I comuni dell’area urbana di Cosenza siano promotori di una nuova gestione pubblica e partecipata

Senza titolohhhhhLegge regionale popolare sull’acqua pubblica: i comuni dell’area urbana di Cosenza siano promotori di una nuova gestione pubblica e partecipata

Per un movimento come quello per l’Acqua Bene Comune, che ha già sperimentato ampi e significativi percorsi di partecipazione come quello referendario, presentare in Calabria una legge regionale d’iniziativa popolare è tutto sommato abbastanza semplice: sono infatti sufficienti 5000 adesioni in sei mesi, oppure l’adesione di almeno tre comuni la cui popolazione totale sia superiore ai 10mila abitanti. Il problema vero è far sì che in seguito la proposta sia effettivamente discussa ed approvata in Consiglio Regionale. È necessaria da questo punto di vista una costante e sempre più intensa mobilitazione civile che ne imponga la discussione nell’agenda politica. È per questo che, nonostante gli obiettivi sia in termini di firme che di comuni aderenti alla proposta di legge siano già stati raggiunti, il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica intende intensificare nel tempo ancora a disposizione (la consegna finale dei moduli sarà a metà luglio) le iniziative a favore della proposta, incrementando ancora il numero di adesioni e, soprattutto, coinvolgendo il più possibile le amministrazioni locali. Nella sola provincia di Cosenza, che già durante la campagna referendaria ha dato prova di essere un traino per l’intera regione, hanno già aderito i comuni di Saracena, Castrovillari, Spezzano Piccolo, Casole Bruzio, Mendicino, Celico, Serra Pedace, Acquaformosa, Verbicaro. Altri se ne aggiungeranno, essendo prevista a breve la discussione in diversi consigli comunali (ad esempio in Presila, nelle Serre Cosentine, sul Tirreno…).
Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” sta lavorando per l’adesione di interi gruppi di comuni in alcune zone della Regione. Tra questi assume per noi un rilievo particolare il coinvolgimento di quelli ricadenti nell’area urbana di Cosenza. È per questo che invitiamo tutti questi comuni, mobilitandoci in tal senso, ad aderire alla proposta di legge. In tal modo si segnerà un primo importante passo per avviarsi, dopo anni di esperienze fallimentari che hanno condotto a forti disagi in particolare a Cosenza nell’hinterland cosentino, verso modalità nuove di gestione pubblica e partecipata.
Si scrive acqua, si legge democrazia!

Comitato Cosentino – Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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Ancora un passo avanti… Gestione pubblica e partecipata dell’acqua

abccalabria.orgDopo il TAR, anche il Consiglio di Stato dà torto alla Sorical e giudica favorevolmente le istanze del Comune di Cosenza sulla riduzione della fornitura dell’acqua in città. Diventa palese la scellerata gestione della Sorical, oggi in liquidazione, con un debito dichiarato in consiglio regionale di 385 milioni, di cui la Veolia ha sicuramente le sue responsabilità (basti pensare alla figura di Maurizio Del Re, che è stato amministratore delegato della Sorical e uomo della Veolia).
Come Coordinamento Calabrese per l’Acqua Pubblica “B. Arcuri” chiediamo nuovamente che il sindaco faccia un ulteriore passo avanti per cancellare questa brutta storia sulla gestione dell’acqua e avviare un percorso completamente nuovo.
Proponiamo al sindaco (e con lui all’intero Consiglio comunale) di aderire alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, promossa dalle associazioni e da forze sindacali e politiche, le stesse che hanno proposto il referendum che ha vinto il 12 e il 13 giugno 2011 anche in Calabria.
La nostra campagna di raccolta firme sta trovando migliaia di adesioni dei cittadini calabresi e soprattutto cosentini. Inoltre, diversi comuni piccoli e grandi stanno deliberando a favore della proposta di legge. Il sito www.abccalabria.org riporta al momento l’adesione ufficiale dei comuni di Saracena, Castrovillari, Spezzano Piccolo, Casole Bruzio, Mendicino, Celico, Serra Pedace, Maida. Ma altri se ne stanno aggiungendo.
Per questo motivo, abbiamo già richiesto un confronto con il sindaco di Cosenza con un’istanza specifica, cui sarebbe utile dare seguito al più presto, per la quale tuttavia ancora attendiamo risposta.
Si scrive acqua, si legge democrazia!

Cosenza, 10.05.2013

Comitato Cosentino – Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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Conferenza stampa a Mendicino

Sabato 11 Maggio alle ore 12 si terrà nella Sala Consiliare del Comune di Mendicino una conferenza stampa promossa dal gruppo politico CambiaMen…dicino e dal suo capogruppo Antonio Palermo sulle determinazione dello scorso Consiglio in tema di acqua pubblica. All’incontro con la stampa parteciperà anche il Sindaco di Mendicino, Ugo Piscitelli, ed Alfonso Senatore del Comitato Regionale per l’Acqua Pubblica in Calabria. Invitiamo gli organi d’informazione a partecipare alla conferenza ad essi riservata.

