad un’azienda.

Allora a cosa serve l’affidamento a privati?

Forse è più corretto chiederci a CHI serve. Quali sono gli interessi veri dietro a questa privatizzazione che va contro la volontà e gli interessi dei cittadini?

Noi chiediamo che l’amministrazione ritiri in autotutela il bando di gara e chieda ai cittadini se sono d’accordo sull’ennesima privatizzazione di un servizio essenziale.

Acqua Bene Comune Sersale

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