Ai consumatori il giudizio sull’intollerabile cattivo odore dell’acqua dell’Alaco

Leggiamo sulla stampa che in seguito ad un sopralluogo effettuato presso gli impianti di potabilizzazione Sorical, i dirigenti Arpacal, dott.ssa Santagati e dott.Ielacqua, assaggiando l’acqua in uscita dal potabilizzatore, l’avrebbero definita «assolutamente incolore ed inodore, senza quel retrogusto di cloro tipico degli impianti di potabilizzazione».
Vorremmo sapere se questa considerazione, che sembra espressa come verità scientifica visto il peso dei titoli universitari dei due luminari, derivi da un’impressione personale o se sia effettivamente il frutto di un’analisi dell’odore effettuata secondo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, che i due specialisti sicuramente conoscono bene.
Il nostro legittimo dubbio nasce dal fatto che la determinazione dell’odore di un campione di acqua destinata all’uso umano è soggetta, legalmente, ad una serie di precauzioni e di procedure laboriosissime che dubitiamo fortemente possano essere definite come “assaggio e annusamento dell’acqua”. In più la procedura scientifica impone, a puro titolo di esempio, ma le prescrizioni sono molto più numerose, che“non possono eseguire il saggio persone scarsamente sensibili o in condizioni fisiche che possano influenzare la risposta alla prova (es.raffreddori o allergie). Gli osservatori prescelti non devono essere fumatori o consumatori di alcolici e sono comunque obbligati ad astenersi dall’uso di saponi profumati, lozioni da barba, ecc. “
Speriamo quindi che oltre a non soffrire di allergie, ieri il dott Ielacqua non abbia provveduto a radersi e che la dott.ssa Santagati, la scorsa mattina abbia scelto di non usare profumi visto l’importante saggio sull’odore dell’acqua potabile le cui relative conclusioni sono state prontamente consegnate alla stampa.
Inoltre leggiamo che “Chi esegue il saggio non deve preparare i campioni e non deve conoscere le diluizioni eseguite sul campione in esame. Se il campione presenta colore o torbidità è necessario usare recipienti scuri affinché i risultati non siano pregiudicati da apprezzamenti visivi.”
E’stato fatto almeno questo, la vetreria usata era conforme alle procedure di legge? Vorremmo saperlo.
Viene spontaneo chiedersi, pure, dato che la pessima qualità e la terribile puzza dell’acqua potabilizzata dalla Sorical e proveniente dall’Alaco è ormai conosciuta a tutti, quale sia il problema che ha impedito ai due dirigenti di accorgersi di quanto migliaia di cittadini affermano da anni, ovvero che l’acqua proveniente dall’Alaco fa schifo.
Nelle prescrizioni di legge non viene purtroppo detto, come invece sarebbe necessario e opportuno, che chi esegue i saggi debba essere scientificamente attendibile, ovvero non influenzato dal gestore Sorical ovvero dalla multinazionale Veolia o dalla Regione Calabria.
Invece è noto, ad esempio, che è proprio il socio di maggioranza della società Sorical, nella persona del presidente della regione Giuseppe Scopelliti, che ha conferito l’incarico di commissario dell’Arpacal alla dott.ssa Sabina Santagati.
E’evidente che tale macroscopico conflitto di interessi ci obbliga, in qualità di cittadini dotati di naso, occhi e papille gustative funzionanti, contrariamente, a quanto sembra dei due dirigenti arpacal, a diffidare totalmente di quanto loro affermano ed a fidarci piuttosto del fatto che NESSUNO a Vibo Valentia giudica accettabile il sapore e l’odore dell’acqua proveniente dall’Alaco e maltrattata chimicamente dai datori di lavoro della Dott.ssa Santagati e del Dott. Ielacqua.
Richiediamo quindi, che i due tecnici rendano pubblico il “resoconto di prova”, obbligatorio per legge, relativo a questa “determinazione dell’odore” e li diffidiamo formalmente, nel caso invece non abbiano effettuato questa determinazione secondo le norme, a rilasciare dichiarazioni ascientifiche riguardo all’odore ed al sapore dell’acqua alla stampa, e, se dovessero esserne affetti, a curarsi il raffreddore che forse gli ha impedito di valutare correttamente la puzza e l’orribile sapore dell’acqua che ci propinano.Per concludere vogliamo ricordare ai due dottori come l’acqua destinata al consumo umano, per legge, debba avere colore, sapore ed odore “ACCETTABILI PER I CONSUMATORI E SENZA VARIAZIONI ANOMALE”, e li invitiamo, se, come sembrerebbe, hanno valutato il sapore e l’odore della nostra acqua più come dei sommelier che come dei veri scienziati, a chiedere in futuro a noi consumatori come valutiamo questi parametri e se li reputiamo accettabili, noi saremmo ben lieti di rispondergli.

Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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