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Il comitato cosentino Acqua Pubblica invita il Consiglio Comunale di Cosenza ad aderire alla legge regionale d’iniziativa popolare

Senza titolohhhhhIl comitato cosentino Acqua Pubblica invita il Consiglio Comunale di Cosenza ad aderire alla legge regionale d’iniziativa popolare “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”
È da un po’ di tempo ormai che la volontà di tutelare l’Acqua Bene Comune a Cosenza può essere valutata persino in termini numerici:
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Solidarietà all’Associazione “Il Brigante”

SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALL’ASSOCIAZIONE IL BRIGANTE
IL POPOLO DELL’ACQUA CONTRO IL VILE ATTO INTIMIDATORIO

Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ed il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua esprimono piena solidarietà e vicinanza ai militanti e alle militanti dell’associazione Il Brigante di Serra San Bruno (VV) per il vile messaggio intimidatorio fattogli recapitare ieri notte proprio all’ingresso della sede della storica associazione che da anni, nelle Serre Calabresi, si batte in difesa del territorio e per l’acqua pubblica.
Dopo i bossoli di lupare nel novembre del 2011, arriva la testa mozzata di una pecora, chiarissimo messaggio intimidatorio di matrice ‘ndranghetista rivolto ai militanti dell’associazione, aderente al Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, che da tempo si batte per far emergere la verità sulla gestione dell’invaso dell’Alaco e sull’inquinamento delle sue acque.
Una battaglia, quest’ultima, sostenuta dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua perché simbolo del fallimento della gestione privatistica ed affaristica dell’acqua.
Con forza, rispediamo al mittente questo ennesimo e vile atto intimidatorio di chi crede che possa fermare e scoraggiare con la violenza mafiosa, chi da decenni lotta in difesa dei beni comuni e del territorio.
Per questo tutto il popolo dell’acqua si schiera affianco all’associazione Il Brigante in una lotta – quella per l’acqua pubblica – che non verrà fermata da chi ha svenduto la Calabria ed il suo immenso patrimonio di beni comuni agli interessi del mercato e dei loro meschini faccendieri.
Faremo quindi fronte comune affinchè le incursioni mafiose possano trovare una adeguata risposta.
Si scrive acqua, si legge democrazia!

Roma, 10 aprile 2013

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Acqua e rifiuti: uniamo le lotte!

Acqua e Rifiuti, due annose problematiche per la nostra regione, con una sola possibile soluzione: gestione pubblica e partecipata.
Uniamo queste due lotte, per il futuro della Calabria!

Nell’immaginario collettivo acqua e rifiuti stanno proprio agli antipodi: mentre la prima richiama alla vita, alla pulizia, a un bene di cui non si può assolutamente fare a meno, quando invece dobbiamo pensare ai rifiuti immediatamente ci viene in mente la sporcizia, il marciume e il fetore.
Eppure acqua e rifiuti, o meglio le loro gestioni, sono due settori che nella nostra regione hanno spesso seguito un percorso comune, fatto di inchieste, di truffe, di sperperi, di incapacità di affrontare e risolvere le tante problematiche che negli anni si sono prodotte.
A confermare questo stretto legame basterebbe solamente citare la Veolia, la multinazionale francese che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo nella gestione dell’acqua, in qualità di partner privato nella Sorical SpA, e dei rifiuti, con la gestione dell’inceneritore di Gioia Tauro e degli impianti del distretto Calabria Sud.
La Veolia, travolta dagli scandali, ha praticamente abbandonato la Calabria, naturalmente con le tasche belle piene e senza aver pagato nulla per le tante nefandezze combinate, a partire dalla vergogna dell’invaso dell’Alaco per arrivare agli impianti di trattamento RSU che funzionano a singhiozzo.
La giunta regionale, piuttosto che apprendere dagli errori commessi, non riesce a proporre altro che le stesse pseudo-soluzioni che fino ad oggi non hanno prodotto un solo risultato positivo, ma hanno accumulato criticità su criticità. A nulla pare sia servito neanche lo schiacciante pronunciamento della maggioranza della popolazione italiana che, nei referendum del 2011, si è schierata per la gestione pubblica dei servizi locali.
L’abbandono della Veolia, insieme alla chiusura della lunga stagione del Commissariamento per l’emergenza ambientale, possono rappresentare un momento di svolta per questa regione, mettendo finalmente e definitivamente da parte logiche “prenditirici” nella gestione dei servizi locali, per puntare a gestione pubbliche, trasparenti, partecipate. Ma così non è, e lo dimostrano i vari interventi degli assessori regionali che insistono ancora sullo stesso modello gestionale.
Per questo abbiamo deciso di proporre una legge di iniziativa popolare che punti a una gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato, a partire dall’affidamento delle attuali competenze della Sorical a un’azienda speciale pubblica: l’ABC Calabria.
Con lo stesso spirito abbiamo deciso di aderire alla campagna nazionale per la legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero”, che riteniamo un primo passo necessario per mettere fine alla logica fallimentare della gestione dei rifiuti attraverso il binomio discariche-inceneritori. Un primo passo che, soprattutto in una regione come la nostra dove gestione dei rifiuti è stato spesso sinonimo di ‘ndrangheta o multinazionali, deve proseguire obbligatoriamente nel rivendicare una gestione pubblica del sistema di raccolta e delle discariche di servizio.
Domenica 14 aprile, in concomitanza con il resto del Paese, saremo in piazza per il Firma Day, ossia l’apertura ufficiale della campagna per la legge “Rifiuti Zero”. Nei nostri banchetti proporremo entrambe le campagne di raccolta firme, convinti che la realizzazione di una società migliore passi attraverso la ripubblicizzazione di tutti quei servizi locali affidati ai privati in anni di ubriacatura neoliberista. A tutti i comitati e le realtà locali impegnate nell’una o nell’altra campagna, chiediamo di fare altrettanto.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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