Acqua, il Comitato Pro – Serre e l’altra faccia del paese

SERRA SAN BRUNO – L’altra faccia del paese. Quella di una comunità che non si rassegna, che lotta, nonostante le ingiustizie subite in questi anni. Si, domenica a Serra è scesa in piazza l’altra faccia del paese. Quella che non si piega, che non ha alcuna intenzione di abbandonare la terra che ha dato i natali a personaggi illustri, come Mastro Bruno Pelaggi o Sharo Gambino. E chissà cosa avrebbero esclamato Pelaggi e Gambino, vedendo Serra così degradata, defraudata e privata di ogni men che minima garanzia. Non osiamo immaginare…
Poi, ovviamente, dalla parte opposta, c’è un altra faccia del paese. Quella delle beghe politiche. Di chi è pronto a fare promesse assurde in campagna elettorale, pur di prevalere sull’avversario. Insomma, la faccia del paese complice di questa situazione. Complice di un avvelenamento di massa. Complice del fatto che a Serra sia stato smantellato un presidio ospedaliero. E potremmo andare avanti. Ma ci limitiamo alle cose più essenziali. Serra, però, ormai non ne può più. Non ne può più di promesse. Di false promesse. Così come, ormai, non se ne può più di sentire sempre i soliti discorsi: politici in contrasto (si fa per dire), politici che prima fanno la guerra e poi, tutto ad un tratto, si riabbracciano in vista di una campagna elettorale.
Domenica sera, in piazza Monumento, il Comitato civico Pro – Serre ha organizzato un’ assemblea pubblica, nel corso della quale si è cercati di fare chiarezza sullo stato dell’acqua. Presenti numerosi cittadini, associazioni e movimenti dell’intero comprensorio. Il presidente del sodalizio, Salvatore Albanese, ha aperto i lavori sottolineando come «negli ultimi giorni si siano susseguite tutta una serie di ordinanze sulla potabilità o meno dell’acqua. Prima si parlava di benzene. Adesso non più. Ci chiediamo, però, per quale motivo se i campionamenti sono stati effettuati giorno 6 dicembre, ci sono voluti due mesi esatti per rendere noti i risultati? Inoltre, venerdì mattina si è tenuto un incontro in Prefettura, durante il quale si è cercato di fare il punto della situazione ed in quel momento, ancora, l’acqua non era potabile. Dopo due-tre ore l’indirizzo cambia: l’acqua è potabile. È evidente che c’è qualcosa che non quadra».
Dal presidente del Comitato, poi, sono arrivate rassicurazioni circa le voci che circolano nel paese, in merito ad un presunto coinvolgimento di alcuni partiti nelle rivendicazioni portate avanti dal sodalizio: «Vorrei chiarire una volta per tutte – ha affermato Albanese – che il Comitato non ha colore politico né tantomeno darà indicazioni di voto in vista delle prossime consultazioni. Piuttosto, riteniamo che se siamo arrivati a questo punto, la responsabilità è sia del centrodestra, tuttora maggioranza in Comune, che di coloro i quali hanno amministrato in passato». Un invito, infine, alla cittadinanza, affinché si «unisca nelle battaglie che avanzeremo da qui in avanti. Anche perchè – ha concluso Albanese – da soli non faremo nulla, ma se ci riuniamo in cinquecento, allora riusciremo a far valere i nostri diritti». In mezzo, l’intervento di Antonio Raghiele che, in maniera semplice ma allo stesso tempo esaustiva, si è concentrato sulle conseguenze chimiche dei derivati del benzene presenti nell’invaso dell’ Alaco.

Fonte: ilvizzarro.it

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