11mila firme per l’acqua pubblica: “Chiudere stagione privatizzazione”

di Lavinia Romeo – “Una legge contro la mercificazione di un bene vitale come quello dell’acqua è una legge di civiltà”. Il Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” non ha dubbi, il prezzo dell’acqua, cioè delle imposte che gravano sul servizio idrico calabrese, non può essere subordinato agli interesse del mercato, al gioco della domanda e dell’offerta. Ed è con questa consapevolezza, che il Coordinamento “Bruno Arcuri” ha deciso di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare avente come oggetto la “Tutela, il governo e la gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”.
Con le 11 mila firme raccolte, e all’adesione da parte di 12 consigli comunali (Acquaformosa, Carlopoli, Casole Bruzio, Castrovillari, Celico, Maida, Mendicino, Saracena, Serra Pedace, Sersale e Spezzano Piccolo,) e due giunte comunali (Amantea e San Pietro in Guarano), il testo di legge palesa la volontà da parte di cittadini e amministratori di sottrarre la gestione del servizio idrico integrato al principio della libera concorrenza e di riportarlo alla sua natura primaria, quella di bene comune, pubblico, il cui accesso e disponibilità per tutti sono diritti inviolabili e inalienabili.
Tra i primi ad intervenire durante la conferenza stampa indetta a “Palazzo Campanella” per la consegna formale delle 11mila firme alla Segreteria generale del Consiglio Regionale, c’è il sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio. Il primo cittadino, che ha fatto del piccolo comune cosentino baluardo di difesa degli interessi e delle finanze dei cittadini contribuenti, contro gli interessi politici ed economici del Governi centrali e regionali, ha definito la proposta di legge sull’acqua pubblica: “Una manifestazione della volontà popolare, i cittadini – continua Manoccio – vogliono che ci sia uguaglianza nell’accesso all’acqua e che sia fermata la tendenza alla privatizzazione dei servizi fondamentali”. Il sindaco crede nella possibilità di fornire alla cittadinanza servizi di qualità senza dover ricorrere ad aziende private “noi lo facciamo da 10 anni con il servizio idrico e quest’anno lo faremo con la Tares, il tributo sulla gestione dei rifiuti”.
Quello dell’acqua, è dunque un bene verso cui non ci può essere contrattazione, ne è convinto anche il Consigliere Provinciale di Reggio Calabria, Giuseppe Longo, che definisce la consegna delle 11 mila firme “un momento importante per la partecipazione alla vita politica e amministrativa per i cittadini, ed è per questo – continua Longo – che il percorso di questa nostra proposta di legge sarà continuamente condiviso con la popolazione”. L’esponente di Rifondazione Comunista chiosa dicendo: “Diritti come quello dell’acqua non si possono mercificare” e lascia la parola al Consigliere Regionale Mimmo Talarico che, continuando sulla stessa linea afferma: “L’acqua è uno dei tanti beni comuni della nostra regione che rischiano di essere mercificati, diventando oggetto prelibato di mercato”.
“Vogliamo chiudere definitivamente la stagione della privatizzazione dell’acqua nella nostra regione, rispettando, al contempo, la volontà popolare espressa con i referendum del 2011, a partire dall’affidamento delle attuali competenze della Sorical a un’azienda speciale pubblica: l’ABC (Acqua Bene Comune) Calabria”, rilancia Talarico, aggiungendo: “Ho sostenuto questa iniziativa nella consapevolezza che su beni come l’acqua, patrimonio collettivo, serva un percorso culturale e di condivisione di valori, prima ancora che partitico. Servono regole a garanzia dei cittadini e a tutela di una risorsa essenziale in una terra ricca di risorse idriche, ma storicamente attanagliata da gravi problematiche legate alla distribuzione e all’ approvvigionamento”.
Conclude gli interventi Giovanni di Leo, del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica, “l’acqua deve uscire dal mercato e il mercato deve uscire dall’acqua – dice di Leo- la nostra proposta di legge vuole garantire la fornitura di un quantitativo minimo vitale, individuato in 50 litri pro capite, e prevede l’istituzione di fondi per l’incentivazione della ripubblicizzazione a livello comunale e per il sostegno dell’accesso all’acqua potabile nel mondo”.
La battaglia per l’acqua pubblica non termina certo con la consegna delle firme, e già il “Bruno Arcuri” sta lavorando a due importanti appuntamenti. Il primo è previsto per domenica 28 luglio a Carlopoli, dove i comitati calabresi per l’acqua pubblica si incontreranno presso l’Abbazia di Corazzo, insieme alle altre soggettività regionali impegnate nella difesa dei beni comuni, per rilanciare un’azione sinergica contro la svendita di beni e servizi. Mentre per fine settembre sarà previsto un incontro alla presenza del costituzionalista Alberto Lucarelli.

ildispaccio.it

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