DEBITO MULTISERVIZI – SORICAL: BISOGNAVA ANDARE FINO IN FONDO!

30 ottobre 2014 Posted by ABC CALABRIA

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soricalPERCHÉ FARE UN ACCORDO PRIMA DELLA SENTENZA DEL TAR CHE AVREBBE CONDANNATO LA SORICAL?

Abbiamo appreso dalla stampa locale del recente accordo di regolazione del debito siglato tra la SO.RI.CAL. S.p.A. e la LAMEZIA MULTISERVIZI S.p.A. poco prima della sentenza del TAR, al quale si era rivolta la MULTISERVIZI per vedersi riconosciuto il rimborso di ingenti somme, indebitamente richieste dalla Sorical attraverso l’applicazione di tariffe illegittime. Esborso illegittimo a cui sono stati sottoposti tutti i comuni-utenti della regione Calabria.

Questa è una prassi consolidata per la Sorical, arrivata sempre a stipulare atti di transazione “consensuale” poco prima del pronunciamento del TAR con tutti quei comuni che negli anni si sono rivolti al tribunale amministrativo per vedersi riconosciuta la restituzione del maltolto; accordi, vogliamo ricordarlo, che concedono soltanto qualche sconto sul debito e/o sugli interessi moratori.

La Sorical, infatti, sa con certezza che arrivare ad un pronunciamento positivo da parte di un tribunale creerebbe un precedente difficilmente controllabile; si troverebbe di fronte a centinaia di ricorsi da parte di tutti i comuni calabresi che in questi anni sono stati vessati da tariffe illegittime e minacce di riduzione del servizio idrico.

D’altronde quali possibilità di farla franca avrebbe una società come la Sorical che è in liquidazione e che è stata attraversata da scandali come quello dell’acqua inquinata dell’Alaco, Ceralacca 1 e Ceralacca 2, per non parlare del pesante pronunciamento della sezione calabrese della Corte dei Conti? Tutte vicende che hanno avallato un decennio di lotte da parte dei comitati locali e del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.

Noi non entriamo in merito alle dinamiche aziendali che hanno portato la Multiservizi a chiudere l’accordo sul debito, ma è del tutto evidente che circa 3 milioni di euro fanno gola perché riposizionano in pareggio il bilancio aziendale della SpA, che in questo periodo è sotto la lente di ingrandimento della politica locale e nazionale. Con il denaro proveniente da questo accordo il Consiglio di Amministrazione della Multiservizi potrà sicuramente rafforzare il piano industriale dell’azienda, ma sicuramente ha perso l’occasione politica di scardinare un sistema affaristico in difficoltà.

foto 1_ai cancelli della MultiserviziSappiamo noi, e lo sa soprattutto il Cda, che oggi la Multiservizi è l’unica azienda calabrese che ha la forza economica per poter tenere testa alla Sorical. Arrivare alla sentenza quindi avrebbe assunto un significato politico importantissimo. Un pronunciamento positivo del TAR avrebbe creato un precedente “pubblico” al quale tutti i comuni calabresi avrebbero potuto attingere per far partire una valanga di ricorsi che avrebbero seppellito definitivamente la Sorical.

Evidenziamo quindi quella che è stata a nostro avviso, una miopia politica del Comune di Lamezia Terme che avrebbe dovuto far pesare, nella scelta aziendale, il suo essere socio di maggioranza assoluta, oltreché un’amministrazione che formalmente è impegnata nel Tavolo Tecnico per ripubblicizzare la Lamezia Multiservizi SpA e trasformarla in una Azienda Speciale pubblica e partecipata.

L’accordo tra la SO.RI.CAL. S.p.A. e la LAMEZIA MULTISERVIZI S.p.A. però è solo apparentemente come tutti gli altri, perché in esso si scorge un precedente importante.

