Il LIBRO BIANCO ACQUEDOTTI CALBRESI

14 aprile 2014 Posted by admin 2

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MERCOLEDÌ’ 16 APRILE A LAMEZIA TERME UN BREVE EXCURSUS SCHEMATICO E IMPIETOSO SUI DIECI ANNI DI GESTIONE SO.RI.CAL, OSSIA DIECI ANNI DI FURTO LEGALIZZATO CHIAMATO “PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO”.

L’agognata discussione della nostra Proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare, a causa della crisi politica regionale, si allontana sempre più, ed a farne le spese sono i cittadini calabresi e i Comuni che continuano ad essere assoggettati alla Sorical.

La Proposta di Legge è stata sostenuta da circa 11mila firme e da 18 Comuni (tra i quali Cosenza, Castrovillari, Lamezia ed Amantea) e punta ad un nuovo modello gestionale del Servizio Idrico Integrato in Calabria, che rispetti l’esito dei referendum del 2011, sottraendo il bene acqua al mercato e alle logiche del profitto e affidandone la gestione a un’azienda speciale.

Nonostante questa impasse, non si fermano le iniziative del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” per una gestione pubblica e partecipata del prezioso liquido.

Il prossimo appuntamento è per mercoledì 16 aprile, alle ore 18.00 a Lamezia Terme c/o l’Aula Magna del Parco “Peppino Impastato” in via Roberto Il Guiscardo, dove sarà presentato “Il libro bianco sulla gestione degli acquedotti calabresi“, un lavoro di inchiesta e denuncia su che cosa abbiano significato dieci anni di gestione privatistica del Servizio Idrico calabrese.

Accordi inattesi, mutui contratti con banche ballerine, investimenti mancati, lo scandalo delle tariffe e la questione dei crediti pregressi, per arrivare alla vergogna delle vergogne, e cioè il dramma dell’invaso dell’Alaco: in poche pagine il “Libro Bianco” rappresenta una serie di passaggi puntuali, e soprattutto documentati, a dimostrare quanto il ricorso al mercato e alla finanza non sia la cura ma la malattia.

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ALACO. COMITATO CIVICO PRO SERRE

8 aprile 2014 Posted by admin 2

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STOP A BOLLETTE E RIMBORSI AI CITTADINI. CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE

Con non poca preoccupazione abbiamo atteso per quasi due anni, dal 17 maggio del 2012, la conclusione della fase inquisitoria dell’inchiesta “Acqua Sporca”. Oggi, nonostante le accuse reiterate, gli attacchi gratuiti, i continui e vani tentativi di delegittimazione, finalmente si sta lentamente completando quel puzzle giudiziario utile a dare la giusta rilevanza ai nostri timori sull’annosa condizione dell’invaso Alaco. Non era allarmismo, non erano strumentalizzazioni pseudo-politiche. L’emergenza fatta scattare ormai diversi anni fa dal Comitato Civico Pro Serre – riguardo al veleno che quotidianamente la Sorical e le istituzioni compiacenti fanno scorrere direttamente dai rubinetti delle nostre case – è cosa concreta e fondata. Proprio ieri la conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo ha – tra le altre cose – evidenziato come le acque del bacino Alaco non rientrino affatto tra le categorie di acque potabilizzabili, neanche se trattate con un processo “spinto”. Siamo certi che continueranno a emergere elementi ulteriori sugli “spettri” che fanno di quest’acqua – erogata a migliaia di cittadini calabresi – un liquido altamente nocivo per la salute umana.

Il Comitato Civico pro Serre, soddisfatto ma allo stesso tempo ancora più preoccupato per quanto emerso dal provvedimento di conclusione indagini, a carico di 36 persone, che conferma il sequestro dell’invaso, continuerà la sua battaglia “No Alaco”, per giungere concretamente e il prima possibile alla chiusura definitiva di questo bacino avvelenato. Con la consapevolezza che la strada sarà lunga e compatibilmente ai tempi stessi dell’iter processuale, il Comitato Civico pro Serre si costituirà parte civile – assieme a tutti i cittadini che lo vorranno – per tutelare il diritto alla salute e all’acqua del nostro comprensorio, chiedendo un giusto risarcimento per quanto subìto. Fin da subito ci attiveremo sui territori dei comuni serviti dall’Alaco per chiedere l’interruzione del pagamento delle bollette inviate ai cittadini, che da anni pagano per avere acqua potabile, e per progettare nel più breve tempo possibile l’alternativa al “sistema Alaco”, recuperando le sorgenti e i pozzi comunali presenti sul territorio e predisponendo un piano alternativo di ripubblicizzazione totale delle risorse idriche in modo da concretizzare, finalmente, la linea politica contenuta nella proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Acqua Bene Comune Calabria – Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua” già sottoscritta da decine di migliaia di cittadini calabresi. La lotta continua.

Comitato Civico pro Serre

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CHIUSE LE INDAGINI SULL’ALACO

7 aprile 2014 Posted by admin 2

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CONFERMATO IL SEQUESTRO DELL’INVASO

La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha disposto la chiusura delle indagini nei confronti di trentasei persone, coinvolte a vario titolo nell’operazione che ha portato, nel maggio del 2012, al sequestro dell’invaso dell’Alaco, situato a cavallo tra le province di Vibo Valentia e Catanzaro. Nei loro confronti gravano le accuse di avvelenamento colposo di acque, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, omissione in atti d’ufficio e interruzione di un servizio di pubblica utilità.A circa due anni di distanza, rimangono comunque sotto sequestro sia l’invaso che l’impianto di potabilizzazione, mentre sono stati dissequestrati solo alcuni impianti dislocati sul territorio, che erano fuori uso. La Procura è arrivata a concludere che le acque dell’Alaco non possono formalmente essere dichiarate in categoria A 3, per le quali è previsto il trattamento fisico e chimico spinto e, di conseguenza, i trattamenti di potabilizzazione potrebbero risultare non idonei. I carabinieri del Nas e gli uomini del Cfs hanno già provveduto a notificare gli avvisi di conclusione delle indagini.

FONTE: http://www.ilvizzarro.it

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