13 Giugno 2003 – 13 Giugno 2011

Un manifesto della campagna pubblicitaria della Sorical parallelamente al referendum

Un giorno che resterà nella storia della Nostra Repubblica, un giorno che segna lo spartiacque tra la politica di parte e quella dei Beni Comuni, della loro difesa.

E’ stata una vittoria netta, al di là delle più rosee previsioni, che ha visto la maggioranza assoluta degli Italiani ribadire che l’Acqua deve restare un Bene Comune, che deve uscire dal mercato e che nessun profitto si può realizzare con la sua gestione: l’Acqua non si vende.

Anche nella nostra regione la maggioranza assoluta dei Cittadini hanno ribadito, con il loro voto e con il loro entusiasmo partecipativo, la voglia di essere parte attiva nella gestione del loro Bene Comune più prezioso ed insostituibile: l’Acqua.

Risultato storico se si pensa all’ostracismo ed alle comunicazioni fornite da gran parte dell’informazione; ancora adesso, a Referendum già vinto, i politici continuano a dare informazioni inesatte sui quesiti referendari, che riguarderebbero addirittura le competenze degli ambiti territoriali ottimali (A.T.O.).

I calabresi sanno benissimo cosa hanno voluto dire con quei 2 sì, sanno molto bene di aver detto che l’Acqua deve uscire dal mercato ed i profitti devono uscire dall’Acqua e che, nel caso specifico della Calabria, questo vuol dire che bisogna ripublicizzare la società che gestisce i nostri acquedotti; la gestione deve essere effettuata da un società di diritto pubblico ed in maniera partecipata dai Cittadini.

Abbiamo letto anche dell’aiuto che l’attuale giunta tenderebbe ai Comuni calabresi che “stentano a sostenere i costi per il servizio idrico integrato”, una lettura della delibera n.71 del 28 febbraio 2011, della quale il Coordinamento ha chiesto l’immediata revoca nella recente conferenza stampa, fa comprendere in modo inequivocabile che tipo di soluzione si prospetta consegnando, di fatto, i Comuni nelle mani degli istituti di credito.

I Cittadini calabresi sanno benissimo che il Comune è la loro stessa casa e che la “morosità” garantita dal mutuo bancario sarà pagata da tutte le famiglie; in altre parole un mutuo per garantire il pagamento della Nostra stessa Acqua!

Nella mozione che il Coordinamento ha presentato il 28 giugno scorso ci sono precisi riferimenti alle tante problematiche emerse nella gestione della società mista, ma è bene ricordarlo di diritto privato, So.Ri.Cal. S.p.A., dalle tariffe illegittime applicate ai Comuni calabresi al mutuo acceso con la Depfa bank all’invito di rendere pubblici gli investimenti effettuati.

Come sempre non abbiamo ricevuto altro che risposte generiche, quasi seccate, quando i Comuni della Calabria, e quindi i Cittadini calabresi, hanno diritto a sapere esattamente cosa succede con la gestione delle proprie acque, a maggior ragione oggi dopo la vittoria referendaria del 13 giugno scorso.

E non si può fare a meno di notare come, esattamente otto anni fa (era il 13 giugno 2003), una decisione politica scellerata ed assolutamente bipartisan “ideava” una società mista ma di diritto privato, la So.Ri.Cal. S.p.A., alla quale consegnava i nostri Acquedotti; in pratica quell’ingente patrimonio realizzato con i soldi di tutti i Cittadini viene adesso “utilizzato” per realizzare profitti per pochi, anzi per una multinazionale che risponde al nome di Veolia.

La Veolia ha gestito parte degli acquedotti della città di Parigi per 25 anni, causando l’aumento spropositato delle bollette, poca trasparenza e molte inefficienze fino a quando i parigini hanno deciso di costituire una società di diritto pubblico (Eau de Paris) per la gestione democratica e partecipata dei propri acquedotti (1° gennaio 2010).

E così mentre dal 1° luglio 2011 le famiglie dei parigini vedranno recapitarsi una bolletta con una diminuzione dell’8%,, i Comuni calabresi assistono impotenti ad aumenti illegittimi delle tariffe idriche.

Ma da oggi non sarà più così; i politici devono rispettare la maggioranza assoluta dei Calabresi che hanno detto che l’Acqua è un Bene Comune e che la sua gestione deve essere sottratta al mercato.

Da oggi non può essere più così, in Calabria c’è stata una maggioranza assoluta che lo dice; ripartiamo dallo stesso giorno, 13 giugno, ma con una diversa coscienza civica di difesa e salvaguardia di un Bene Comune, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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