GIU’ LE MANI DALLA MULTISERVIZI!

19 settembre 2014 Posted by admin 2

Share

foto 2_c.so NumistranoUn’unica soluzione: ripubblicizzazione partecipata!

 Abbiamo assistito, durante tutti il periodo estivo, ad una serie di attacchi rivolti alla SpA lametina con il chiaro intento di aprire la strada a qualche “nostrano” soggetto privato, come soluzione alla presunta crisi aziendale.

La classe politica cittadina  – ed un fantomatico Centro Studi probabilmente ad essa riconducibile – si è dilettata a sviscerare i dati relativi alla Multiservizi contenuti nel “Rapporto sulle società partecipate degli Enti Locali”. Quest’ultimo documento, è inutile ricordarlo, ha come obbiettivo dichiarato quello di distruggere ciò che resta dei servizi pubblici locali, proponendo la riduzione delle partecipate da 8000 a 1000, tutto quanto in linea con quanto contenuto nel testo del decreto “Sblocca Italia“, pubblicato venerdì scorso dal Governo Renzi.

Si tratta, quest’ultimo, di un provvedimento che segna un deciso cambio di fase nelle politiche governative rilanciando un piano generale di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, trivellazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche.

Dietro la “foglia di fico” della mitigazione del dissesto idrogeologico (Capo III, art. 7), mirano di fatto alla privatizzazione del servizio idrico. Il decreto modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.

Ciò si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo – e i suoi accoliti locali – sembra voler definire compiutamente con la Legge di Stabilità.

Il Comitato Lametino Acqua Pubblica e tutto il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua Pubblica, denunciano con forza la gravità di questo provvedimento che si pone esplicitamente in contrasto con la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e dichiara, sin da subito, una forte mobilitazione per contrastare il tentativo di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, a Lamezia come nel  resto del Paese, anche rilanciando un nuovo modello di pubblico che guardi alla partecipazione diretta della cittadinanza e dei lavoratori alla gestione come elemento qualificante e realmente innovativo.

Per tutto questo abbiamo accolto positivamente la Delibera di Giunta del 1 settembre scorso (n°279) che formalizza l’istituzione del Tavolo Tecnico per  la creazione di una Azienda speciale di diritto pubblico per la gestione del Servi zio Idrico Integrato nonché per l’approfondimento della pubblicizzazione dei servizi pubblici essenziali.

Il Tavolo tecnico, lo vogliamo ricordare, ha già avviato i lavori nel novembre del 2013 (ed ha al suo attivo 4 sedute) con lo scopo di iniziare la stesura del nuovo statuto che regolamenterà il funzionamento dell’azienda speciale pubblica e partecipata per la gestione del Servizio Idrico Integrato.

Un risultato ottenuto grazie ad 8 anni di lotta – spesso dura e spesso proprio contro l’attuale Amministrazione- contro il tentativo di svendere il 40% della Multiservizi ai privati. Lotta che il locale comitato ha saputo riportare anche sul piano nazionale con il coinvolgimento del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Adesso diventa fondamentale convocare immediatamente un consiglio comunale aperto che approvi la suddetta delibera, visti i tempi contratti e, lo vogliamo ricordare, l’estremo ritardo con il quale la Giunta Speranza, è arrivata a questa scelta strategica per il futuro della Multiservizi, coscienti che questo è solo il primo passo versa la ripubblicizzazione partecipata e che, indipendentemente dal colore politico della prossima amministrazione cittadina, la lotta continuerà.

Comitato Lametino Acqua Pubblica

p5rn7vb
Share

Sblocca Italia, si riparte con l’acqua ai privati

16 settembre 2014 Posted by admin 2

Share

VendesiDecreto “Sblocca Italia”, un ritorno al passato verso la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni

Solo venerdì è stato pubblicato il testo del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”. Ci sono voluti quasi 15 giorni prima che venisse alla luce essendo stato licenziato nel Consiglio dei Ministri del 29 Agosto scorso. Un lungo travaglio che, però, non è servito per migliorarne il contenuto.
Anzi si tratta di un provvedimento che segnala un deciso cambio di fase nelle politiche governative costruendo un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche.Ma ciò che, come Forum dei Movimenti per l’Acqua, c’interessa maggiormente evidenziare è la gravità di quelle norme che, celandosi dietro la foglia di fico della mitigazione del dissesto idrogeologico (Capo III, art. 7), mirano di fatto alla privatizzazione del servizio idrico. Infatti, con questo decreto si modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.Ciò si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la Legge di Stabilità.
In questo provvedimento, probabilmente, verranno inserite quelle norme, in parte già presenti nelle prime versioni del decreto circolate all’indomani del Consiglio dei Minsitri di fine agosto, volte a imporre agli Enti Locali la collocazione in borsa delle azioni delle aziende che gestiscono servizi pubblici, oltre a quelle che costringono alla loro fusione e accorpamento secondo le prescrizioni previste dal piano sulla “spending review”. Si arriverebbe, addirittura, a costruire un vero e proprio ricatto nei confronti degli Enti Locali i quali, oramai strangolati dai tagli, sarebbero spinti alla cessione delle loro quote al mercato azionario per poter usufruire delle somme derivanti dalla vendita, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità.

