Comitati e precari in presidio alla Regione

14 luglio 2014 Posted by admin 2

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decidiamonoi-10-maggio-2014-62Lunedì 21 luglio i comitati ambientalisti e i precari Lsu-Lpu presidieranno insieme Palazzo Campanella

Un Consiglio regionale decaduto, a seguito delle famose dimissioni del Presidente Scopelliti successive alla condanna in primo grado per il caso Fallara, continua in maniera spudorata ed arrogante le sue attività, riunendosi e legiferando come se nulla fosse. Certo la giustificazione è data dalla necessità di dover assolvere agli atti indifferibili e urgenti, pena ulteriori danni per i calabresi: ma chi è che stabilisce quali siano gli atti veramente indifferibili e urgenti?
Non ci sembra questo, ad esempio, il caso della legge di riordino del settore rifiuti la cui mancata approvazione,nonostante le minacce apocalittiche dell’assessore Pugliano, a nostro modo di vedere creerebbe più danni ai privati che non vedono l’ora di rientrare a pieno titolo nella gestione del servizio, che ai calabresi che continuano a subire quotidianamente i danni di anni e anni di mala gestione. Una legge piena di belle parole e di grandi proclami, ma che si deve “armonizzare” con delle linee guida che guardano solo ai grandi impianti e a mantenere l’inceneritore di Gioia Tauro, piuttosto che ad un’inversione di rotta radicale che punti alla massimizzazione della raccolta differenziata.
All’incapacità, o mancata volontà, di proporre scelte strutturali, si continua avanzando soluzioni tampone, giustificate dalla necessità di togliere i rifiuti dalle nostre strade, soluzioni che però rappresentano comunque dei gravi costi per le casse ormai vuote del Dipartimento Ambiente. Così ecco la novità degli ultimi giorni:la richiesta di bloccare tutti i pagamenti da parte della Regione nei confronti dei Comuni morosi, che sono la quasi totalità.
Quello che questa eventuale scelta potrà causare ai Comuni calabresi è facilmente immaginare, ma ancor di più è legittimo prevedere cosa succederà per i cittadini e i lavoratori di quei Comuni, venendo a mancare i flussi di denaro dalla Regione.
Ed è una preoccupazione che contribuisce ad allarmare sempre più chi, come i lavoratori Lsu-Lpu , riceve le proprie spettanze con sempre più ritardo, grazie alla concertazione con quelle organizzazioni sindacali che hanno istituzionalizzato la precarietà nel nostro paese.
Lontani da quella contrapposizione ambientalisti-lavoratori, che tanto è stata utile a chi ha voluto devastare i nostri territori in cambio di qualche spicciolo, i comitati che si stanno opponendo alle scelte scellerate della Regione in materia di rifiuti, i lavoratori Lsu-Lpu, i lavoratori in mobilità, lunedì 21 luglio, in occasione dell’annunciata seduta del Consiglio regionale, presidieranno Palazzo Campanella per chiedere che non venga discussa la legge di riordino, che venga ritirato il provvedimento per la compensazione debiti-crediti, che venga garantita la copertura dei fondi per gli stipendi dei lavoratori Lsu-Lpu e, soprattutto, il rispetto degli impegni assunti sulla stabilizzazione.
Facciamo appello ai Sindaci dei Comuni calabresi e ai calabresi stessi a stare al nostro fianco per quella che non è una battaglia di parte, ma che segnerà il futuro della nostra regione.

Terre di Calabria, 14 luglio 2014

- Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Calabresi
- USB Calabria

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TAVOLO TECNICO AL MINISTERO

11 luglio 2014 Posted by admin 2

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acqualazio I COORDINAMENTI REGIONALI CALABRESE E LAZIALE AL TAVOLO TECNICO CON IL MINISTRO LANZETTA

Lo scorso martedì 8 luglio il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha incontrato il ministro Maria Carmela LANZETTA presso la sede romana del Ministero degli Affari regionali.

L’incontro, cui hanno partecipato rappresentanti del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua e del Coordinamento Acqua Pubblica laziale, era stato concordato dopo le polemiche scaturite in seguito all’impugnazione, da parte del Governo nazionale, della legge di iniziativa popolare sulla gestione pubblica del Servizio Idrico recentemente approvata dalla regione Lazio.Coordinamento-acqua-pubblica

Il testo di legge contestato ha diversi punti di contatto con l’analoga Legge di Iniziativa popolare promossa dal “Bruno Arcuri” e che attende di essere discussa dal Consiglio regionale della Calabria, e pertanto l’eventuale bocciatura del testo laziale avrebbe conseguenze negative anche per il progetto di legge calabrese.

