Acqua pubblica. ATO unico, unico imbroglio

Nei giorni scorsi abbiamo espresso la nostra preoccupazione, grazie anche al supporto di emittenti televisive, circa la possibilità di costituire nella nostra Regione un unico Ambito per la gestione delle Acque. Purtroppo avevamo visto giusto: infatti, con una norma inserita nel collegato alla finanziaria regionale, si sono cancellati gli ambiti territoriali provinciali; e questo avviene proprio quando il governo Nazionale, con il decreto mille proroghe, ha posticipato al 1° gennaio 2012 la soppressione degli ATO, appunto gli ambiti territoriali ottimali, per la gestione di acqua, rifiuti ed altri servizi.

In questa maniera la Regione Calabria non tiene conto non solo di indirizzi politici nazionali ben precisi, ma anche della volontà di decine di migliaia di cittadini calabresi che hanno chiesto il referendum perché la gestione dell’acqua ritorni nelle mani pubbliche. E’ da rilevare che la raccolta di un milione e mezzo di firme di cittadini in tutta Italia per indire un referendum, che si dovrebbe tenere nella prossima primavera, e che vedrà l’Acqua ritornare in mani pubbliche, sta inducendo numerosi Enti locali, tra i quali anche alcune Regioni, a chiedere una moratoria sull’applicazione della Legge Ronchi.

Gli ATO provinciali non erano certo esempi di funzionalità, ma con un modello gestionale dove a farla da padrone è il privato, immaginare che sia questo a gestire l’intero Servizio Idrico Integrato non può che farci preoccupare. Se una famiglia non sarà in grado di corrispondere la bolletta dell’acqua, verrà staccata la fornitura come ha fatto recentemente la Sorical con alcuni Comuni morosi?

I cittadini calabresi, lo vediamo nei numerosi incontri, hanno capito che l’Acqua è un Bene Comune che gli appartiene e che nessuno può arrogarsi il diritto di gestirla e di realizzare profitti con la sua “vendita”; hanno pure compreso che la politica non li sta rappresentando ed aiutando, come invece dovrebbe essere, nella difesa del Bene Comune più importante perché indispensabile per la vita di tutti.

Più volte il nostro Coordinamento ha chiesto che vengano forniti ai calabresi chiarimenti su diverse problematiche relative all’attuale gestione dei nostri acquedotti, affidata alla Sorical; chiarimenti che i Calabresi devono avere, dalla tariffa applicata ai Comuni agli investimenti realizzati, dal mutuo di 240 milioni di euro alle riduzioni o sospensioni di acqua potabile.

Le prossime festività, nel nome di una cristianità fondata soprattutto nel rispetto degli esseri viventi e dei Beni Comuni, cioè beni che accomunano le persone, dovrebbero indurre una seria riflessione sulla gestione delle nostre acque; come coordinamento saremo sempre presenti e vigili nell’interesse di tutti, augurandoci che il nuovo anno veda la netta affermazione del referendum nazionale per l’acqua pubblica invocato oramai da milioni di persone che stanno provando sulla propria pelle cosa vuole dire gestione “privata” delle acque.

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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