L’atto di regolazione del debito tra la Sorical e la Lamezia Multiservizi, come nella quasi totalità degli atti proposti dalla Sorical agli altri comuni, contiene una serie di vincoli capestro, onorati i quali però si può intravedere l’aspetto per noi importante, e cioè che la Sorical riconosce alla Multiservizi – sotto forma di scontistica – oltre 2milioni e 700mila euro, pari sostanzialmente a quanto richiesto dai legali della Lamezia Multiservizi SpA nell’atto depositato al TAR per l’illegittimità delle tariffe idriche applicate.

La Sorical SpA, quindi, riconosce implicitamente che quanto richiesto dalla Multiservizi è legittimo!

Questa, a nostro avviso, equivale quindi ad una ammissione di colpa che non deve passare inosservata: tutti i Comuni vessati dalle politiche tariffarie della Sorical, oggi possono con più forza far valere i diritti dei propri cittadini e vedersi riconosciuto quanto illegittimamente incassato dalla stessa SpA.

Tutto questo dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che le politiche di privatizzazione – in particolare quelle sui servizi pubblici essenziali portate avanti dai governi nazionali e regionali – hanno completamente distrutto le già traballanti basi di welfare economico-sociale del nostro Paese, in nome del profitto e del libero mercato.

Oggi più che mai SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

  •  Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”
  • Comitato Lametino ACQUA PUBBLICA
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A ROVITO e SERRASTRETTA presentazione del LIBRO BIANCO sulla Gestione degli Acquedotti Calabresi

15 ottobre 2014 Posted by ABC CALABRIA

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rovito

Libro Bianco a Serrastretta 19.10.2014

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Nessun accordo sul nostro Bene Comune, l’Acqua!

7 ottobre 2014 Posted by ABC CALABRIA

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NoAlaco-NoSoricalIn questi giorni i media calabresi hanno dato ampio spazio alla notizia dello “storico accordo” raggiunto dalla So.Ri.Cal. S.p.A., società affidataria della gestione degli acquedotti calabresi. I toni trionfalistici che hanno accompagnato questo “evento” necessitano una risposta da parte nostra: un tentativo di mettere i puntini sulle i in un campo, quella della gestione dell’acqua nella nostra regione, dove troppi e troppo spesso dimenticano facilmente.

Partiamo dalla notizia. La Sorical chiude un accordo di ristrutturazione del debito (circa 300 milioni di euro) con i suoi diversi creditori: Enel, Acea e Gala per forniture energetiche, la Depfa Bank finanziatrice del “project”, e altri 150 piccoli creditori. Ma di quali debiti stiamo parlando?

Soprassediamo su quello derivante dalle forniture energetiche: come abbiamo motivato nel nostro “Libro bianco sugli Acquedotti calabresi” questo debito è frutto di una scelta per noi sbagliata, fatta nel 2004, quando l’Enel si dichiarò disponibile a conferire in uso alla Sorical le sue centrali idroelettriche presenti in Calabria a copertura del fabbisogno di energia elettrica degli Acquedotti regionali. La Regione Calabria rifiutò la proposta perché, a suo dire e con molti dubbi da parte nostra, i costi di gestione e manutenzione delle centrali superavano quello di acquisto dell’energia.

Interessante invece è leggere della Depfa Bank come della finanziatrice del “project financing”, termine che spieghiamo brevemente per renderlo meglio comprensibile: il “project financing” o “finanza di progetto” identifica un sistema di realizzazione di opere pubbliche attraverso l’anticipazione dei fondi necessari da parte di un soggetto privato che, in cambio, ottiene la gestione dell’opera per un “congruo” numero di anni.

Ma nel caso Sorical, di quale “project” stiamo parlando? Ricordiamo che uno dei motivi principali dell’apertura ai privati nella gestione del servizio idrico stava proprio nella possibilità di rinvigorire le sempre più vuote casse pubbliche con i denari privati. Questa era la teoria. La pratica racconta invece di un pubblico che non doveva anticipare un euro ma che continua a mettere soldi, come con gli ultimi tre milioni e mezzo di euro erogati dalla Stasi, e di un privato che doveva anticipare i soldi ma che invece non ha messo un solo euro, costringendo all’accensione di un costoso mutuo con una banca, la Depfa appunto molto nota alle cronache giudiziarie per diverse operazioni spregiudicate con i derivati. Un mutuo sul quale avremmo avuto poco o nulla da ridire se fosse stato contratto dalla Veolia e pagato dalla Veolia, ma che invece è stato contratto dalla Sorical e pagato quindi anche dalla Regione Calabria.

