Alaco: fallisce la Task Force, necessari cicli analitici indipendenti

Dopo sette anni di lotta e continui scontri con muri di gomma della migliore qualità, finalmente sul sito dell’ASP vibonese, l’Arpacal-Vibo Valentia ha timidamente cominciato a pubblicare alcune analisi dell’acqua.
Sono al momento banali “ANALISI DI ROUTINE”, o come vengono definite dall’Arpacal , semplici “CONTROLLI DI BASE”, vecchi ed assolutamente insufficienti a certificare la potabilità dell’acqua in una situazione come quella attuale.
Almeno, però, si nota che, contrariamente alle precedenti analisi effettuate dall’Arpacal, questi risultati sono espressi come si deve, indicando chiaramente anche le procedure utilizzate, le unità di misura etc, il che fa pensare che l’Arpacal vibonese abbia forse deciso di cominciare a rispettare la legge, almeno formalmente.
Delle analisi pubblicate finora sul sito, però, gli esperti con cui siamo in contatto, membri del “Gruppo Qualità Acqua” istituito subito dopo la vittoria referendaria dall’assemblea plenaria del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, letteralmente dicono “sono analisi ridicole visto quanto sta accadendo, mancano parametri fondamentali per capire la presenza di inquinanti di origine industriale, dei prodotti di disinfezione, estremamente tossici, e perfino di molti inquinanti microbiologici.”
Dalle notizie che abbiamo sembra pure che l’Arpacal vibonese non sia attrezzata per effettuare tutti i controlli previsti dalla legge e che per molti di essi debba obbligatoriamente rivolgersi ad altri laboratori Arpacal della Regione.
I dati pubblicati finora NON sono assolutamente relativi alle promesse analisi di VERIFICA e in più i punti di prelievo riguardano solo alcuni comuni solo in parte o per nulla serviti dall’Alaco.
Dove sono stati nascosti i dati analitici che in questa situazione hanno permesso alla, addirittura, “presidenza della giunta regionale presieduta dall’avvocato” di decretare che l’acqua dell’Alaco è potabile?
Dov’è finita la trasparenza promessa dalla Prefettura?
La salubrità o meno dell’acqua proveniente dal bacino inquinato dell’Alaco, che, è ormai di dominio pubblico, è asfittico, ovvero senza ossigeno, e in cui non vivono né rane, né pesci, nè uccelli, dove a quanto pare tutto è morto ed in putrefazione e le uniche forme di vita rinvenibili sono esclusivamente microorganismi e alghe, non deve essere esclusiva questione da uffici legali, ma materia di discussione per i biologi, finora completamente muti anche se presenti, per i chimici competenti, per quei dottori che abbiano il coraggio di fare il proprio mestiere dalla parte dei cittadini, come deve essere, invece che piegare la schiena di fronte alle esigenze della “politica” e del malaffare.
Noi sappiamo, anche senza le necessarie analisi, che l’acqua proveniente dall’Alaco non è potabile, perché l’abbiamo vista fuoriuscire marrone e puzzolente per anni dalle fontanelle pubbliche, dai rubinetti degli Uffici Comunali e dell’ASP, dove tutti i medici e gli infermieri e gli altri addetti, nessuno escluso, da sempre si rifiutano di dare ai nostri ammalati in ospedale l’acqua del rubinetto, dicendoci che non è buona da bere, invitandoci a comprare acqua minerale in bottiglia.
I controlli dell’acqua al rubinetto vanno fatti negli edifici pubblici, al comune, alla provincia, nei locali dell’Asp etc, prima ancora che nelle case e nei condomini, dove la poltiglia che Sorical ci invia intasa continuamente di fango in poche settimane tutte le pompe ed i serbatoi che siamo stati obbligati ad installare, e per la cui frequente manutenzione e pulizia abbiamo speso molto denaro che dovrà semmai esserci rimborsato, invece che esserci estorto aumentando le tasse sull’acqua, insieme al denaro che abbiamo speso per comprare tonnellate di acqua in bottiglia, che ha prodotto tonnellate di plastica da smaltire in discariche al collasso.
Quel barlume di trasparenza acceso per qualche giorno si è spento sul nascere.
Noi cittadini, da parte nostra, per contribuire a far venir fuori ufficialmente una verità ormai nota a tutti cercheremo la verità “ufficiale” se ce ne fosse ancora bisogno, avviando a breve una raccolta fondi che ci consentirà di effettuare analisi indipendenti sui medesimi campioni che anche loro dovranno analizzare e giudicare.
La lotta per la salute riguarda tutti, solo chi lucra sulla nostra acqua PUBBLICA ha interesse a lasciare che l’Alaco continui ad avvelenarci.
Siamo stanchi di soprusi ed illegalità, stanchi che i nostri diritti siano calpestati, stanchi dell’acqua inquinata dell’Alaco. QUELL’ACQUA NON LA VOGLIAMO PIU’.

Ass.”Compresi gli Ultimi”
Comitato civico Pro Serre
Libera Vibo Valentia
Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri
Forum italiano dei movimenti per l’Acqua

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