Grandi manovre contro l’esito referendario

29 settembre 2014 Posted by admin 2

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137628-bigIl Governo Renzi al fianco dei privati nella svendita dei beni comuni – Il Bruno Arcuri al fianco del Comune di Borgia contro le angherie dei privati

Ad ormai più di tre anni dalla vittoria referendaria sull’acqua si continuano a porre in atto grandi manovre per impedire che sia dato seguito alla volontà popolare. Da ultimo, il decreto cosiddetto “Sblocca Italia” del governo Renzi modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi. Ciò si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la Legge di Stabilità.

La risposta del Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua ai reiterati tentativi di privatizzazione dei beni comuni si esprime sia a livello nazionale, sia sui territori, dove è facile evidenziare le contraddizioni e le inefficienze di quelle gestioni che fanno dell’acqua una merce. Tale compito risulta particolarmente agevole in Calabria, dove la Sorical non si è mai sottratta dal concedere numerosissimi spunti. Tra tutti i capitoli ancora aperti, ed evidenziati prima dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “B. Arcuri”, e poi in varie sedi istituzionali (dalla Corte dei Conti al Consiglio Regionale), particolarmente importante è quello relativo all’illegittimità degli adeguamenti tariffari applicati ai comuni calabresi.

Su questo tema abbiamo proposto numerose iniziative e fornito copiose informazioni, condensate nel Libro Bianco disponibile sul sito www.abccalabria.org. In questa battaglia abbiamo ritenuto opportuno, quando possibile, incrociare e supportare iniziative legali promosse da singole amministrazioni, la prima delle quali è stata posta in essere dal Comune di Borgia. Attualmente questo comune ha due cause aperte contro la Sorical su questioni tariffarie, una civile presso il tribunale di Catanzaro risalente al 2010 ed una successiva causa amministrativa presso il TAR Calabria. In particolare, per la causa civile è prevista un’importante udienza il prossimo 28 ottobre. In vista di tale udienza, ribadiamo il nostro sostegno all’amministrazione comunale di Borgia nella lotta per ristabilire il rispetto della legge sulla questione tariffaria nella nostra Regione.

Riteniamo la battaglia sulle tariffe illegittime un tassello di grande importanza per evidenziare il fallimento del sistema in atto e per rilanciare un nuovo modello di gestione basato sul “pubblico e partecipato” da cittadini-utenti e lavoratori. Da questo punto di vista, tra i primi atti del prossimo Consiglio Regionale dovrà esserci la discussione della nostra proposta di legge regionale d’iniziativa popolare, sottoscritta da oltre 11’000 cittadini calabresi e una ventina di amministrazioni comunali, piccole e grandi. Invitiamo a tal proposito anche il comune di Borgia ad aggiungersi alla lista dei sottoscrittori.

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GIU’ LE MANI DALLA MULTISERVIZI!

19 settembre 2014 Posted by admin 2

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foto 2_c.so NumistranoUn’unica soluzione: ripubblicizzazione partecipata!

 Abbiamo assistito, durante tutti il periodo estivo, ad una serie di attacchi rivolti alla SpA lametina con il chiaro intento di aprire la strada a qualche “nostrano” soggetto privato, come soluzione alla presunta crisi aziendale.

La classe politica cittadina  – ed un fantomatico Centro Studi probabilmente ad essa riconducibile – si è dilettata a sviscerare i dati relativi alla Multiservizi contenuti nel “Rapporto sulle società partecipate degli Enti Locali”. Quest’ultimo documento, è inutile ricordarlo, ha come obbiettivo dichiarato quello di distruggere ciò che resta dei servizi pubblici locali, proponendo la riduzione delle partecipate da 8000 a 1000, tutto quanto in linea con quanto contenuto nel testo del decreto “Sblocca Italia“, pubblicato venerdì scorso dal Governo Renzi.

Si tratta, quest’ultimo, di un provvedimento che segna un deciso cambio di fase nelle politiche governative rilanciando un piano generale di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, trivellazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche.

Dietro la “foglia di fico” della mitigazione del dissesto idrogeologico (Capo III, art. 7), mirano di fatto alla privatizzazione del servizio idrico. Il decreto modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.

Ciò si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo – e i suoi accoliti locali – sembra voler definire compiutamente con la Legge di Stabilità.

