Acqua Bene Comune Sersale: Una prima piccola vittoria

Ieri il Consiglio Comunale di Sersale, su proposta del gruppo consiliare di centrosinistra, ha approvato all’unanimità la Proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare “Acqua Bene Comune Calabria”.
Nei giorni scorsi come comitato per l’Acqua Bene Comune abbiamo proceduto alla raccolta firme per sostenere la legge d’iniziativa popolare, quindi abbiamo incontrato i rappresentanti del Coordinamento Regionale “Bruno Arcuri” che, in una partecipatissima assemblea pubblica, ci hanno spiegato i punti salienti dell’iniziativa popolare e i vantaggi del ritorno ad una gestione pubblica delle risorse idriche.
Nella stessa occasione abbiamo chesto ai consiglieri comunali di minoranza di inserire all’ordine del giorno la proposta di legge affinchè si moltiplichino gli strumenti di pressione su Regione Calabria per l’adozione di questa legge sostenuta tra gli altri anche da eminenti giuristi come Stefano Rodotà e Alberto Lucarelli.
Con l’approvazione da parte del consiglio comunale noi, come comitato civico, otteniamo una piccola vittoria ma dirompente nei significati.
Innanzitutto, l’approvazione del Consiglio Comunale sancisce il rispetto della volontà popolare: nel 2011 al referendum, il 60% dei sersalesi si è espresso per l’acqua bene comune e per la fuoriuscita della logica del profitto dalla gestione dei servizi locali.
In secondo luogo, ha permesso di allargare il fronte della battaglia per l’acqua: l’approvazione consiliare unisce anche le istituzioni alle migliaia di cittadini (oltre 7000) che hanno già sottoscritto l’iniziativa di legge regionale popolare. La deliberazione del consiglio – a cui lo Statuto Regionale attribuisce titolarità di iniziativa legislativa – si aggiungerà a quelle di altri enti locali e ingrosserà la capacità di pressione sul Consiglio Regionale, il quale, proprio in questi giorni sta cercando di riproporre la gestione in commistione pubblico-privato mediante lo scorporo di So.Ri.Cal. in bad e good company (ovviamente la bad company la pagano i cittadini!).
Inoltre, la discussione consiliare conferisce dignità alle istituzioni e alle forze politiche: in periodi di astensionismo o di conflitto inutile tra forze politiche, la discussione di ieri non solo riporta nel suo luogo naturale – il Consiglio – l’esercizio della rappresentanza in nome e per conto dei cittadini, ma mostra come solo attraverso il rapporto intrecciato tra cittadini e politica, tra cittadini e istituzioni si possa promuovere proposte che travalicano i confini di partito, perché l’acqua è un bene comune, cioè di tutti. Il centrosinistra è tornato a dialogare con una grossa parte della sua base, il centrodestra da parte sua non ha potuto rifiutare una proposta popolare così chiara e forte.
Infine, il risultato chiarisce una volta per tutte che solo la partecipazione può migliorare l’azione politica. E’ da anni ormai che semplici cittadini, casalinghe, studenti, militanti di partito, associazioni costituiscono comitati di scopo per i referendum, contro la Tav, contro il Ponte, per gli autobus, al fine di unificare le forze e le lotte. La costruzione della politica dal basso, lungo temi di importanza cruciale – l’ambiente, la salute, i diritti – dei cittadini è quanto di più innovativo si sia mostrato nel panorama politico italiano. Anche sul piano locale, è motivo d’orgoglio essere riusciti, con la sola mobilitazione di militanti e cittadini, a spingere l’Amministrazione Comunale ad adottare una delibera scritta dai cittadini. Il risultato è eccezionale perché ciò mostra che se ce l’abbiamo fatta per l’acqua, possiamo riuscirci anche per altre questioni che riguardano la vita di Sersale. Il n’est pas que un debut!
Pertanto, come Comitato per l’Acqua Bene Comune Sersale ci sentiamo di dover ringraziare i consiglieri comunali per l’attenzione e la sensibilità mostrata nei confronti della leggere regionale d’iniziativa popolare.
E ci sentiamo particolarmente contenti perché questa piccola vittoria è molto più edificante di mille sconfitte perché annovera Sersale tra i paesi con altissima sensibilità civica. Siamo contenti perché con una piccola azione abbiamo contribuito ad una battaglia che attraversa tutta la Calabria, una battaglia che si scrive acqua, ma si legge democrazia.

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