“Bene comune”, Legambiente e Italia Nostra richiamano l’attenzione sulla situazione del crotonese

L’associazione Bene comune, il circolo “Ibis” di Legambiente, Italia Nostra Crotone in occasione della ricorrenza della Giornata mondiale dell’acqua il prossimo 22 marzo, intendono porre ancora una volta l’attenzione sulla gestione di questa importante risorsa.
Istituita nel 1992 dall’Organizzazione per le Nazioni unite, la Giornata mondiale dell’acqua affronta ogni anno un aspetto diverso della tematica. Per il 2012 il tema scelto è “acqua e sicurezza alimentare”, due questioni strettamente interconnesse, poiché nel cibo è contenuta la maggior parte di acqua consumata.
Per questo motivo l’Onu invita a seguire un’alimentazione sana e sostenibile, a ridurre il consumo di prodotti ad alta intensità di acqua (basti pensare che per produrre un litro di acqua in bottiglia vengono consumati indirettamente 5 litri di acqua tra macchinari, distribuzione e confezione), a ridurre lo spreco di cibo ed a produrre cibo di migliore qualità con minor consumo di acqua.
Ma se è vero che nel Sud del mondo l’accesso all’acqua è negato a molti, è anche vero che la tematica della gestione idrica, battaglia di legalità e democrazia, non è così lontana da noi.
A livello nazionale, infatti, non è stato ancora attuato l’esito del Referendum dello scorso anno, vinto con un risultato chiaro e significativo; a livello regionale, inoltre, si evidenziano una serie di problematiche messe in risalto anche dalla relazione della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Calabria, relativa alla gestione delle risorse idriche ed approvata nell’adunanza pubblica del 5 dicembre 2011. La relazione evidenzia, tra l’altro, l’illegittimità delle tariffe idriche applicate dalla società So.Ri.Cal. S.p.A. ai Comuni calabresi, la mancanza degli investimenti previsti, la presenza di una serie di perdite che portano a sprecare un bene essenziale per la vita umana.
A livello locale la situazione non è migliore. Infatti, oltre alla Sorical che si occupa della fornitura ai Comuni, la gestione sul territorio è stata affidata a Soakro, società per azioni che, pur essendo interamente pubblica, non esita a minacciare i cittadini con la restrizione dell’erogazione idrica, senza considerare i gravi danni sanitari che la cosa potrebbe comportare (secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il quantitativo minimo giornaliero di acqua dovrebbe essere pari a 50 litri).
A ciò si aggiunga la mancanza di trasparenza circa le convenzioni con cui il servizio idrico è stato affidato ai gestori, nonché la mancata pubblicazione dei dati sulla qualità delle acque che sgorgano dai rubinetti dei crotonesi, anche se le nuove tecnologie consentirebbero di aggiornare periodicamente i cittadini attraverso i siti internet.
Pertanto, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, le associazioni Legambiente Bene comune Italia Nostra invitano ancora una volta tutte le istituzioni ad interessarsi fattivamente alla questione, per ottemperare all’esito referendario e garantire una gestione efficace ed efficiente della risorsa idrica. In particolare rammentano nuovamente all’Amministrazione comunale di Crotone il rispetto dell’impegno assunto da tutti i candidati alle ultime elezioni amministrative, ossia di “promuovere e sostenere, con i mezzi istituzionali a disposizione, una politica di gestione dell’acqua finalizzata a: ripubblicizzare il servizio idrico nella nostra città; preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l’accesso all’acqua per tutti, come diritto a partire dal proprio territorio; ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l’uso nei luoghi pubblici; assicurare la più ampia partecipazione della cittadinanza nel controllo e nella gestione; ribadire l’acqua come un bene non commerciale, garantito come diritto, e per questo non disponibile a speculazioni di natura commerciale o finanziaria”.
In attesa che dalle amministrazioni coinvolte giungano risposte soddisfacenti e tempestive, le associazioni stanno organizzando il coinvolgimento dei cittadini nella campagna di “Obbedienza civile”, già avviata nei mesi scorsi a livello nazionale dal Forum dell’acqua, e pronta a partire anche in Calabria.

Perché si scrive Acqua ma si legge Democrazia!

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