Il Comitato Lametino Acqua Pubblica e tutto il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua Pubblica, denunciano con forza la gravità di questo provvedimento che si pone esplicitamente in contrasto con la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e dichiara, sin da subito, una forte mobilitazione per contrastare il tentativo di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, a Lamezia come nel  resto del Paese, anche rilanciando un nuovo modello di pubblico che guardi alla partecipazione diretta della cittadinanza e dei lavoratori alla gestione come elemento qualificante e realmente innovativo.

Per tutto questo abbiamo accolto positivamente la Delibera di Giunta del 1 settembre scorso (n°279) che formalizza l’istituzione del Tavolo Tecnico per  la creazione di una Azienda speciale di diritto pubblico per la gestione del Servi zio Idrico Integrato nonché per l’approfondimento della pubblicizzazione dei servizi pubblici essenziali.

Il Tavolo tecnico, lo vogliamo ricordare, ha già avviato i lavori nel novembre del 2013 (ed ha al suo attivo 4 sedute) con lo scopo di iniziare la stesura del nuovo statuto che regolamenterà il funzionamento dell’azienda speciale pubblica e partecipata per la gestione del Servizio Idrico Integrato.

Un risultato ottenuto grazie ad 8 anni di lotta – spesso dura e spesso proprio contro l’attuale Amministrazione- contro il tentativo di svendere il 40% della Multiservizi ai privati. Lotta che il locale comitato ha saputo riportare anche sul piano nazionale con il coinvolgimento del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Adesso diventa fondamentale convocare immediatamente un consiglio comunale aperto che approvi la suddetta delibera, visti i tempi contratti e, lo vogliamo ricordare, l’estremo ritardo con il quale la Giunta Speranza, è arrivata a questa scelta strategica per il futuro della Multiservizi, coscienti che questo è solo il primo passo versa la ripubblicizzazione partecipata e che, indipendentemente dal colore politico della prossima amministrazione cittadina, la lotta continuerà.

Comitato Lametino Acqua Pubblica

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Sblocca Italia, si riparte con l’acqua ai privati

16 settembre 2014 Posted by admin 2

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VendesiDecreto “Sblocca Italia”, un ritorno al passato verso la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni

Solo venerdì è stato pubblicato il testo del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”. Ci sono voluti quasi 15 giorni prima che venisse alla luce essendo stato licenziato nel Consiglio dei Ministri del 29 Agosto scorso. Un lungo travaglio che, però, non è servito per migliorarne il contenuto.
Anzi si tratta di un provvedimento che segnala un deciso cambio di fase nelle politiche governative costruendo un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche.Ma ciò che, come Forum dei Movimenti per l’Acqua, c’interessa maggiormente evidenziare è la gravità di quelle norme che, celandosi dietro la foglia di fico della mitigazione del dissesto idrogeologico (Capo III, art. 7), mirano di fatto alla privatizzazione del servizio idrico. Infatti, con questo decreto si modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.Ciò si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la Legge di Stabilità.
In questo provvedimento, probabilmente, verranno inserite quelle norme, in parte già presenti nelle prime versioni del decreto circolate all’indomani del Consiglio dei Minsitri di fine agosto, volte a imporre agli Enti Locali la collocazione in borsa delle azioni delle aziende che gestiscono servizi pubblici, oltre a quelle che costringono alla loro fusione e accorpamento secondo le prescrizioni previste dal piano sulla “spending review”. Si arriverebbe, addirittura, a costruire un vero e proprio ricatto nei confronti degli Enti Locali i quali, oramai strangolati dai tagli, sarebbero spinti alla cessione delle loro quote al mercato azionario per poter usufruire delle somme derivanti dalla vendita, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità.

Con il decreto “Sblocca Italia” si svelano, dunque, le reali intenzioni del Governo, ovvero la diretta consegna dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali agli interessi dei grandi capitali finanziari. Infatti, la strategia governativa, pur ammantandosi della propaganda di riduzione degli sprechi e dei costi della politica mediante lo slogan “riduzione delle aziende da 8.000 a 1.000”, non garantirà certamente l’interesse collettivo ma solo quello economico e di massimizzazione dei profitti delle grandi aziende multiutilities che già gestiscono acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale.

Come Forum dei Movimenti per l’Acqua intendiamo denunciare con forza la gravità di questo provvedimento che si pone esplicitamente in contrasto con la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e dichiariamo sin da subito che ci mobiliteremo per contrastare il tentativo di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, anche rilanciando un nuovo modello di pubblico che guardi alla partecipazione diretta della cittadinanza alla gestione come elemento qualificante e realmente innovativo.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Roma, 16 Settembre 2014
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