A Napoli si da attuazione al risultato referendario

Prima la giunta , poi il consiglio comunale di Napoli hanno dato seguito al responso del risultato dei due quesiti referendari riguardanti i servizi pubblici locali. Ha deliberato per la trasformazione dell’Arin da SpA in Azienda di diritto pubblico, denominata :” ABC Napoli ( ABC sta per Acqua bene Comune)”..

Un passo in avanti,  più in avanti certamente di altri Comuni d’Italia, che ancora non danno seguito a quanto 27 milioni di elettori hanno espresso, attraverso i referendum, nel giugno scorso, con  il loro ” No alle Società di capitali, perchè non fanno dell’ acqua un bene comune bensì  una merce”.

“ABC Napoli, per come congeniata statutariamente – attraverso un consiglio di amministrazione rappresentativo con voto deliberativo delle associazioni ambientaliste e un comitato di sorveglianza rappresentativo oltre che della cittadinanza attiva anche dei dipendenti dell’azienda – consente di affrontare, o meglio valutare la conflittualità delle politiche idriche e dell’utenza, anche in termini di trasparenza e accessibilità agli atti”. Cosi si è espresso Alberto Lucarelli, Assessore ai beni comuni del comune di Napoli.

Anche in Calabria, la maggioranza degli elettori si è espresso per la ripubblicizzazione dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali, ma le forze politiche al governo della regione sono indifferenti al risultato referendario. La Sorical anzi dice chiaramente che con i referendum non cambia niente.

Eppure, ci sarebbe da dare immediatamente attuazione al quesito referendario che chiede esplicitamente di eliminare dalle bollette il 7% della remunerazione del capitale investito.

Ma anche il governo fa la sua parte nel negare quanto i cittadini italiani e calabresi hanno espresso con il referendum. Nella ultima manovra finanziaria si incentiva la privatizzazione dei servizi locali, scorporando il servizio idrico, ma non si da nessuna indicazione su come rendere pubblico tale servizio che per buona parte è già privatizzato.

Noi saremo con quei 27 milioni di cittadini hanno chiesto di pubblicizzare i servizi locali e di voler partecipare alla loro gestione. La giunta di Napoli ha fatto capire come si può fare, gli enti locali calabresi, citta e piccoli comuni devono seguire l’esempio.

Coordinamento calabrese acqua pubblica “Bruno Arcuri”

Share

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.