Il confronto è stato proficuo ed a breve il Coordinamento laziale proporrà un testo emendato che terrà conto delle osservazioni, senza però stravolgere lo scopo principale della legge, ossia il riconoscimento della vittoria referendaria del 2011.

L’appuntamento romano è stata anche l’occasione per la delegazione calabrese di rappresentare al Ministero le varie problematiche esistenti in Calabria, a causa della gestione privatistica della SoRiCal SpA, soffermandosi in particolare sulla incredibile vicenda della tariffe idriche applicate ai Comuni.

Al Ministro e ai suoi increduli collaboratori sono state indicate, in tal senso, tutte le criticità esistenti, a partire dall’erroneo arrotondamento delle tariffe iniziali per la conversione lire/euro agli adeguamenti stabiliti in maniera illegittima dalla regione Calabria e, per alcuni anni, addirittura dalla stessa SoRiCal.

AcquaAl Ministro Lanzetta, che ha vissuto direttamente le angherie della Sorical, è stato chiesto di supportare, per quanto di sua competenza, la richiesta di ricalcolo delle tariffe applicate dalla SoRiCal dall’anno del suo “insediamento” al fine di restituire le diverse decine di milioni di euro pretese in più ai Comuni calabresi, e quindi ai Cittadini che di fatto le hanno pagate.

L’impegno del Ministro fa ben sperare per l’esito di una battaglia, quella contro le tariffe illegittime applicate ai calabresi, che in questi anni ha ricevuto poca attenzione, a partire dalle stesse amministrazioni comunali, e ancor meno riscontri, anche se alcuni molto autorevoli come quello della Sezione calabrese della Corte dei Conti che ha rilevato, in una sua recente adunanza pubblica, le stesse criticità sostenute dal Coordinamento “Bruno Arcuri”.

In fondo basterebbe far rispettare le normative vigenti in materia, perché di questo paradossalmente si tratta, per avere una immediata ricaduta positiva per tutti i calabresi.

Perché è proprio vero che … Si scrive Acqua ma si legge Democrazia.

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Villa San Giovanni: ennesimo Project Financing

6 luglio 2014 Posted by admin 2

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L’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni non può tradire la volontà popolare

È ormai dal 2007, da quando partì in tutta Italia la campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, che in Calabria si è attivato un movimento che è riuscito a creare attenzione attorno alla problematica della gestione del Servizio Idrico, sempre più in mano ai privati.

Tra le comunità che hanno dimostrato grande sensibilità alla tematica c’è sicuramente Villa San Giovanni, non fosse altro per quel 57,7% di partecipazione ai referendum del 2011, dato tra i più elevati dell’intera provincia reggina. Quel gran lavoro di coinvolgimento e informazione portò a un risultato importantissimo, quando nell’aprile del 2011 fu modificato lo statuto comunale, sancendo all’unanimità il principio che l’acqua è un bene comune e che la sua gestione deve essere pubblica e priva di rilevanza economica.

Apprendiamo invece, con grande rammarico, che è stata aperta dall’Amministrazione villese la procedura per un affidamento in Project Financing in merito alla “Costruzione di un’infrastruttura volta a ottimizzare le fasi di adduzione e distribuzione dell’acqua potabile nel territorio del Comune di Villa San Giovanni mediante applicazione di tecnologie di gestione remotizzata di telecontrollo e tele lettura, attività di ricerca e riparazione perdite idriche e servizi integrati post-contatore”.

Attraverso la favoletta del Project Financing che prevede la realizzazione di un’opera attraverso l’anticipazione dei soldi dal privato, questo in cambio ottiene la gestione della stessa opera per un “congruo” numero di anni, in modo da rientrare dalle spese e ricavare il proprio utile. E se l’opera in questione riguarda la rete idrica, il Comune di Villa San Giovanni darà quindi in concessione quella rete e quel servizio idrico che, secondo il suo stesso Statuto comunale e secondo la volontà della stragrande maggioranza dei suoi cittadini, deve rimanere in mano pubblica?

È importante e urgente che si faccia un’operazione di trasparenza su questa storia, che si rendano note le aziende che hanno partecipato al bando e, soprattutto, con quali offerte. Ricordiamo a tutte e tutti, soprattutto agli amministratori villesi, che il fatto che dalle casse pubbliche non sarà speso un euro per questa “infrastruttura” non significa che sarà fatta gratis, ma che saranno direttamente i cittadini villesi a pagarne i costi.

Comitato Acqua Pubblica di Villa San Giovanni

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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