Così siamo costretti a leggere giudizi positivi sul fatto che la Veolia “non ha mai creato difficoltà rendendo così più agevole la ricerca di un nuovo socio”: questo è semplicemente allucinante, per una multinazionale che tanti danni ha provocato nella nostra regione, nella gestione di due settori vitali come acqua e rifiuti. Basterebbe ricordare l’assurda vicenda dell’Alaco, il sequestro di quel bacino idrico, la fornitura di acqua non potabile a 400mila calabresi per pretendere dalla Veolia oltre a tutte le risorse rubate, il risarcimento dei danni provocati.

L’unica nota positiva sembra arrivare per le imprese sul territorio, i cui crediti sarebbero saldati al 100% in cinque anni. Ovviamente positiva per quelle imprese che agiscono nella legalità, non come quelle implicate nella vicenda “Ceralacca” e nei tanti altri scandali che hanno coinvolto la Sorical-Veolia.

Quello che ci sembra chiaro, e allo stesso tempo drammatico, è che con questa operazione si voglia “normalizzare” una vicenda, quella del debito Sorical, ricca invece di punti oscuri. Al contrario noi pensiamo che la vicenda non vada chiusa, che vada istituita una commissione di audit per fare finalmente chiarezza assoluta sui debiti, sulle anticipazioni, sulla riscossione dei debiti pregressi, sul ricorso al mutuo con la Depfa e, soprattutto, sulle tariffe applicate ai Comuni calabresi che sono assolutamente illegittime.

La notizia di una ritrovata appetibilità sul mercato della Sorical, per la quale non capiamo cosa ci sarebbe da gioire, necessita invece di un ragionamento più generale.

La politica del Governo Renzi vede come uno degli obiettivi principali il favorire, o meglio l’imporre, processi di fusione e aggregazione tra aziende che gestiscono i servizi pubblici locali. La realizzazione di questo piano, che comporterà la definitiva consegna dei beni comuni ai capitali finanziari, procede rapidamente e i passaggi sono ben evidenti: la “spending review” e la drastica riduzione delle società partecipate dagli enti locali; il decreto “Sblocca Italia” che, modificando profondamente la disciplina sul Servizio Idrico, punta ad affidarne le gestioni alle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa; la legge di stabilità in cui probabilmente verranno inserite quelle norme volte a imporre agli Enti Locali la collocazione in borsa delle azioni delle aziende che gestiscono servizi pubblici.

Cambiano i governi, cambiano i premier, ma non cambia la volontà di dare centralità al mercato e allontanare le decisioni dal controllo democratico, tradendo e violentando quella volontà popolare espressa con il referendum del 2011, secondo la quale l’acqua e i servizi pubblici devono essere sottratti alle logiche di mercato e di profitto.

Noi non siamo felici per questa ritrovata appetibilità sul mercato della Sorical! Noi, come tutti i calabresi che si sono espressi contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali, vorremmo l’acqua fuori dal mercato e, come unica soluzione per uscire da questa drammatica situazione, l’approvazione della nostra Legge regionale di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico, sottoscritta da 11mila calabresi e in attesa di essere discussa in Consiglio regionale. Non di certo un nuovo socio privato quindi, ma un’azienda speciale, interamente pubblica, per poter gestire in maniera trasparente e partecipata il nostro prezioso liquido.

Come Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” continueremo nel nostro impegno, teso a contrastare questa volontà mercificatrice che vede l’acqua e tutti i servizi pubblici locali sempre più nelle grinfie del mercato, a partire da una serie di incontri-dibattiti per la presentazione del “Libro bianco sugli Acquedotti calabresi” nel quale sono riportate, con precisi riferimenti documentati, tutte le problematiche che hanno interessato i nostri acquedotti.

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