Acqua pubblica tra tariffe, manifestazioni e candidati silenti…

striscione_colors_www_webLo scorso week end è stato molto impegnativo per il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.
Venerdì è stato reso pubblico un documento rivolto ai tre candidati alla Presidenza della Regione, in cui si chiedeva loro di dichiarare esplicitamente se erano favorevoli o meno ad una gestione del servizio idrico affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico, con meccanismi di partecipazione cittadina, in quanto servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
Nello stesso giorno si è tenuta una conferenza stampa in cui, insieme al Codacons, il Coordinamento ha denunciato, carte alla mano, che dal 2002 al 2008 la Sorical ha imposto aumenti tariffari superiori a quanto consentito dalla normativa nazionale, con importi maggiorati richiesti alle Amministrazioni Comunali Calabresi quantificabili in circa 30 milioni di euro.
Infine, sabato c’è stata la magnifica manifestazione di Roma, dove almeno 150.000 persone hanno gridato il loro NO a qualsiasi forma di lucro nella gestione dell’Acqua. Il nostro Coordinamento è stato presente alla manifestazione ed è intervenuto dal palco in Piazza Navona, impegnandosi per l’imminente campagna referendaria contro il cosiddetto Decreto Ronchi.
Eppure la questione della ripubblicizzazione del servizio idrico non pare suscitare grosso interesse in almeno due dei tre candidati, dato che finora solo Callipo si è degnato di rispondere (positivamente) al documento. Scopelliti non è pervenuto (ma sarebbe facile per lui informarsi e dire qualcosa, dato che il portavoce del PdL calabrese è anche consulente della comunicazione della Sorical), Loiero invece si è segnalato solo per una provvidenziale inaugurazione pre-elettorale di alcuni pozzi nei pressi della diga del Menta.
Insomma, cari candidati, la posta in gioco è alta, non solo in termini economici (vedansi tariffe maggiorate), ma anche e soprattutto per una questione etica e morale: fino a quando ancora sarà permesso a qualcuno, ad una multinazionale come Veolia nello specifico, di realizzare profitti con la gestione di un bene pubblico fondamentale come la nostra acqua? Forse questa volta il silenzio non vi conviene. Sarebbe davvero troppo assordante.

23/03/2010

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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