Acqua Crotone, il sindaco disattende gli impegni

L’Associazione Bene comune ed il Circolo “Ibis” di Legambiente intendono richiamare l’attenzione su una battaglia di legalità e di democrazia quale quella dell’acqua bene comune.

Il tema dell’acqua bene comune in provincia di Crotone è all’ordine del giorno dell’opinione pubblica dal 2010 grazie all’avvio della raccolta firme per l’approvazione dei referendum, vinti nella scorsa estate con un esito schiacciante.

Tuttavia, nonostante il sindaco di Crotone Peppino Vallone, contestualmente a tutti gli altri candidati, alle ultime elezioni amministrative si sia impegnato ufficialmente ad affrontare il tema con la sottoscrizione di un impegno formale, ad oggi nessun provvedimento in tal senso è stato preso.

Eppure il documento sottoscritto era chiaro e prevedeva che i candidati, se eletti, si impegnassero a “promuovere e sostenere, con i mezzi istituzionali a disposizione, una politica di gestione dell’acqua finalizzata a: ripubblicizzare il servizio idrico nella nostra città; preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l’accesso all’acqua per tutti, come diritto a partire dal proprio territorio; ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l’uso nei luoghi pubblici; assicurare la più ampia partecipazione della cittadinanza nel controllo e nella gestione; ribadire l’acqua come un bene non commerciale, garantito come diritto, e per questo non disponibile a speculazioni di natura commerciale o finanziaria”.

L’Associazione Bene comune ed il Circolo “Ibis” di Legambiente hanno convocato nello scorso mese di dicembre un incontro con tutti i sindaci della provincia affinché, in maniera congiunta, si potesse affrontare il tema del rispetto dell’esito referendario.

In quella sede il sindaco Vallone si faceva promotore della convocazione, a firma congiunta del vicepresidente della Provincia Ubaldo Prati, di un’assemblea dei sindaci che avesse all’ordine del giorno la tematica, prevedendo la partecipazione di esperti e legali per l’approfondimento giuridico e tecnico delle soluzioni di gestione più vantaggiose per la collettività.

Nonostante i nostri ripetuti solleciti, ad oggi non ci risulta che l’Assemblea dei sindaci sia stata convocata.

A ciò si aggiunga che nei giorni scorsi è stata resa pubblica la relazione della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Calabria, relativa alla gestione delle risorse idriche nella nostra regione ed approvata nell’adunanza pubblica del 5 dicembre 2011.

Come ricordato anche dal Coordinamento calabrese Acqua pubblica, a cui il Comitato per l’acqua bene comune di Crotone aderisce, la relazione analizza, puntualmente e con rigore legislativo, diversi aspetti della gestione evidenziando l’illegittimità delle tariffe idriche applicate dalla società So.Ri.Cal. S.p.A. ai Comuni calabresi (la relazione è scaricabile integralmente da qui).

E’ evidente che dalle risultanze della Corte dei conti dovrebbe scaturire la reazione immediata da parte delle amministrazioni locali, alle quali vengono applicate tariffe illegittime e maggiorate a svantaggio delle casse comunali e, quindi, dei cittadini.

Invece, tranne rare eccezioni, a tale inerzia si sta aggiungendo anche la stipula di nuove convenzioni tra i Comuni e la Sorical con condizioni assurde per i cittadini quali la possibilità per So.Ri.Cal. S.p.A. di “ridurre, sospendere o interrompere la Fornitura” anche per “morosità dell’Utente nel pagamento di una qualsiasi delle scadenze previste” e questo “senza che l’Utente possa opporvisi” oppure la rinuncia da parte del Comune “a tutte le contestazioni sollevate in tutti i giudizi”; o, ancora, la possibilità per So.Ri.Cal. di cedere “in tutto o in parte a terzi i crediti verso il Comune”, permettendo che i privati possano trarre profitto dalla riscossione del credito vantato da So.Ri.Cal. S.p.A. nei confronti dei Comuni.

Le associazioni Bene Comune e Legambiente Crotone chiedono pertanto che le istituzioni della provincia di Crotone prendano una volta per tutte una posizione univoca e determinata sulla questione dell’acqua bene comune, dando ai cittadini risposte certe e rispettose dell’esito referendario.

Perché si scrive Acqua ma si legge Democrazia!

Associazione Bene Comune – Circolo Ibis Legambiente Crotone

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