Con il decreto “Sblocca Italia” si svelano, dunque, le reali intenzioni del Governo, ovvero la diretta consegna dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali agli interessi dei grandi capitali finanziari. Infatti, la strategia governativa, pur ammantandosi della propaganda di riduzione degli sprechi e dei costi della politica mediante lo slogan “riduzione delle aziende da 8.000 a 1.000”, non garantirà certamente l’interesse collettivo ma solo quello economico e di massimizzazione dei profitti delle grandi aziende multiutilities che già gestiscono acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale.

Come Forum dei Movimenti per l’Acqua intendiamo denunciare con forza la gravità di questo provvedimento che si pone esplicitamente in contrasto con la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e dichiariamo sin da subito che ci mobiliteremo per contrastare il tentativo di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, anche rilanciando un nuovo modello di pubblico che guardi alla partecipazione diretta della cittadinanza alla gestione come elemento qualificante e realmente innovativo.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Roma, 16 Settembre 2014
Share

Comitati e precari in presidio alla Regione

14 luglio 2014 Posted by admin 2

Share

decidiamonoi-10-maggio-2014-62Lunedì 21 luglio i comitati ambientalisti e i precari Lsu-Lpu presidieranno insieme Palazzo Campanella

Un Consiglio regionale decaduto, a seguito delle famose dimissioni del Presidente Scopelliti successive alla condanna in primo grado per il caso Fallara, continua in maniera spudorata ed arrogante le sue attività, riunendosi e legiferando come se nulla fosse. Certo la giustificazione è data dalla necessità di dover assolvere agli atti indifferibili e urgenti, pena ulteriori danni per i calabresi: ma chi è che stabilisce quali siano gli atti veramente indifferibili e urgenti?
Non ci sembra questo, ad esempio, il caso della legge di riordino del settore rifiuti la cui mancata approvazione,nonostante le minacce apocalittiche dell’assessore Pugliano, a nostro modo di vedere creerebbe più danni ai privati che non vedono l’ora di rientrare a pieno titolo nella gestione del servizio, che ai calabresi che continuano a subire quotidianamente i danni di anni e anni di mala gestione. Una legge piena di belle parole e di grandi proclami, ma che si deve “armonizzare” con delle linee guida che guardano solo ai grandi impianti e a mantenere l’inceneritore di Gioia Tauro, piuttosto che ad un’inversione di rotta radicale che punti alla massimizzazione della raccolta differenziata.
All’incapacità, o mancata volontà, di proporre scelte strutturali, si continua avanzando soluzioni tampone, giustificate dalla necessità di togliere i rifiuti dalle nostre strade, soluzioni che però rappresentano comunque dei gravi costi per le casse ormai vuote del Dipartimento Ambiente. Così ecco la novità degli ultimi giorni:la richiesta di bloccare tutti i pagamenti da parte della Regione nei confronti dei Comuni morosi, che sono la quasi totalità.
Quello che questa eventuale scelta potrà causare ai Comuni calabresi è facilmente immaginare, ma ancor di più è legittimo prevedere cosa succederà per i cittadini e i lavoratori di quei Comuni, venendo a mancare i flussi di denaro dalla Regione.
Ed è una preoccupazione che contribuisce ad allarmare sempre più chi, come i lavoratori Lsu-Lpu , riceve le proprie spettanze con sempre più ritardo, grazie alla concertazione con quelle organizzazioni sindacali che hanno istituzionalizzato la precarietà nel nostro paese.
Lontani da quella contrapposizione ambientalisti-lavoratori, che tanto è stata utile a chi ha voluto devastare i nostri territori in cambio di qualche spicciolo, i comitati che si stanno opponendo alle scelte scellerate della Regione in materia di rifiuti, i lavoratori Lsu-Lpu, i lavoratori in mobilità, lunedì 21 luglio, in occasione dell’annunciata seduta del Consiglio regionale, presidieranno Palazzo Campanella per chiedere che non venga discussa la legge di riordino, che venga ritirato il provvedimento per la compensazione debiti-crediti, che venga garantita la copertura dei fondi per gli stipendi dei lavoratori Lsu-Lpu e, soprattutto, il rispetto degli impegni assunti sulla stabilizzazione.
Facciamo appello ai Sindaci dei Comuni calabresi e ai calabresi stessi a stare al nostro fianco per quella che non è una battaglia di parte, ma che segnerà il futuro della nostra regione.

Terre di Calabria, 14 luglio 2014

- Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Calabresi
– USB Calabria

Share